Dalla raccolta “Zampogna” (1901)
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13. Vigilia
Appena qualche foglia, ad ora ad ora,
nei mandorli si muove sornuotanti
a un mar di messi che nel sol s’indora.
Nessun uccello in tanta pace vola;
sol laggiú le calandre saltellanti
trillano con la gioja nella gola..
E qui, tra il grano, par che un grillo metta
un frullo d’ali, a tratti. Oggi è per voi,
messi, l’ultimo dí: l’aja vi aspetta.
Sarà grano per noi, come ogni frutto
di quest’alberi qui sarà per noi
e quel degli orti e quel dei prati: tutto.
Chi maledir può qui la terra? Il canto
degli uccelli, – Ti siam grati, – le dice, –
Or sei stanca, riposa: hai fatto tanto.
E riposa la terra e par felice.
Noto soprattutto per le numerose e caratteristiche novelle, le singolari opere teatrali e gli altrettanto peculiari romanzi, Pirandello, agli albori della sua carriera, fu anche poeta. Un poeta che, nonostante fosse solo agli inizi, lasciava già intravedere chiare tracce non solo del suo inconfondibile stile, ma soprattutto della sua particolare visione del mondo e della natura umana. Solo nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi.
Raccolta “Zampogna”
1901
Introduzione
01. Padron Dio
02. Come muore…
03. Panico
04. Alberi soli
05. Gara
06. Le fatiche del vento
07. Le nubi e la luna
08. Visita
09. Rondine
10. Temporale estivo
11. Luna sul borgo
12. Al lago
13. Vigilia
14. L’asinello
15. A gloria
16. Dondolio
17. L’intrusa
18. Compenso
19. Chi resta
20. Ritorno
21. Attesa
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