32. Esame (3)

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Esame-3

32. Esame

Da Nuova Antologia, 1° settembre 1906.

1

Che so di me? So quel che il tempo vuole
e tanto gli altri vogliono ch’io sappia.
— «Ti tengo! Ed il mio nodo non si scappia
mi grida il tempo: — Tu farai parole.
Sfuggi all’ozio? La noja t’accalappia!»

Oh violente smanie, rabbioso
affanno tra le futili catene,
in cui le forze logoro! Mi viene
spesso dai vecchi il mònito amoroso:
— «Figliuolo, è sempre tempo di far bene!

Soltanto a chi fa ben la vita piace!» —
Sí; ma ben altri al giovenil mio foco
incentivi ben altri, o vecchi, invoco.
Oltraggio sembra l’umiltà, la pace,
a me cui tutto appar misero e poco.

 

2

Pure, il bene, io lo fo. Nel farlo, sento
che fo bene. Da un tenero tremore
n’ho prova, entro di me. Sollevo un mento,
chiudo una man con l’obolo, ed al cuore
altrui, do, quanto posso, esaudimento.

Del mal che temo d’aver fatto, spesso
mi dolgo e pento. Non di men talvolta
scusarmi tenta o l’amor proprio stesso
o la ragion del caso. Il cuore ascolta
la scusa e poi dimentica, rimesso.

Questo è di tutti. Ma chi in petto viva
e costante del ben tiene e del male
la norma? Chi non cangia estimativa
come volgano i casi? E il ben che vale,
se il cuore a concepir Dio non arriva?

 

3

Io fui tratto con urti violenti
alle terga, cosí, fuor d’ogni via,
bendato. E tanti insiem con me. Lamenti,
bestemmie udii nel bujo mio, la mia
anima intese altre anime dolenti.

Solo! E gli altri ove sono? Io dove sono?
E che mi giova che mi sia caduta
la benda a un tratto qui? Non luce o suono
qui, ma piú bujo entro la notte muta.
Contro chi l’ira o a chi chieder perdono?

M’apparirai tu qui, tremendo Iddio?
qui la paura mi farà cadere
su i ginocchi, prostrato? e il senno mio
vacillerà? qui tutte le chimere
mi tenteranno dal rimosso oblio?

 

4

Navi ho veduto per lontani mari
sul tramonto salpar lente dal porto.
Ho salutato anch’ io remoti fari,
passando, e so che sian pena e sconforto
nel lasciare la patria e i propri carî

Ho udito il vento piangermi tre anni
dall’arsa gola di stranier camino,
la solitudin mia pianger, gli affanni
senza conforti e il vario mio destino,
fabbricator di dolorosi inganni.

Ho raggiunto desíi lunghi, e le lotte
mi piacquero per loro, o mi fur dure.
Molte speranze dalla sorte rotte
m’ebbi anzi tempo o spente dalle cure,
ladre del sonno, furie della notte.

Ho provato l’amor docile e puro,
le fantastiche febbri del desio
insodisfatto, l’odio d’un sicuro
tradimento, le smanie e poi l’oblio;
stanco ora e mesto, ora ostinato e duro.

Seppi come spontaneo ai mesti nasce
bisogno di mentir nel petto oppresso.
Mi fu dolce sentir salde le fasce
su la ferita e star molle e dimesso
dopo un malor, senza desíi né ambasce.

E lente le speranze, e ognor seguace
a ogni goduto ben lo sdegno; pure
la sete sempre d’altri beni, e pace
mai; fatto un passo, altri bisogni, e cure
vane per un’idea sempre fallace.

Una greve paura indefinita
ora m’ha vinto ed una smaniosa noja.
Ove andar? qual sogno a sé m’invita?
Già molto errai, già so forse ogni cosa.
Or dunque, e dopo? È tutta qui la vita?

Ov’è la vita? Questa ch’io provai
tant’anni mossa da varia fortuna?
E cosí triste m’ha lasciato? e ormai
se gli occhi avran qualche stupor, nessuna
meraviglia avrà l’anima piú mai?

Raccolte poesie
  • 1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    Nella raccolta di Mal giocondo non sono rappresentate soltanto le situazioni contrastanti di un amore difficile nei confronti della cugina Lina: compaiono anche temi ispirati a una polemica politica e sociale nei confronti dei costumi, delle abitudini, dei comportamenti collettivi che Pirandello aveva osservato nel suo primo soggiorno a Roma. …
  • 1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    Volendo rilevare che il suo umorismo non aveva un rapporto diretto con il suo soggiorno in Germania, Pirandello teneva anzi a sottolineare che in quel paese, anzi, aveva scritto poesie di altro tono e altra ispirazione. Si trattava della raccolta intitolata Pasqua di Gea, pubblicata a Milano nel 1891, ma …
  • 1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    La prima stesura del Belfagor risale al 1886, e fu distrutta nel 1887 (v. lettera dell’Autore alla sorella Lina, 25 marzo 1887, pubblicata nella rassegna Terzo programma, 1961, N. 3, pag. 281); dodici quartine furono però salvate, e incluse in Mal giocondo, 1882 (Allegre, VII). La seconda stesura, in otto canti, …
  • 1890/1933 – Poesie sparse

    1890/1933 – Poesie sparse

    Tutti i componimenti in versi di Luigi Pirandello non compresi nelle varie raccolte. Le liriche sono disposte in ordine cronologico: di composizione quelle datate, di pubblicazione le altre. Delle poesie corrette e ristampate è riprodotto l’ultimo testo riveduto dall’Autore. Sono escluse le liriche ritrovate successivamente al 1960. Noto soprattutto per …
  • 1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    In origine queste liriche si intitolarono Elegie boreali e furono certamente più di sedici. Raccolte in volume sedici elegie nel 1895, dopo quasi quarantanni Pirandello ne ripubblicò cinque, rivedute, nella Nuova Antologia, fascicolo del 1° dicembre 1934. Queste cinque elegie recano i seguenti titoli redazionali: Aurora nel nord (VI del volume 1895), …
  • 1901 – Raccolta “Zampogna”

    1901 – Raccolta “Zampogna”

    La raccolta poetica intitolata Zampogna è stata pubblicata nel 1901 da Società editrice Dante Alighieri, Roma. Si tratta di un’opera che rivela che Pirandello è un artista aperto a cogliere le voci più significative della poesia contemporanea italiana, in particolare l’esperienza di un poeta come Giovanni Pascoli, che con la raccolta …
  • 1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    L’autore pubblica Fuori di chiave nel 1912, presso Formiggini, un editore assai noto nella cultura italiana del Novecento per aver realizzato una collana dei “Classici del ridere” nella quale compaiono scrittori italiani ed europei assai cari a Pirandello, come Luigi Pulci, Folengo e Tassoni – rispettivamente poeti comici del Quattrocento, …
  • Poesie – Introduzione

    Poesie – Introduzione

    Introduzione alle poesie di Luigi Pirandello.  Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi. L’amore ed i rapporti fra uomo e donna, tematiche chiave in Pirandello, spesso trasfigurate da …

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
collabora@pirandelloweb.com

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