1890/1933 – Poesie sparse

Poesie sparse

Tutti i componimenti in versi di Luigi Pirandello non compresi nelle varie raccolte.
Le liriche sono disposte in ordine cronologico: di composizione quelle datate, di pubblicazione le altre. Delle poesie corrette e ristampate è riprodotto l’ultimo testo riveduto dall’Autore.
Sono escluse le liriche ritrovate successivamente al 1960.

Poesie Sparse  
01. La maschera17. Approdo33. Preludio
02. Sonetti18. Torna Gesù!34. Invito
03. La fune19. Per la prossima estate35. Epigramma
04. Pianto di Roma20. Lago di Lugano36. Tenui luci improvvise
05 - Canzone di Folchetto da Marsiglia21. Esame37. Sogno eroico
06. I saltinbanchi22. L'invito38. La mèta
07. Il globo23. L'abbandono39. Esame
08. Ai lontani24. Sinfonia rurale40. Il compito
09. Andando25. L'Ascensione41. Conversando
10. Lieta26. Pianto del tevere42. Conversando - 2
11. Amor sincero27. Bravi vecchietti43. Sveglia
12. Mariandin Gogò28. Primo rintocco44. Settembre
13. Notte insonne29. Cargiore45. Ritorno
14. La via30. All'asta46. Senza titolo
15. Alba31. Gli occhiali47. L'ultimo caffè
16. Esame32. Esame48. Improvvisi

 

Luigi Pirandello e Antonietta sulla terrazza della casa in via Sistina, RomaNoto soprattutto per le numerose e caratteristiche novelle, le singolari opere teatrali e gli altrettanto peculiari romanzi, Pirandello, agli albori della sua carriera, fu anche poeta. Un poeta che, nonostante fosse solo agli inizi, lasciava già intravedere chiare tracce non solo del suo inconfondibile stile, ma soprattutto della sua particolare visione del mondo e della natura umana. Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi. L’amore ed i rapporti fra uomo e donna, tematiche chiave in Pirandello, spesso trasfigurate da ambientazioni irreali e mitiche, mostrano già quelle lacerazioni e contraddizioni che col tempo diventeranno segni distintivi dell’intera opera pirandelliana. Basti pensare al titolo della prima raccolta poetica dell’autore, Mal giocondo, ossimoro che, dietro l’apparente scherzo nell’accostare due termini così dissimili, quasi a volersi burlare del lettore, anticipa le antinomie e incoerenze che saranno parte integrante delle successive opere teatrali e dei romanzi.

Amore e odio, quindi, ma anche beltà e tristezza, giovinezza e vecchiaia, ricchezza e povertà: sentimenti forti e contrastanti, che sembrano prendere vita ed uscire dai versi con irruenza, per rispecchiarsi in ogni animo umano.

Ma vi traspare anche la sfiducia tipicamente pirandelliana nei confronti della società e della classe dirigente, soprattutto nel delicato momento storico che Pirandello si trova a vivere, subito dopo l’unità d’Italia (1870), e che si riflette nelle efficaci e forti immagini della folla romana, descritta con spietata ironia nei suoi aspetti più negativi, peccaminosi e lascivi.

Ed è in particolar modo l’umorismo, quel sentimento del contrario che rappresenta forse l’aspetto più significativo ed importante della poetica pirandelliana, a gettare le proprie basi già in questi primi e giovanili versi. Lo stesso autore, più tardi, scriverà a questo proposito: “In quella prima raccolta di versi, più della metà sono del più schietto umorismo”.


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