Tematiche – 4. Teatro

Tematiche - Teatro
Ruggero Ruggeri, 1953
Tematiche Teatro
  • La meditata scelta dialettale di Pirandello per “Liolà”

    La meditata scelta dialettale di Pirandello per “Liolà”

    Di Carmelo Nicosia.  La commedia “Liolà” costituisce un esempio eclatante di quella che fu la precisa e meditata scelta linguistica di Pirandello e di come la traduzione in lingua italiana abbia fatto perdere di particolarità il testo originale in dialetto agrigentino, dove la concretezza più che i personaggi è la …
  • Sei personaggi in cerca d’autore – Messinscena

    Sei personaggi in cerca d’autore – Messinscena

    Di Lucrezia Zipra.  Pirandello si focalizza in modo piuttosto evidente su due modalità differenti di intendere il teatro e il mestiere dell’attore. I personaggi vivono la scena e il loro teatro nasce da un’esperienza emotiva diretta, vissuta in prima persona. Gli attori, al contrario, sono molto più tecnici ed organizzano …
  • Liolà – Analisi dell’opera: «Commedia allegra con cattiveria»

    Liolà – Analisi dell’opera: «Commedia allegra con cattiveria»

    Di Ivano Mugnaini.  Qualcuno ha osservato che, rispetto ad altri testi pirandelliani, Liolà e più scevro da implicazioni intellettualistiche. Ciò in parte è vero, almeno in partenza. Ma è proprio qui l’abilità dell’autore; fa trasparire, nelle luci nitide e dirette dell’ambientazione e della psicologia del protagonista, le ombre a lui care: gli …
  • L’uomo dal fiore in bocca – Analisi dell’opera

    L’uomo dal fiore in bocca – Analisi dell’opera

    Di Lorenzo Rizzelli.  L’attenzione alla vita degli estranei è quella che attrae maggiormente l’attenzione del protagonista, il quale è addirittura disgustato all’idea di partecipare della vita dei suoi conoscenti. L’attaccamento alla vita degli altri tuttavia non procura piacere all’uomo dal fiore in bocca, il quale avverte la necessità di esplorarne …
  • GelosaMente – Luigi Pirandello e “L’amica delle mogli” – Analisi dell’opera

    GelosaMente – Luigi Pirandello e “L’amica delle mogli” – Analisi dell’opera

    Di Arianna Capirossi.  I personaggi della storia si muovono sul palcoscenico di una piatta e grigia borghesia. Una delle loro missioni di vita da compiere è “accasarsi”, dunque prender moglie. Dopo aver rimandato più e più volte questo “dovere”, nel momento in cui, per età, diventa urgente, essi assolvono al compito …
  • I miti di Pirandello. I giganti della montagna, un testamento estetico.

    I miti di Pirandello. I giganti della montagna, un testamento estetico.

    Di Carmelina Sicari.  Pirandello ha consegnato al pubblico, che dapprima subendolo e poi accettandolo senza confutazione, l’idea della vita ridotta a ripetizione, a sfilata di specchi riproducenti la stessa cosa, una vita smarrita in labirinti privi di senso, vera e propria trappola come lui stesso sottolinea già nel titolo di …
  • Pirandello e i giganti, lo squarcio del velo

    Pirandello e i giganti, lo squarcio del velo

    Di Gabriele Ottaviani.  da Atti del XVI Congresso dell’ADI.  Associazione degli Italianisti (Sassari-Alghero, 19-22 settembre 2012).  da Italianisti.it (pdf con note al testo) Indice Tematiche Per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale: è questa la motivazione con la quale l’Accademia che annualmente, benché in talune occasioni non ci …
  • Pirandello e il teatro francese negli anni Venti e Trenta

    Pirandello e il teatro francese negli anni Venti e Trenta

    Di Anna Frabetti.  La ricezione del teatro di Pirandello in Francia, dal 1923 al 1936, attiva una nuova rete di rapporti e collaborazioni culturali, in duplice direzione, tra l’Italia e la Francia, oltre che in quel gruppo di scrittori, tra cui Bontempelli, Marinetti, Savinio ed altri già presenti in quegli …
  • Pirandello rusticano: La Giara e Liolà

    Pirandello rusticano: La Giara e Liolà

    Di Maria Cristina Riffero.  Due musicisti, uno conterraneo di Luigi Pirandello e l’altro nato in Piemonte, regione alla quale la letteratura di Pirandello fu molto legata, ovvero Giuseppe Mulè e Alfredo Casella, misero in musica due testi pirandelliani, ricavandone una commedia in melodramma ed un balletto senza incontrare grande entusiasmo …
  • Antonio Gramsci – Critiche Teatrali: Il teatro di Pirandello

    Antonio Gramsci – Critiche Teatrali: Il teatro di Pirandello

    Antonio Gramsci fu critico teatrale dell’Avanti! da Torino per quattro anni, dal 1916 al 1920. Di seguito tutte le sue  recensioni teatrali delle pièce di Pirandello, sicuramente un po’ invecchiate, ma splendidi esempi di giornalismo e di scintillante prosa italiana. Da Antonio Gramsci – Quaderni dal carcere Letteratura e vita …
  • L’uomo dal fiore in bocca: una lettura futurista

    L’uomo dal fiore in bocca: una lettura futurista

    Di Marialaura Simeone.  È proprio il passaggio sulla scena, in conclusione, a dare a «L’uomo dal fiore in bocca» la distanza dalla scrittura narrativa al  dramma. Sono le pause tra un concetto e l’altro, sono le voci degli attori sussurrate o gridate, sono i gesti, i movimenti di essi, sono …
  • Quando Milano fischiò Pirandello

    Quando Milano fischiò Pirandello

    Di Guido Lopez.  Il teatro di Luigi Pirandello agli inizi ebbe vita assai difficile, ma trovò supporto fondamentale a Milano, quando mio padre, Sabatino Lopez, era direttore della Società Autori. Il consorzio era nato come sodalizio privato a Milano nel 1882, in via Brera 19, ed ebbe sempre a Milano …
  • Il settimo personaggio: la sfida dell’immedesimazione nei lavori di Pirandello

    Il settimo personaggio: la sfida dell’immedesimazione nei lavori di Pirandello

    Di Ivano Mugnaini.  I Sei Personaggi hanno saputo con la loro bizzarra natura di confine, estrema e tuttavia riconoscibile, quasi paradigmatica, dare misura e paradossale corpo a quella mistura di tragico e comico, fantastico e verosimile, che ci porta di prepotenza in una dimensione surreale per poi smarrirci, straniarci direbbe qualcuno, …
  • Il paradosso dell’esistenza: “Il berretto a sonagli”

    Il paradosso dell’esistenza: “Il berretto a sonagli”

    Di Stefano Casarino.  Un piccolo mondo di ipocrisia e falso perbenismo, una realtà borghese dal precario equilibrio che basterebbe poco per mandare in pezzi: ma quello è l’equilibrio che regge tutta quanta la società di inizio Novecento, in cui “certe cose” si possono anche fare, ma con la massima discrezione …
  • Pirandello e la scrittura drammaturgica

    Pirandello e la scrittura drammaturgica

    di Francesco S. Minervini.  Nelle aule scolastiche, fra i banchi della formazione superiore e dell’Università, Pirandello è un classico; e il termine ‘classico’, è bene ricordarlo, deriva dal latino classis, ovvero il testo che di norma i ragazzi dell’epoca latina portavano nelle aule: una grammatica, un testo normativo, un volume …
  • Questa sera si recita a soggetto – Appunti ed analisi

    Questa sera si recita a soggetto – Appunti ed analisi

      da Siciliateatro.org Appunti da una regia – di Giuseppe Patroni Griffi Uno sputo in faccia ai miei postumi estimatori – di Andrea Bisicchia Il nome e il nume: Alla ricerca della scrittura seconda – di Umberto Artioli Apologia del regista – di Silvio D’Amico Il personaggio sequestrato – di …
  • Le finzioni di Enrico IV.  Un’analisi del dramma di Luigi Pirandello

    Le finzioni di Enrico IV. Un’analisi del dramma di Luigi Pirandello

    Di Pia Schwarz Lausten.  Pirandello scrisse l’Enrico IV nel 1921 (la prima edizione è del 1922), meno di un anno dopo la stesura del famoso capolavoro Sei personaggi in cerca d’autore, in cui la scomposizione e la sperimentazione scenica arrivarono al punto estremo. Enrico IV è uno dei testi più …
  • Randone, Eduardo, Stoppa:  Tre messeinscena de “Il berretto a sonagli”

    Randone, Eduardo, Stoppa: Tre messeinscena de “Il berretto a sonagli”

    Di Paolo Diodato.  Il 1916 rappresenta una tappa significativa dell’ “itinerario” di Pirandello al teatro. Fin dalla giovinezza (già diciannovenne) oscillò tra la chiara volontà di entrare con i propri lavori nei rapporti produttivi e professionali di questo mondo e la progressiva rassegnazione che lo accompagnò negli ultimi tentativi di …
  • Giorgio Strehler: Appunti di regia per “I giganti della Montagna” Ediz. 1947-1966-1994

    Giorgio Strehler: Appunti di regia per “I giganti della Montagna” Ediz. 1947-1966-1994

            Potrà sembrare strano ma occorre forse, per entrare con facilità in questo mito, che è il mito dell’arte ma è anche una concreta storia umana, in cui realtà e trasposizione cosmica si fondono quasi sempre con una felicità ineguagliabile, una disposizione candida, una ingenuità di sentire …
  • Pirandello e il surrealismo: “I giganti della montagna”

    Pirandello e il surrealismo: “I giganti della montagna”

    Tesina.  Per una più chiara comprensione dello sviluppo dell’opera drammatica pirandelliana possiamo distinguere quest’ultima in tre periodi che rivelano, nella loro gradualità, un allargarsi degli orizzonti artistici ed umani dell’autore. Da Studenti.it Indice Tematiche 1. Pirandello e il suo tempo. L’opera di Luigi Pirandello, considerata, nella storia del primo Novecento, fra …
  • Luigi Pirandello: dalla maschera denudata al mito

    Luigi Pirandello: dalla maschera denudata al mito

    Di Franco Sepe.  Il mito, ovvero la sua elevazione rituale sotto forma di iniziazione ai misteri, è risaputo, è alle origini dell’evento teatrale. E l’evento teatrale delle origini è la tragedia, che nasce dal ditirambo, cioè dall’inno originariamente intonato al nume cui è devoluto l’atto rituale – come, ad esempio, …
  • Pirandello e i personaggi rifiutati da un autore scomparso

    Pirandello e i personaggi rifiutati da un autore scomparso

    Di Monica Canu.  Pirandello vuole partire dalle condizioni della vita reale degli uomini per coglierne le contraddizioni, i motivi di sofferenza e pena, il peso dato dalla finzione e dall’artificio. La finzione, soprattutto della vita sociale, trova il maggiore strumento espressivo nella maschera, un’apparenza esterna che non corrisponde alla reale …
  • Pirandello e il suo rapporto con il teatro e gli attori

    Pirandello e il suo rapporto con il teatro e gli attori

    Di Maria Cristina Boschini.  Dopo l’iniziale avversione per il teatro, accusato di riproporre un mero surrogato delle drammaturgie ideate, Pirandello approda alla regia teatrale, divenendo una delle figure più difficili da delineare nel panorama teatrale italiano novecentesco. L’inadeguatezza della messinscena nei confronti del testo e l’impossibilità dell’attore di riproporre integralmente …
  • Il “Berretto a sonagli”: Beatrice e il “Potere” femminile

    Il “Berretto a sonagli”: Beatrice e il “Potere” femminile

    Di Angela Diana Di Francesca.  Per gentile concessione dell’autrice Il “Berretto a sonagli” ci pone dinanzi una gamma di personaggi femminili che esemplificano diverse maniere di agire le possibilità di “potere” del proprio sesso. Vediamo a confronto due generazioni di donne: da una parte la vecchia serva Fana e la …
  • Andrea Camilleri: Il Padre nei Sei Personaggi e il padre di Pirandello

    Andrea Camilleri: Il Padre nei Sei Personaggi e il padre di Pirandello

    da Biografia del figlio cambiato, Rizzoli, Milano 2000, pagg. 215-230- © Casa Editrice Rizzoli.  Il mutupèrio che si scatenò al romano Teatro Valle la sera del 9 maggio 1921, in occasione della prima rappresentazione dei Sei personaggi da parte della Compagnia diretta da Dario Niccodemi, è stato raccontato e descritto …
  • Introduzione a Maschere nude

    Introduzione a Maschere nude

    Il progetto. Come per le novelle, Pirandello concepì un’edizione complessiva della sua opera teatrale che raccogliesse tutti i drammi scritti. L’editore Bemporad prima e Mondadori dopo ne intrapresero la pubblicazione che coprì un ampio arco temporale. Indice Tematiche da OrlandoFurioso Pirandello diede alla raccolta il titolo unitario di Maschere nude, che …
  • Pirandello e Brecht: un incontro possibile?

    Pirandello e Brecht: un incontro possibile?

    Di Gilda Policastro. Riaprire la questione, peraltro parcamente dibattuta, di un confronto tra i due maggiori drammaturghi di primo Novecento impone innanzitutto un riesame dei dati disponibili. da Gli intellettuali italiani e l’Europa (1903-1956) Manni Editore 2007 Indice Tematiche Die Bereitschaft des Lehrers zu lehren: die der Bruder nicht sieht, …
  • Pirandello e Artaud. Una nota

    Pirandello e Artaud. Una nota

    Di Franco Ruffini.  In La passione teatrale. Studi per Alessandro d’Amico, a cura di Alessandro Tinterri, Roma Bulzoni, 1997; ora in Per piacere. Itinerari intorno al valore del teatro, Roma, Bulzoni, 2001, pp. 69-76]. da Cultura teatrale Indice Tematiche Nel n° 24 de La Criée, del maggio 1923, esce la …
  • Modelli e interferenze nell‘esordio di Pirandello drammaturgo: «La morsa»

    Modelli e interferenze nell‘esordio di Pirandello drammaturgo: «La morsa»

    Di Arnaldo Bruni.  Pare opportuno insistere nell’indagine sul debutto teatrale di Pirandello, concentrandosi ancora una volta sulla dimensione ridotta dell’ atto unico. La proposta intende privilegiare una circostanza obiettiva che favorisce la possibilità di riconoscere entro l’arco di una misura breve i meccanismi del congegno compositivo nel trapasso di codice. …
  • Rappresentazioni pirandelliane a Trieste – Un caso di “pirandellismo”: «O di uno o di nessuno»

    Rappresentazioni pirandelliane a Trieste – Un caso di “pirandellismo”: «O di uno o di nessuno»

    Di Paolo Quazzolo.  O di uno o di nessuno non è stato uno dei testi fra i più fortunati della produzione pirandelliana. Certamente ve ne sono stati altri anche meno fortunati ma, statistiche alla mano, l’edizione proposta dal Teatro Stabile La Contrada di Trieste è, dal 1929 a oggi, appena …
  • Il palcoscenico sullo schermo

    Il palcoscenico sullo schermo

    Di Marialaura Simeone.  Tra i soggetti e le sceneggiature di Pirandello, l’autrice ha individuato tre progetti cinematografici che possono formare un’ideale “trilogia metateatrale per il cinema”; questo, sia per via dell’ambientazione teatrale, sia per le dicotomie presenti nel teatro di Pirandello che qui tornano e trovano espressione: la distanza tra testo e messinscena, la …
  • Adriano Tilgher: Il teatro di Luigi Pirandello

    Adriano Tilgher: Il teatro di Luigi Pirandello

    Da Adriano Tilgher, Studi sul teatro contemporaneo, preceduto da un saggio su l’arte come originalità e i problemi dell’arte, seconda edizione accresciuta, Libreria di scienze e Lettere, Piazza Madama 19-20, Roma 1923, Tipografia del Senato del Dott. Giovanni Bardi. Indice Tematiche 1 . La Natura: vivere senza sentirsi vivere. 2 …

Luigi Pirandello, secondo di sei figli, nasce la sera del 28 giugno 1867 ad Agrigento (l’antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927) da Stefano Pirandello e da Caterina Ricci-Gramitto, sposata nel 1863, in una casa colonica non ancora ben rifinita che si trovava nella tenuta paterna denominata “Caos”, qualche chilometro fuori dalla città, sulla strada che conduce verso Porto Empedocle, in una contrada suggestiva che dall’alto di un costone da un lato guarda verso il mare e dall’altro è delimitata da una ripido e piccolo valloncello che  porta direttamente alla spiaggia. Al “Caos” la madre si era trasferita per sfuggire all’imperversare di una terribile epidemia di colera che a fasi alterne affliggerà la Sicilia per alcuni anni fino al 1868, angosciata dalla malattia che il marito aveva contratto dovendo rimanere in città per lavoro.

La famiglia di Stefano affondava le sue lontane origini nella Liguria e godeva di un tenore di vita elevato grazie al ricco commercio di zolfo e al possesso di alcune solfatare della zona. Nel 1860, sull’orma degli ideali antiborbonici, aveva seguito Garibaldi, e aveva partecipato alla battaglia di Aspromonte.
La famiglia di Caterina era tradizionalmente antiborbonica; era figlia di Anna Bartoli e di Giovanni Ricci-Gramitto, avvocato del foro di Agrigento, che all’indomani della rivoluzione antiborbonica del 1848 era stato condannato all’esilio e aveva trovato asilo politico a Malta, dove lo avevano raggiunto la moglie e i figli (Caterina aveva allora 13 anni). Ma dopo pochi mesi Giovanni muore e la moglie Anna riporta i figli ad Agrigento, dove vive praticamente in povertà, perchè il governo aveva confiscato le rendite fondiarie sue e del marito, e vive col solo aiuto di un cognato canonico, “lealista”, che il giorno della restaurazione si era precipitato in Chiesa a cantare un solenne Te Deum di ringraziamento.

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