21. Attesa

Dalla raccolta “Zampogna” (1901)

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Attesa

21. Attesa

     Io sono come l’albero che aspetta
la sua stagione e morto intanto pare.
Vien qualche vispa cincia a dimandare:
«Albero, ancora? Bada, è tempo: getta!»
Ma alle cince non dà l’albero retta:
muto ed assorto, rimane a sognare.

Sogna i freschi rampolli, e che tra i rami
verrà per grazia a raccogliere il volo,
ospite prezioso, un rosignuolo.
Piú d’altri uccelli non s’udran richiami.
In ciel, la luna; e magici ricami
d’ombra le frondi stamperan sul suolo.

Sogna e sogna… Ma già forse è passata
la sua stagione, e ad aspettarla sta
l’albero, invano, o forse non verra’
per lui giammai… Se questa, albero, è stata
l’ultima nostra gelida vernata,
che bei sogni la scure abbatterà!

Noto soprattutto per le numerose e caratteristiche novelle, le singolari opere teatrali e gli altrettanto peculiari romanzi, Pirandello, agli albori della sua carriera, fu anche poeta. Un poeta che, nonostante fosse solo agli inizi, lasciava già intravedere chiare tracce non solo del suo inconfondibile stile, ma soprattutto della sua particolare visione del mondo e della natura umana. Nel 1960 vennero per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi.

Raccolta “Zampogna”
1901

Introduzione
01. Padron Dio
02. Come muore…
03. Panico
04. Alberi soli
05. Gara
06. Le fatiche del vento
07. Le nubi e la luna
08. Visita
09. Rondine
10. Temporale estivo
11. Luna sul borgo
12. Al lago
13. Vigilia
14. L’asinello
15. A gloria
16. Dondolio
17. L’intrusa
18. Compenso
19. Chi resta
20. Ritorno
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