Elenco opere teatrali

Leggendo le pagine dei romanzi e delle novelle non è difficile intuire la vocazione drammatica di Pirandello: si percepisce un dinamismo, una concretezza fuori dell’ordinario. Come se i nervi fossero scoperti, il personaggio freme, si esaspera, contrasta. Il dialogo dà subito scintille, la pagina reclama l’oralità, la recitazione.

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Elenco opere teatrali

Elenco opere teatrali. In versione integrale.
  • 1910 – La morsa – Epilogo in un atto

    1910 – La morsa – Epilogo in un atto

    L’atto unico è comunemente classificato nell’ambito della commedia borghese o collocato nel filone teatrale verista dì fine Ottocento. Ma va rilevato che tutto pirandelliano è il pregio del puntuale sviluppo psicologico dei personaggi, e pirandelliana è la monde che se ne deduce: al di là delle leggi sociali, Giulia, l’adultera, …
  • 1910 – Lumíe di Sicilia – Commedia in un atto

    1910 – Lumíe di Sicilia – Commedia in un atto

    Il tempo e le circostanze possono far cambiare la persona amata fino a farla diventare altra da quello che era: dolorosamente labile e mutevole si rivela l’oggetto dell’amore per chi è rimasto legato alla sua immagine originaria con purezza d’affetti. FONTE Novella «Lumíe di Sicilia» (1900) STESURA 1910? PRIMA RAPPRESENTAZIONE …
  • 1913 – Il dovere del medico – Dramma in un atto

    1913 – Il dovere del medico – Dramma in un atto

    La soluzione pirandelliana di questo delicato tema si basa sull’idea di una libertà umana che nessuno può coartare, nemmeno in una situazione così drammatica. E ancora una volta c’è la contrapposizione tra il tribunale degli uomini e quello della propria coscienza. FONTE «Il gancio» 1902, poi intitolato «Il dovere del …
  • 1915 – Cecè – Commedia in un atto

    1915 – Cecè – Commedia in un atto

    E’ un testo inconsueto nella produzione di Pirandello: un’esile commedia di ambiente alto-borghese, un divertimento lontano dalle caratteristiche del suo teatro impegnato, con un’azione scenica dal ritmo veloce e una vicenda scherzosa messa in moto dal protagonista Cecè. STESURA luglio 1913 PRIMA RAPPRESENTAZIONE 14 dicembre 1915 – Roma, Teatro Orfeo, …
  • 1915 – La ragione degli altri – Commedia in tre atti

    1915 – La ragione degli altri – Commedia in tre atti

    È la prima commedia di Pirandello in tre atti, in lingua italiana. Il soggetto è il contrasto tra la moglie e l’amante del marito, tra la rispettabilità della famiglia, l’ordine costituito, e la maternità che resta umanamente valida anche se ottenuta trasgredendo le regole della società civile. FONTE  Novella «Il …
  • 1916 – Liolà – Commedia campestre in tre atti

    1916 – Liolà – Commedia campestre in tre atti

    Si suol dire che la commedia risulta del tutto priva di ogni complicazione di tipo intellettualistico, ed è vero, nel senso che l’attenzione dello spettatore è catturata dalla festosa gioia di vivere di Liolà; il quale trasgredisce alle regole della società in cui vive, come tutti i personaggi di Pirandello, …
  • 1916 – Pensaci, Giacomino! – Commedia in tre atti

    1916 – Pensaci, Giacomino! – Commedia in tre atti

    Scritta in dialetto siciliano all’inizio del 1916 per il grande attore dialettale Angelo Musco, andata trionfalmente in scena nel luglio dello stesso anno, Pensaci, Giacomino! fu poi “tradotta” in italiano e offerta invano ad alcuni dei maggiori capocomici italiani dell’epoca, da Alfredo De Sanctis a Ruggero Ruggeri, da Ermete Novelli …
  • 1917 – Così è (se vi pare) – Parabola in tre atti

    1917 – Così è (se vi pare) – Parabola in tre atti

    È una commedia dichiaratamente a tesi; Pirandello l’ha definita: «Parabola in tre atti». L’argomento è la verità, invano cercata concitatamente da tutti i personaggi dall’inizio alla fine, invano affermata e contraddetta in un intrecciarsi di ipotesi senza sbocco, sì da condurre naturalmente lo spettatore a considerarne la relatività. FONTE  Novella …
  • 1917 – Il berretto a sonagli – Commedia in due atti

    1917 – Il berretto a sonagli – Commedia in due atti

    La società costringe gli individui ad apparire rispettabili, obbedendo a precisi codici di comportamento; ma, in realtà, nessuno intende infierire sulle debolezze umane, soffocare le passioni, impedire rapporti extraconiugali: tutto è permesso purché si salvino le apparenze, e ognuno possa mostrare tranquillamente «il pupo», il burattino rispettabile che s’è costruito …
  • 1917 – Il piacere dell’onestà – Commedia in tre atti

    1917 – Il piacere dell’onestà – Commedia in tre atti

    Ancora una volta Pirandello si serve di un matrimonio «bianco» come ad esempio in “Pensaci Giacomino!” e in “Ma non è una cosa seria”, per creare situazioni che finiscono per svelare la vera natura dei personaggi. E un modo di contravvenire alle regole sociali per mettere in evidenza virtù non …
  • 1917 – La giara – Commedia in un atto

    1917 – La giara – Commedia in un atto

    La commedia, di gusto campestre e giocoso, vive tutta nel contrasto fra due personaggi di opposto carattere, pittoreschi rappresentanti di una civiltà contadina, vivacemente messa in evidenza dal colorito dialogo e dalla corale partecipazione agli avvenimenti di tutti gli abitanti del fondo rustico. FONTE  Novella «La giara» (1909) STESURA ottobre? 1916 …
  • 1918 –  Ma non è una cosa seria – Commedia in tre atti

    1918 – Ma non è una cosa seria – Commedia in tre atti

    E’ fra le meno rappresentate commedie pirandelliane. I temi in essa trattati non sono nuovi rispetto anche allo stesso terreno di indagini di Pirandello e molti concetti li troviamo in altri lavori dell’autore agrigentino espressi in toni più drammatici ed impegnativi. FONTE  Novelle «La signora Speranza» (1903) – «Non è …
  • 1918 – Il giuoco delle parti – Commedia in tre atti

    1918 – Il giuoco delle parti – Commedia in tre atti

    È una commedia costruita sul grottesco, sul capovolgimento di situazioni, sull’ironia. Vi si trova l’espressione e la rappresentazione del cosiddetto “sentimento del contrario” da Pirandello esposto nel saggio “L’umorismo” del 1908. Appartiene alla seconda fase del teatro pirandelliano, quando cioè i personaggi decidono di vedersi vivere, di estraniarsi dalla realtà, …
  • 1919 – L’innesto – Commedia in tre atti

    1919 – L’innesto – Commedia in tre atti

    L’innesto – Tutta la problematica della commedia, che si svolge a Roma e a Monteporzio, si concentra intorno alla violenza subita da Laura, a opera di un bruto, con un’approfondita analisi dei sentimenti e delle reazioni che il fatto orribile ha suscitato nell’animo della donna e di suo marito Giorgio. …
  • 1919 – L’uomo, la bestia e la virtù – Apologo in tre atti

    1919 – L’uomo, la bestia e la virtù – Apologo in tre atti

    La prima rappresentazione fu accolta sfavorevolmente dal pubblico e dalla critica, tanto singolare è lo sviluppo farsesco e a forti tinte del dramma, da rivelare apparentemente persino un fondo di cinismo. Marco Praga capì invece che Pirandello «sotto l’apparenza della farsa, ha voluto mettere qualcosa, una satira tragica e atroce… …
  • 1919 – La patente – Commedia in un atto

    1919 – La patente – Commedia in un atto

    È uno dei più originali e grotteschi atti di ribellione di un personaggio pirandelliano contro le ingiustizie della società. Pirandello mette in evidenza la tragica situazione in cui viene a trovarsi un poveretto bollato dalla società col marchio di menagramo, portasfortuna, jettatore: è odiato e sfuggito da tutti. FONTE  Novella …
  • 1920 – Come prima, meglio di prima – Commedia in tre atti

    1920 – Come prima, meglio di prima – Commedia in tre atti

    L’intera trama ha il suo punto centrale di riferimento in Fulvia Gelli, donna tormentata, coinvolta in situazioni che la fanno soffrire e che la portano persino a sdoppiarsi, per sostenere una situazione familiare nella quale il marito l’ha ricondotta, dopo essere stato da lei abbandonato, insieme con la figlia, da …
  • 1920 – La signora Morli, una e due – Commedia in tre atti

    1920 – La signora Morli, una e due – Commedia in tre atti

    Un doppio affetto, per l’amante e per il marito, può albergare nella stessa persona, fino al punto di farla sentire due persone diverse. Questo particolare aspetto della pirandelliana molteplicità dell’io è la «verità» della commedia, che non manca certo di un concreto fondamento psicologico e che come tutte le verità …
  • 1920 – Tutto per bene – Commedia in tre atti

    1920 – Tutto per bene – Commedia in tre atti

    È una commedia in tre atti tratta dall’omonima novella (1906); la stesura ha avuto luogo tra il 1919 e il 1920. E stata rappresentata la prima volta al Teatro Quirino di Roma il 2 marzo 1920 dalla Compagnia di Ruggero Ruggeri. Nella vita di ogni individuo può verificarsi un fatto …
  • 1921 – Sei personaggi in cerca d’autore – Commedia da fare

    1921 – Sei personaggi in cerca d’autore – Commedia da fare

    Uno dei testi più prestigiosi della tradizione teatrale italiana. Un dramma che contiene in sé tutte le future evoluzioni e trasformazioni della drammaturgia e della ricerca contemporanea. Uno spettacolo che raffigura una metafora insuperabile della condizione dell’uomo moderno, in bilico tra realtà e apparenza, verità e finzione. Un racconto di come vita e teatro possano incontrarsi …
  • 1922 – All’uscita – Mistero profano in un atto

    1922 – All’uscita – Mistero profano in un atto

    All’uscita. Il «mistero profano», come Pirandello definì quest’opera, è un breve atto unico scritto nel 1916.  La meditazione sulla morte, naturale risvolto di quella sulla vita, che occupa molto spazio nell’opera creativa e saggistica di Pirandello, diventa qui situazione, una situazione davvero particolare. STESURA aprile 1916. PRIMA RAPPRESENTAZIONE 29 settembre …
  • 1922 – Enrico IV – Tragedia in tre atti

    1922 – Enrico IV – Tragedia in tre atti

    L’Enrico IV è un’opera centrale nel teatro di Pirandello in quanto è un riepilogo dei temi pirandelliani: la maschera, la verità e la finzione, l’illusione, il vivere e il vedersi vivere, la follia. È un’opera centrale, ancora, nella sua dimensione autoriflessiva, e quasi esplicitamente metateatrale. Essa è, al contempo, un …
  • 1922 – L’imbecille – Commedia in un atto

    1922 – L’imbecille – Commedia in un atto

    L’imbecille – commedia in un atto, è uno straordinario spaccato dell’Italia che si avvia in marcia verso una Roma sempre più nera ed è anche un quadro convulso e paradossale dell’animosa faziosità politica che ci fa scoprire la viltà dell’inganno, il rovesciamento del senso della realtà. È una satira politica …
  • 1922 – Vestire gli ignudi – Commedia in tre atti

    1922 – Vestire gli ignudi – Commedia in tre atti

    “Vestire gli ignudi” è un’opera di grande forza e attualità: analizza l’importanza dei mezzi di comunicazione di massa, la sofferenza che diventa spettacolo, il voyeurismo morboso che infetta la società contemporanea. Un’indagine profonda, che passa attraverso i consueti dubbi pirandelliani sull’identità: sono ciò che appaio? Sono davvero come gli altri …
  • 1923 – L’altro figlio – Commedia in un atto

    1923 – L’altro figlio – Commedia in un atto

    Ambientato in Sicilia ai primi del ’900, il dramma, che ha come disperato sottofondo storico l’emigrazione massiccia della povera gente del Sud, è basato sul tema della maternità, così caro a Pirandello. Una semplice popolana di una contrada siciliana, Maragrazia, soffre perché i suoi due figli, partiti per l’America e …
  • 1923 – L’uomo dal fiore in bocca – Dialogo in un atto

    1923 – L’uomo dal fiore in bocca – Dialogo in un atto

    È un «dialogo» in un atto, che si svolge in un bar notturno tra un uomo condannato a morte per un epitelioma («il fiore in bocca») e un «pacifico avventore» che ha perduto il treno, L’eccezionalità del momento, per chi sente la morte addosso – per usare un’espressione pirandelliana – …
  • 1923 – La vita che ti diedi – Tragedia in tre atti

    1923 – La vita che ti diedi – Tragedia in tre atti

    Scritta nel 1923 per Eleonora Duse, che però non fece in tempo a interpretarla, perché morì a Pittsburg nel 1924. «La vita che ti diedi è il testo più struggente di Luigi Pirandello sul tema della maternità. Leggendolo si capisce bene che, mentre lo scriveva, avesse in mente una donna …
  • 1924 – Ciascuno a suo modo – Commedia in due o tre atti con intermezzi corali

    1924 – Ciascuno a suo modo – Commedia in due o tre atti con intermezzi corali

    Come i “Sei personaggi in cerca d’autore” rappresentano il conflitto tra Personaggi, Attori e Capocomico, così questa seconda commedia della Trilogia del teatro nel teatro rappresenta il conflitto tra gli Spettatori e l’Autore e gli Attori. I protagonisti di “Ciascuno a suo modo” sostengono punti di vista che successivamente ritrattano, …
  • 1925 – Sagra del Signore della Nave – Commedia in un atto

    1925 – Sagra del Signore della Nave – Commedia in un atto

    Una pièce ricca di effetti spettacolari e corali: masse in movimento partecipano alla «Sagra» entrando dalla porta d’ingresso, alle spalle degli spettatori; la scena è animata da paesani, rivenditori, marinai, donne di malaffare, ubriachi che fanno festa e discutono tra rullii di tamburi e richiami di imbonitori, in una piazza …
  • 1927 – Bellavita – Commedia in un atto

    1927 – Bellavita – Commedia in un atto

    Bellavita, un insignificante omuncolo tradito per lunghi anni dalla bella e vivace moglie, è rimasto vedovo. Se, mentre la moglie era viva, finse di non accorgersi o peggio di accettare quel tradimento, ora dopo la morte di lei, escogita una inusitata forma di vendetta; non può certo scontrarsi ad armi …
  • 1927 – Diana e la Tuda – Tragedia in tre atti

    1927 – Diana e la Tuda – Tragedia in tre atti

    Il dualismo di vita e forma, tema dominante della più matura drammaturgia pirandelliana, in «Diana e la Tuda», fa addirittura da esplicito protagonista nella suggestiva personalizzazione delle due entità astratte che dominano l’intero dramma rendendo vivente e concreto quel conflitto teorico. FONTE  Novella «La trappola» in «Corriere della Sera», 22 …
  • 1927 – L’amica delle mogli – Commedia in tre atti

    1927 – L’amica delle mogli – Commedia in tre atti

    L’amica delle mogli – commedia che ha un testo estremamente attuale, porta in primo piano l’analisi spietata di un gruppo di borghesi, mariti e mogli, dietro la cui apparente tranquillità si intravede uno scenario devastante, una forma felice pronta ad esplodere in un dramma di insolita crudezza. FONTE Novella «L’amica …
  • 1928 – La nuova colonia – Mito con Prologo e tre atti

    1928 – La nuova colonia – Mito con Prologo e tre atti

    Ne «La nuova colonia» Pirandello ci racconta in modo paradigmatico le conseguenze nefaste dell’utopia socio – politica di costruire ex-novo un mondo «buono e giusto». Il testo teatrale appartiene alla «trilogia del mito» (Lazzaro, La nuova colonia, I giganti della montagna), tre opere in cui il drammaturgo negli ultimi anni della sua vita (dal 1928 …
  • 1929 – Lazzaro – Mito in tre atti

    1929 – Lazzaro – Mito in tre atti

    Il titolo – riferito chiaramente all’episodio evangelico – esplicita immediatamente il tema religioso del dramma, affrontato con sorpresa, e per la prima volta, dall’ateo Pirandello. Il tutto è però inserito in una vicenda più ampia che già il primo dei “miti” (questo è il secondo) aveva trattato, e cioè il …
  • 1929 – O di uno o di nessuno – Commedia in tre atti

    1929 – O di uno o di nessuno – Commedia in tre atti

    Il dramma è incentrato sul tema incrociato della paternità e della maternità e, ancora una volta, Pirandello rileva come l’unica vera dimensione disinteressata e naturale sia la maternità; nella paternità intervengono, invece, motivazioni egoistiche, suscitate da un senso dell’avere e dell’onore, retaggio della società pia che della natura. FONTE  Novella …
  • 1930 – Come tu mi vuoi – Dramma in tre atti

    1930 – Come tu mi vuoi – Dramma in tre atti

    Pirandello, in ossequio alla sua filosofia, va oltre la semplice incertezza sulla identità della persona come percepita dal pubblico, ma si approfondisce sulla incertezza della identità che ogni persona sembra cercare e trovare in se stessa. E qui entra in gioco la memoria, non più come strumento di impostura, ma …
  • 1930 – Questa sera si recita a soggetto – Commedia in tre atti ed un Intermezzo

    1930 – Questa sera si recita a soggetto – Commedia in tre atti ed un Intermezzo

    «Questa sera si recita a soggetto» resta uno dei testi in cui Pirandello ha realizzato con la maggiore concisione possibile il grande tema del personaggio sequestrato. E la rappresentazione di un sacrificio dolente e ineluttabile, come in certi misteri medievali, ove il carnefice diventa anche la vittima e il torturatore …
  • 1931 – Sogno (ma forse no) – Commedia in un atto

    1931 – Sogno (ma forse no) – Commedia in un atto

    In «Sogno (ma forse no)», la visione onirica è il luogo in cui proiettare le ossessioni, le paure, i mostri dell’anima oppressa dal perbenismo di facciata: quel che non si può dire, per rispetto delle convenzioni e della morale comune, prende vita in una sorta di delirio cosciente e alimenta una tempesta inevitabile. STESURA dicembre 1928 – …
  • 1932 – Trovarsi – Commedia in tre atti

    1932 – Trovarsi – Commedia in tre atti

    Nella produzione finale di Luigi Pirandello – ispirata dall’amore tardivo ma intenso per Marta Abba – trova spazio una ricca galleria di figure femminili. “Trovarsi” è la cronaca del dramma di Donata Genzi, attrice che ha consacrato se stessa al palcoscenico, negandosi ogni legame sentimentale. La missione dell’attrice, il suo …
  • 1933 – Quando si è qualcuno – Rappresentazione in tre atti

    1933 – Quando si è qualcuno – Rappresentazione in tre atti

    Un testo praticamente inedito per le scene, nonostante abbia la peculiarità (che in teoria dovrebbe risultare accattivante) di essere un’opera autobiografica, che in maniera scoperta (e quasi spudorata) dice l’amore di Pirandello per la sua interprete. Frasi  intere di una lettera di Pirandello a Marta Abba del 1931 diventano battute …
  • 1934 – La favola del figlio cambiato – Favola in tre atti in cinque quadri

    1934 – La favola del figlio cambiato – Favola in tre atti in cinque quadri

    «La Favola del figlio cambiato», iniziata da Luigi Pirandello e condotta avanti fino a tutto il terzo episodio come preparazione al Mito dei «Giganti della Montagna», fu poi compiuta per la musica del Maestro G. F. Malipiero; al quale l’Autore, incapace di fornire un vero e proprio «libretto», aveva dato …
  • 1935 – Non si sa come – Dramma in tre atti

    1935 – Non si sa come – Dramma in tre atti

    Nell’anno in cui è insignito del Premio Nobel per la Letteratura, Pirandello scrive questo dramma che affronta il tema del rapporto tra coscienza e realtà quotidiana, tra i dettati della ragione e gli impulsi dell’istinto, seguendo il quale si compiono azioni senza saperne il perché, senza avere gli strumenti per …
  • 1937 – I giganti della montagna – Mito incompiuto in tre atti

    1937 – I giganti della montagna – Mito incompiuto in tre atti

    Questo tema dei Giganti è profondamente radicato nel cuore europeo. Pirandello nella sua ultima opera incompiuta lo esemplifica con il Teatro e la Poesia, lo innesta in una problematica che prende l’aspetto della Rappresentazione. I giganti vincono sempre I giganti perdono sempre. C’è un tema profondo, ricorrente nella grande cultura …

Pirandellu ‘n Sicilianu
  • 1915 – Liolà – Commedia campestre in tre atti (In siciliano)

    1915 – Liolà – Commedia campestre in tre atti (In siciliano)

    È stata definita da Pirandello «commedia campestre in tre atti». Se ne fa risalire la stesura in dialetto agrigentino all’agosto-settembre 1916. La trascrizione in italiano, a opera dello stesso Pirandello, fu pubblicata da Bemporad, Firenze, nel 1928. L’edizione in dialetto fu rappresentata dalla Compagnia Angelo Musco, al Teatro Argentina di …
  • 1916 – ‘A giarra – Commedia in un atto (in siciliano)

    1916 – ‘A giarra – Commedia in un atto (in siciliano)

    Commedia in un atto derivata dalla novella omonima (1909); fu scritta in dialetto agrigentino, col titolo ‘A giarra, probabilmente nell’ottobre del 1916 e rappresentata a Roma il 9 luglio 1917. La successiva versione di Pirandello in lingua italiana, scritta forse nei primi mesi del 1925, fu rappresentata a Roma il 30 …
  • 1917 – ‘A vilanza – Dramma in tre atti (In siciliano)

    1917 – ‘A vilanza – Dramma in tre atti (In siciliano)

    ‘A vilanza. Non tutti sanno che Luigi Pirandello e Nino Martoglio scrissero ben due commedie a quattro mani; e non tutti sanno che in tali opere appare con decisione una Sicilia diversa: vera, bellissima e violenta, metafora di tutto un mondo e portatrice di valori diversi. Una Sicilia il cui …
  • 1917 – A birritta cu’ i ciancianeddi – Commedia in due atti (In siciliano)

    1917 – A birritta cu’ i ciancianeddi – Commedia in due atti (In siciliano)

    Commedia in due atti scritta nell’agosto 1916 in dialetto siciliano per Angelo Musco, col titolo ’A birritta cu’ i ciancianeddi derivata dalle novelle La verità (1912) e Certi obblighi (1912). Fu rappresentata dalla Compagnia di Angelo Musco a Roma, al Teatro Nazionale, il 27 giugno 1917. Nell’estate del 1918 Pirandello …
  • 1917 – Cappiddazzu paga tuttu – Commedia in tre atti in dialetto Siciliano

    1917 – Cappiddazzu paga tuttu – Commedia in tre atti in dialetto Siciliano

    Non tutti sanno che Luigi Pirandello e Nino Martoglio scrissero ben due commedie a quattro mani; e non tutti sanno che in tali opere appare con decisione una Sicilia diversa: vera, bellissima e violenta, metafora di tutto un mondo e portatrice di valori diversi. Una Sicilia il cui tratto più …
  • 1919 – ‘A patenti – Commedia in un atto in Siciliano

    1919 – ‘A patenti – Commedia in un atto in Siciliano

    È uno dei più originali e grotteschi atti di ribellione di un personaggio pirandelliano contro le ingiustizie della società. Pirandello mette in evidenza la tragica situazione in cui viene a trovarsi un poveretto bollato dalla società col marchio di menagramo, portasfortuna, jettatore: è odiato e sfuggito da tutti, chi lo …
  • Pirandellu ‘n sicilianu

    Pirandellu ‘n sicilianu

    “La realtà che io ho per voi è nella forma che voi mi date”‘ (L. Pirandello) La realtà che un uomo vive agli occhi del mondo è la realtà che egli stesso esprime. Da sempre l’uomo ha avuto bisogno di “comunicarsi” da quando per farlo utilizzava disegni stilizzati a quando, …

Leggendo le pagine dei romanzi e delle novelle non è difficile intuire la vocazione drammatica di Pirandello: si percepisce un dinamismo, una concretezza fuori dell’ordinario. Come se i nervi fossero scoperti, il personaggio freme, si esaspera, contrasta. Il dialogo dà subito scintille, la pagina reclama l’oralità, la recitazione. Alla fine dell’Ottocento il teatro celebra il suo passaggio epocale, è lo spazio per eccellenza della comunicazione e dell’incontro sociale. Autori come Strindberg, Ibsen, Cechov, danno il brivido della novità e della scoperta, divengono i portavoce di culture remote. In Italia i veristi corrono l’avventura del palcoscenico: Verga, Capuana, De Roberto tentano la conversione, senza riuscire a superare una resistenza interiore.

Anche nel caso fortunato di Cavalleria rusticana e de La Lupa, il testo letterario conserva una priorità e una supremazia artistica. In questo contesto e su quest’onda lunga, Pirandello, pur con partenza da lontano e attraverso un itinerario faticoso, si rivela l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto, raccogliendo un successo strepitoso, sul piano internazionale, senza precedenti e senza successori.

La sua vocazione drammatica si riconosce e si potenzia, a un certo punto, come vocazione drammaturgica. E il sangue che gli viene dalla sua terra sembra reclamare questo sbocco. È la stagione d’oro del teatro di strada in Sicilia, attori come Angelo Musco e Giovanni Grasso riscuotono consenso dal popolo di cui sono figli, Nino Martoglio rinnova nel teatro la spinta propulsiva che in letteratura era venuta dal carisma di Capuana. Non se ne valuterà mai abbastanza la suggestione mimetica e solidale. Ma in Sicilia è illustre la tradizione dell’opera dei pupi. E che cos’è Agrigento, e cos’era Girgenti, se non un grande teatro all’aperto, dall’acropoli allo stilobate dei templi dorici, relitti ma testimoni nobili della tradizione antica e greca?

Ci sono in tutto questo gli ingredienti di un romanzo familiare e Pirandello li coglie perfettamente con la favola del Caos, la leggenda delle origini, una forma, da decifrare, di predestinazione.

Certo, sulla scena i problemi della lingua sono ancora più forti che nella pagina narrativa. Ma se Giovanni Grasso può portare a Firenze nel 1906 La figlia di Iorio in versione siciliana sollevando entusiasmo negli spettatori che lo fraintendono, perché D’Annunzio sì, e i siciliani no, ad esprimere un’identità e un’eredità? L’istinto, l’esempio dei sodali sul campo, il mutare dei tempi e della società, premono per sbarazzarsi dei pregiudizi teorici. In realtà Pirandello era attrezzato per il salto, che poi, a ben considerare, presupponeva una continuità sotterranea, una coerenza segreta.

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