13. Notte insonne

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Notte insonne

13. Notte insonne

Da La lettura, novembre 1901.

I

     Io mi sento guardato da le stelle

e questa notte non posso dormire.
Mi par che qualche cosa esse, sorelle
maggiori, a questa terra voglian dire.

     O sorgive di luci, la parola,

la parola tremenda del mistero
ditela a una vegliante anima sola
perduta in mezzo al vostro cielo nero.

 

II

     So che dovrei di ciò ch’è in terra solo

occupar la mia mente e i desir miei;
ma tu piú forte d’ogni intento sei,
ciel che l’anima mia rapisci a volo.

     Tutte le fonti della vita insieme

non avran mai poter di saziare
l’ardentissima sete, e sempre amare
avrò le labbra e vigile la speme,

     ben che ognora delusa. O di basalto

funebre cielo, invano ti martella
il mio pensiero; invano si ribella
in terra, invano si rifugia in alto.

     È l’antica paura, è l’appassito

istinto della fede, o questa nuova
smania, alla quale nessun tetto giova,
che mi spinge a cercar nell’infinito?

     Io di qua giú, di questa terra breve,

di cui ben sento la viltà dinnanti
a te, che cerco? – Un suon di chiari canti
dal bujo vien della vicina pieve.

     Si prega lí, si prega per la vita

e per la morte: ardon votivi ceri
su un altar ben parato e gl’incensieri
fuman sotto un’imagine scolpita.

     A chi mentí la vita, a chi la terra

non concesse una sola primavera,
a chi riposo non cercò la sera,
ma il tempo, senza tregua, o insidie o guerra,

     tu solamente, o ignoto ciel, rimani;

e a te su i sassi della terra infida
ogni dolore s’inginocchia e grida:
lacriman gli occhi e tremano le mani.

 

III

     Alla porta del sogno in cui, riparo

a gli amor miei cercando, mi son chiuso,
siccome in un castello aurato e chiaro
qual le fate inalzarne aveano in uso,

     batton le cure pallide, impedite

le membra da un intrico di catene;
“Il mondo ti reclama: apri. L’immite
ora ti vieta un solitario bene”;

     batton, pregando esaudimento, i brevi

desiderî, e tentandomi: «È qua giú
la tua radice: se per lei non bevi,
cadrà la cima ove t’annidi tu»;

     e batton i bisogni, delle cure

ancor piú schiavi: «Apri: sfuggir non puoi
al comun fato. Giú, folle, tu pure,
la tua catena a trascinar fra noi ».

 

IV

     Le leggi a un palmo qui dal fango stanno:

corde livellatrici, a cui chi striscia
sfugge sotto e da cui chi non è biscia
ha d’inutili ceppi iroso affanno.

     E neppur un capel torcono ai nani.

Il nano passa lieto: dalla rete
nelle sue voglie sobrïe, discrete,
si tien protetto e si frega le mani.

     Or se con strappo di possente piede

non ti sgombri il cammino alla piú lesta,
o tu ti pieghi o mozza avrai la testa:
altrimenti qua giú non si procede.

     Non tollerano ponti solo i mari;

su l’alpe eccelsa non s’erigon case,
o dalle nevi seppellite o rase
sono dalle tempeste aquilonari.

 

V

     L’anima or segue nella notte il fiume

che dal grembo di Roma già silente,
siccome enorme placido serpente,
svolgesi della Luna al freddo lume.

     Chiama da lungi con assidua voce

il tenebroso palpitante mare;
l’anima pensa al vano suo passare,
s’affretta il fiume alla solvente foce.

Raccolte poesie
  • 1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    Nella raccolta di Mal giocondo non sono rappresentate soltanto le situazioni contrastanti di un amore difficile nei confronti della cugina Lina: compaiono anche temi ispirati a una polemica politica e sociale nei confronti dei costumi, delle abitudini, dei comportamenti collettivi che Pirandello aveva osservato nel suo primo soggiorno a Roma. …
  • 1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    Volendo rilevare che il suo umorismo non aveva un rapporto diretto con il suo soggiorno in Germania, Pirandello teneva anzi a sottolineare che in quel paese, anzi, aveva scritto poesie di altro tono e altra ispirazione. Si trattava della raccolta intitolata Pasqua di Gea, pubblicata a Milano nel 1891, ma …
  • 1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    La prima stesura del Belfagor risale al 1886, e fu distrutta nel 1887 (v. lettera dell’Autore alla sorella Lina, 25 marzo 1887, pubblicata nella rassegna Terzo programma, 1961, N. 3, pag. 281); dodici quartine furono però salvate, e incluse in Mal giocondo, 1882 (Allegre, VII). La seconda stesura, in otto canti, …
  • 1890/1933 – Poesie sparse

    1890/1933 – Poesie sparse

    Tutti i componimenti in versi di Luigi Pirandello non compresi nelle varie raccolte. Le liriche sono disposte in ordine cronologico: di composizione quelle datate, di pubblicazione le altre. Delle poesie corrette e ristampate è riprodotto l’ultimo testo riveduto dall’Autore. Sono escluse le liriche ritrovate successivamente al 1960. Noto soprattutto per …
  • 1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    In origine queste liriche si intitolarono Elegie boreali e furono certamente più di sedici. Raccolte in volume sedici elegie nel 1895, dopo quasi quarantanni Pirandello ne ripubblicò cinque, rivedute, nella Nuova Antologia, fascicolo del 1° dicembre 1934. Queste cinque elegie recano i seguenti titoli redazionali: Aurora nel nord (VI del volume 1895), …
  • 1901 – Raccolta “Zampogna”

    1901 – Raccolta “Zampogna”

    La raccolta poetica intitolata Zampogna è stata pubblicata nel 1901 da Società editrice Dante Alighieri, Roma. Si tratta di un’opera che rivela che Pirandello è un artista aperto a cogliere le voci più significative della poesia contemporanea italiana, in particolare l’esperienza di un poeta come Giovanni Pascoli, che con la raccolta …
  • 1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    L’autore pubblica Fuori di chiave nel 1912, presso Formiggini, un editore assai noto nella cultura italiana del Novecento per aver realizzato una collana dei “Classici del ridere” nella quale compaiono scrittori italiani ed europei assai cari a Pirandello, come Luigi Pulci, Folengo e Tassoni – rispettivamente poeti comici del Quattrocento, …
  • Poesie – Introduzione

    Poesie – Introduzione

    Introduzione alle poesie di Luigi Pirandello.  Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi. L’amore ed i rapporti fra uomo e donna, tematiche chiave in Pirandello, spesso trasfigurate da …

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
collabora@pirandelloweb.com

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