L’innesto – Commedia in tre atti

L’innesto – Commedia in tre atti

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Compagnia Teatrale "Volti dal Kaos" - 2014


   L’innesto

        È una commedia in tre atti. Se ne fa risalire la stesura al settembre-ottobre 1917. Fu rappresentata per la prima volta da Virgilio Talli al teatro Manzoni di Milano il 29 gennaio del 1919, protagonista Maria Melato; nel 1922 fu pubblicata dai Fratelli Treves. Deriva dalle novelle Scialle nero, dell’omonima raccolta, e L’altro figlio della raccolta In silenzio.

        Tutta la problematica della commedia, che si svolge a Roma e a Monteporzio, si concentra intorno alla violenza subita da Laura, a opera di un bruto, con un’approfondita analisi dei sentimenti e delle reazioni che il fatto orribile ha suscitato nell’animo della donna e di suo marito Giorgio.

        La donna reagisce dedicando con slancio tutto il suo amore al marito; l’uomo, tormentato, vive in un doloroso contrasto tra ragione e sentimento. In lui prevale la coscienza dell’offesa patita, che lo spinge a non accettare l’idea di una sua paternità: per quel nascituro che gli è estraneo prova soltanto istintiva repulsione. E non comprende assolutamente l’intenzione della moglie di cancellare il ricordo di quell’avvenimento brutale con la forza del loro amore, che potrà dare significato anche alla nascita del bambino. Ritiene quasi un espediente l’amore che la moglie ancora gli offre, quasi un inganno per costringerlo ad accettare un figlio non suo.

        Ma Giorgio riuscirà finalmente a capire tutto il suo amore per Laura, nel momento in cui sta per perderlo, nel momento in cui la moglie, disperata, si accinge ad andarsene per sempre. La ragione cede al sentimento; egli passa da uno stato non autentico di oscura rivalsa nei confronti della vita, a un sentimento autentico che gli rivela l’intensità e la spontaneità dell’amore della moglie. Ne percepisce la purissima totale dedizione di cui egli è ed è stato sempre l’unico a godere; e in forza di questo amore profondo e vivo sempre e solo a lui dedicato, egli avverte, come in un miracolo, che anche il figlio che Laura porta in grembo gli appartiene.

        E ancora una volta la vittoria dell’illusione e dell’illogicità, unica medicina ai mali umani ? Al contrario l’impressione che resta è proprio quella del trionfo dell’amore, che, forte della sua grandezza, è in grado di superare ogni ostacolo.

        Silvio D’Amico ne L’idea Nazionale, Roma 23 maggio 1919, ci conforta su questo giudizio: «In realtà (Pirandello) questa volta ci ha dato un vero dramma; dove, pur rimanendo nella sua acre casistica prediletta, ogni compiacenza di deformazioni grottescamente spasmodiche è stata abbandonata, il dolore è dolore e vien presentato come tale, superato e vinto soltanto da un atto d’amore…».

FONTE  Novelle «Scialle nero» (1904) e «L’altro figlio» (1905)
STESURA settembre – ottobre 1917
PRIMA RAPPRESENTAZIONE 29 gennaio 1919 – Milano, Teatro Manzoni, Compagnia di Virginio Talli.

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En Español – El injerto

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