Io sono figlio e uomo del Caos – Capitolo 3: Il Caos

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Di Pietro Seddio

La casa è ubicata su di un altopiano, quasi a strapiombo nel mare e si inserisce in maniera armonica tra il litorale agrigentino ed i siti archeologici della Valle dei Templi. Da notizie certe l’intero manufatto è stato identificato e registrato nel 1730 dall’usciere del Tribunale di Girgenti, Giuseppe Gatto.

Io sono figlio e uomo del Caos

Per gentile concessione dell’ Autore

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La casa natale.

Io sono figlio e uomo del Caos
Capitolo 3
Il Caos

La mia casa del Caos. E’ la stessa dove io sono nato e vissuto per un certo periodo. Aggiungo che allorquando mio padre si interessava ancora della produzione dello zolfo, per essere vicino al lavoro, aveva preso in affitto la casa Montoro a Porto Empedocle. Ma anche la casa del Caos non dista molto da Porto Empedocle ed è vicina a Villaseta, località Valsania.

La casa è ubicata su di un altopiano, quasi a strapiombo nel mare e si inserisce in maniera armonica tra il litorale agrigentino ed i siti archeologici della Valle dei Templi. Da notizie certe l’intero manufatto è stato identificato e registrato nel 1730 dall’usciere del Tribunale di Girgenti, Giuseppe Gatto, che scrisse come il 23 maggio 1726 dal notaio Guarnabba, don Angelo Trigona concesse in sub affitto a Giovanni Coniglio.

Una seconda parte del fondo fu invece donata, sempre allo stesso Coniglio, dal sacerdote Trigona con atto del notaio Tommasino appunto l’8 gennaio 1730. Nel 1870, non avendo pagato, da cinque anni il canone di affitto il nuove proprietario Francesco Ricci Gramitto, pignorò l’intero bene.

Ecco la descrizione della casa, effettuata dall’usciere del Tribunale, non dimenticando che era circondata da un vasto appezzamento di terreno assai coltivato a vite, con frutteti comprendenti molte specie di agrumi, piante, ulivi, ecc.

Dalla dettagliata descrizione, in atti, l’intero casolare si compone di due piani così composti:

Il primo casamento è composto da quattro stanze saldate, una delle quali con arco e camerino laterale aventi le aperture con finestrone ad oriente e finestre a ponente e l’ultima con finestrone anche a mezzogiorno e parterri sopra ed una cucinella laterale all’entrata con finestra a ponente.

Alla parte di sotto di detto casamento esistono due stanze a pian terreno aventi la prima ingresso ad oriente e finestra a mezzogiorno e la seconda ingresso ad oriente e finestra ad oriente, ad occidente un palmeto con ingresso e sportello ad oriente, ed un’altra stanza a pianterreno con ingresso ad oriente e due grate di ferro, una a ponente e l’altra a tramontana, e finalmente una piccola stalla sottostante all’anzidetta cucina.

Ed in ultimo poco distante dell’anzidetto casamento esiste un’altra casa rurale composta da una stalla con ingresso ad oriente ed un’altra stanza con ingresso ad oriente e finestra a ponente.

Occorre dire che nel tempo due eventi funesti hanno interessato il casolare dove sono nato che non posso dimenticare, seppur ormai non abitavo più in quel luogo. Il primo avvenne durante il secondo conflitto mondiale dove per uno scoppio di una polveriera delle forze alleate, la casa subì gravissimi danni.

Il secondo momento avvenne nella notte del 7 novembre 1937 quando a causa di una tromba d’aria si sono registrati notevoli danni fino a colpire il famoso “pino”.

Oggi, la casa risulta composta da un piano terra dove trovano ubicazione la sala videoteca. Attraverso una scala esterna si accede al primo piano, dove in quattro ambienti trovano esposizione cimeli e locandine teatrali. Infine una scala di ferro permette di accedere al terrazzo da dove, si gode un panorama unico sia verso il mare con allo sfondo il famoso “caricatore” di Porto Empedocle, vicina all’amata Girgenti.

Oggi così si presenta la mia casa ed io sono assai soddisfatto. Debbo precisare, giacché qualcuno ne ha parlato, che io sono sempre rimasto attaccato a questa casa e spesso pensavo, una volta smessa la mia attività, di ritornare a vivere in questo posto meraviglioso, da sogno. Ma gli eventi, come sempre avversi, hanno mutato il mio desiderio prima perché mia figlia Lietta convolò a nozze e poi una volta conosciuta Marta Abba, la mia vita è cambiata radicalmente.

Quasi costretto, per tutta una serie di episodi, a girare il mondo, a non avere più una casa e pur avendo il desiderio di acquistarla, venni coinvolto nella esperienza del Teatro d’Arte di Roma, dove persi moltissimi soldi. A quel punto la mia casa del Caos fu comprata dal sig. Pancamo. E poi è finita come è finita, fino a quando non sono intervenute le autorità regionali e nazionali che, tramite compravendite mirate, alla fine la mia Casa è diventata monumento nazionale e di questo ne ho ampia testimonianza avendo esaminato i documenti notarili che avrò modo di farvi vedere.

Il 1 settembre 1930, notaio Oreste Sciascia, tra la signora Pietrina Lauricella, fu Giacomo, moglie del prof. Enzo Lauretta, procuratrice del Cav. Uff. Antonio Bonadonna e Gaetano Sebastiano Pancamo, si è stipulato l’atto di vendita del terreno, casina ad altro territorio di Agrigento, ex feudo Caos.

L’8 dicembre 1949 con decreto del Presidente della Repubblica Einaudi, e del ministro Gonella, la Casa del Caos, è stata inclusa fra i monumenti nazionali e da quel giorno è meta di tanti e tanti visitatori.

Pietro Seddio

Io sono figlio e uomo del Caos

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