24. Sinfonia rurale

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Sinfonia rurale

24. Sinfonia rurale

Da La vita letteraria, Roma, anno IV, n. 7, 22 febbraio 1907.

Di queste azzurre argille, alberi, sono
come voi, figlio e tutti qua mi siete
dunque fratelli. Ma, tra voi, di piú
uno; ed è questo mandorlo che il giorno
stesso in cui nacqui fu piantato. Giace
sotterra, ischeletrita ora, la mano
che lo piantò. La vedo ancora, scabra
mano terrosa, tremula nel gesto
con cui te prima, o mandorlo fratello,
m’additò. L’amoroso ammonimento
che mi parve di scorgere in quel gesto
ancor pena mi dà, mi darà sempre.
“Vedi, – la man diceami, – con che fresco
rigòglio questo mandorlo la vita
al sole, all’aura spande? Se con noi
fossi tu qui rimasto, rigoglioso
al par saresti e, come sul tramonto
si raccolgono in esso a far sbaldore
cince e fringuelli, tanti gaj pensieri
in cuor ti canterebbero. Qui frutto
divien quasi ogni fior; ma, sorta appena,
ogni speranza tua cade e si perde.” –
È vero; è peggio anzi ora: un nudo tronco
screpolato or son io: piante sorelle,
consolatemi voi! Foglie non ho
né frondi piú da riparare un nido;
e d’invocar mi resta, unica e vera
grazia per me, la scure.
Oh tu, soave
brezza, che sú dal mar prossimo spiri
e queste frondi amiche in un amplesso
lieve ed ampio commuovi, agita pure
col fresco soffio i pensier miei. Tu, vento
impetuoso, forse, in alto mare,
or brezza qui, d’un naufragio orrendo
vieni a cercar tra queste foglie oblío?
Pace è qui tutto: qualche foglia teco
vola, poi lenta cade a terra, dove
ferme radici han gli alberi. Da un altro
piú fosco mar son qui venuto anch’io
per pace, come te.
Qualche bizzarra
storia d’uccelli, alberi miei, col lieve
frusciar continuo delle foglie, mentre
all’ombra vostra giaccio, orsú, narrate.
Quella gazza perché
ghigna cosí su quell’olivo? c’è
accoccolata tra le frondi opache,
ombra piumosa e muta,
qualche civetta nemica del giorno
a cui svoli d’attorno
una vanessa occhiuta?
o ghigna perché i secchi ispidi cardi
fioriscon di lumache?
E s’è tra voi ciarlato del capriccio
di quella vite che per forza moglie
del centenario olivo
divenir volle?
Tra bigi rami e cinerulee foglie
come s’insinua molle
col suo bel verde vivo!
Chi di Ruth e Booz l’idillio antico
le narrò? Certo ignoralo quel fico
che li presso contorcesi e per mille
passeri monellacci ecco sghignazza:
per lui la vita è pazza
e l’olivo imbecille.

Raccolte poesie
  • 1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    1889 – Raccolta “Mal Giocondo”

    Nella raccolta di Mal giocondo non sono rappresentate soltanto le situazioni contrastanti di un amore difficile nei confronti della cugina Lina: compaiono anche temi ispirati a una polemica politica e sociale nei confronti dei costumi, delle abitudini, dei comportamenti collettivi che Pirandello aveva osservato nel suo primo soggiorno a Roma. …
  • 1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    1890 – Raccolta “Pasqua di Gea”

    Volendo rilevare che il suo umorismo non aveva un rapporto diretto con il suo soggiorno in Germania, Pirandello teneva anzi a sottolineare che in quel paese, anzi, aveva scritto poesie di altro tono e altra ispirazione. Si trattava della raccolta intitolata Pasqua di Gea, pubblicata a Milano nel 1891, ma …
  • 1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    1890/1922 – Raccolta “Poemetti”

    La prima stesura del Belfagor risale al 1886, e fu distrutta nel 1887 (v. lettera dell’Autore alla sorella Lina, 25 marzo 1887, pubblicata nella rassegna Terzo programma, 1961, N. 3, pag. 281); dodici quartine furono però salvate, e incluse in Mal giocondo, 1882 (Allegre, VII). La seconda stesura, in otto canti, …
  • 1890/1933 – Poesie sparse

    1890/1933 – Poesie sparse

    Tutti i componimenti in versi di Luigi Pirandello non compresi nelle varie raccolte. Le liriche sono disposte in ordine cronologico: di composizione quelle datate, di pubblicazione le altre. Delle poesie corrette e ristampate è riprodotto l’ultimo testo riveduto dall’Autore. Sono escluse le liriche ritrovate successivamente al 1960. Noto soprattutto per …
  • 1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    1895/1934 – Raccolta “Elegie Renane”

    In origine queste liriche si intitolarono Elegie boreali e furono certamente più di sedici. Raccolte in volume sedici elegie nel 1895, dopo quasi quarantanni Pirandello ne ripubblicò cinque, rivedute, nella Nuova Antologia, fascicolo del 1° dicembre 1934. Queste cinque elegie recano i seguenti titoli redazionali: Aurora nel nord (VI del volume 1895), …
  • 1901 – Raccolta “Zampogna”

    1901 – Raccolta “Zampogna”

    La raccolta poetica intitolata Zampogna è stata pubblicata nel 1901 da Società editrice Dante Alighieri, Roma. Si tratta di un’opera che rivela che Pirandello è un artista aperto a cogliere le voci più significative della poesia contemporanea italiana, in particolare l’esperienza di un poeta come Giovanni Pascoli, che con la raccolta …
  • 1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    1912 – Raccolta “Fuori di chiave”

    L’autore pubblica Fuori di chiave nel 1912, presso Formiggini, un editore assai noto nella cultura italiana del Novecento per aver realizzato una collana dei “Classici del ridere” nella quale compaiono scrittori italiani ed europei assai cari a Pirandello, come Luigi Pulci, Folengo e Tassoni – rispettivamente poeti comici del Quattrocento, …
  • Poesie – Introduzione

    Poesie – Introduzione

    Introduzione alle poesie di Luigi Pirandello.  Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi. L’amore ed i rapporti fra uomo e donna, tematiche chiave in Pirandello, spesso trasfigurate da …

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