36. Tenui luci improvvise

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Tenui luci improvvise

36. Tenui luci improvvise

Da La Riviera Ligure, febbraio 1904, n. 57.

1. Crollo

Rido se vedo un bimbo che la mano
schiuda nel vuoto,
credendo di posarvi un qualche oggetto;
non rido piú se noto
che a me pur similmente accade
che nel vano del tempo crolli ogni desio nascente,
ogni nascente affetto.

2. Per via

— Lascia… Che importa?
— No: resta! lo voglio!
Sempre cosí, sempre in me questa guerra
tra l’Anima, del ciel figlia, e l’Orgoglio,
insolente monello della terra.

3. Giro tondo

Le pagliuzze, i relitti della via,
esposti alla mercé di chi cammina,
hanno anch’essi nel mondo
il lor breve momento d’allegria:
viene un soffio di vento e li mulina;
pajon bambini che fan girotondo.

4. Tramonto

— Di foco all’orizzonte il ciel si fascia,
lento al tramonto il sole si riduce.

O tu che del mister sforzi le porte,
guarda! Di qua le tenebre egli lascia,
reca di là d’un nuovo dí la luce.

Ebben, chi sa? forse cosí la morte.

 

5. Che fai?

Batte nel cuor di tutti una campana;
ma della vita nel vario frastuono
il dolce suono
nessun ne ascolta.
Pure, talvolta,
d’un tratto giunge a noi come un’arcana
voce profonda, non udita mai.
È la lontana
chiesetta antica dell’abbandonata
nostra città… — «Ave Maria… Ave Maria…» — Che fai,
anima sconsolata?
Lagrime amare ha chi pregar non sa…

6. Metamorfosi

— Vuoi darmi la manina? Ti ci metto
un bacio. Or serra il pugno, stretto stretto;
lesta, scappa se no! —

La bambina, stupita, il pugno strinse
e il bacio, dentro, vivo, ci sentia.
Si rinchioccí presso la mamma. Illusa
e intenta, finché il sonno non la vinse,
mi guardò, mi guardò,
tenendo al petto la manina chiusa.
Nel sogno, un uccellin ne volò via.

 

7. Altalena abbandonata

Legati ancora, qui, da quell’anno
questi due vecchi alberi stanno:

il vento passa,
agita appena

la fune lassa

dell’altalena…

Alle volate, or questo ramo
or l’altro dava un cigolio.

Noi ridevamo.

Poveri vecchi! al folle brio

di noi bambini,

tristi piegavansi, ma rassegnati.

— «Guarda oh, che gli alberi
ci fanno inchini!»

Li beffavamo,
noi brutti ingrati…

8. Dormiveglia

Giorni oscuri, giorni stanchi!
tace l’anima, stupita
nella doglia
che le viene dalla vita;
non sa piú quel che si voglia,
non sa piú quel che le manchi.
Rotte, fievoli parole
alla bocca, non pensate, vengon sole;
ed è il corpo non curato,
senza requie torturato,
che si duole.
Quante volte, quante volte udii cosí,
trasalendo, sospirare
nelle insonni notti enormi
le mie labbra aride amare:
Meglio, sí,
meglio assai morir; ma dormi,
ora dormi.

9. Sorpresa

Mi parea, sú da quei greppi scoscesi,
che fosser pannilini di bucato,
gli arredi, forse, d’un bambino, stesi
su questo verde tenero del prato.

Lapidi! Un cimitero abbandonato…

 

10. Incontro

E ancor cammino,
senza destino:
non son vicino
e né lontan.

— Buona sera, mi t’inchino.
Sono la Morte e ti porgo la man.

Raccolte poesie
  • 1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    Nella raccolta di Mal giocondo non sono rappresentate soltanto le situazioni contrastanti di un amore difficile nei confronti della cugina Lina: compaiono anche temi ispirati a una polemica politica e sociale nei confronti dei costumi, delle abitudini, dei comportamenti collettivi che Pirandello aveva osservato nel suo primo soggiorno a Roma. …
  • 1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    Volendo rilevare che il suo umorismo non aveva un rapporto diretto con il suo soggiorno in Germania, Pirandello teneva anzi a sottolineare che in quel paese, anzi, aveva scritto poesie di altro tono e altra ispirazione. Si trattava della raccolta intitolata Pasqua di Gea, pubblicata a Milano nel 1891, ma …
  • 1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    La prima stesura del Belfagor risale al 1886, e fu distrutta nel 1887 (v. lettera dell’Autore alla sorella Lina, 25 marzo 1887, pubblicata nella rassegna Terzo programma, 1961, N. 3, pag. 281); dodici quartine furono però salvate, e incluse in Mal giocondo, 1882 (Allegre, VII). La seconda stesura, in otto canti, …
  • 1890/1933 – Poesie sparse

    1890/1933 – Poesie sparse

    Tutti i componimenti in versi di Luigi Pirandello non compresi nelle varie raccolte. Le liriche sono disposte in ordine cronologico: di composizione quelle datate, di pubblicazione le altre. Delle poesie corrette e ristampate è riprodotto l’ultimo testo riveduto dall’Autore. Sono escluse le liriche ritrovate successivamente al 1960. Noto soprattutto per …
  • 1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    In origine queste liriche si intitolarono Elegie boreali e furono certamente più di sedici. Raccolte in volume sedici elegie nel 1895, dopo quasi quarantanni Pirandello ne ripubblicò cinque, rivedute, nella Nuova Antologia, fascicolo del 1° dicembre 1934. Queste cinque elegie recano i seguenti titoli redazionali: Aurora nel nord (VI del volume 1895), …
  • 1901 – Raccolta “Zampogna”

    1901 – Raccolta “Zampogna”

    La raccolta poetica intitolata Zampogna è stata pubblicata nel 1901 da Società editrice Dante Alighieri, Roma. Si tratta di un’opera che rivela che Pirandello è un artista aperto a cogliere le voci più significative della poesia contemporanea italiana, in particolare l’esperienza di un poeta come Giovanni Pascoli, che con la raccolta …
  • 1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    L’autore pubblica Fuori di chiave nel 1912, presso Formiggini, un editore assai noto nella cultura italiana del Novecento per aver realizzato una collana dei “Classici del ridere” nella quale compaiono scrittori italiani ed europei assai cari a Pirandello, come Luigi Pulci, Folengo e Tassoni – rispettivamente poeti comici del Quattrocento, …
  • Poesie – Introduzione

    Poesie – Introduzione

    Introduzione alle poesie di Luigi Pirandello.  Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi. L’amore ed i rapporti fra uomo e donna, tematiche chiave in Pirandello, spesso trasfigurate da …

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
collabora@pirandelloweb.com

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