09. Rondine

Rondine

Raccolta “Zampogna” (1901)


09. Rondine

     Volle pe ‘l nido suo, pei nati suoi,

ghermir la piuma aerea che il fanciullo

con una canna le tendea. Fu poi,

legata per un piede, anche trastullo

d’ogni gente per casa. Al fin, sorpreso

il momento opportuno, un guizzo sbieco,

e via, per la finestra, a vol: ma un peso

l’ali le aggrava: il lungo laccio ha seco.

     Un punto solitario alto lontano

cercò dal ciel l’acuta sua pupilla.

Le mancava la forza e già sul piano

ruinava… Sú, sú, nel sole brilla

in cima al monte prossimo e s’avventa

fremendo all’aure un albero: lassú! –

     E qui sul nodo al piede a lungo intenta

col becco s’ostinò.

— Faggio, oh ma tu,

tu che, felice, a questo monte in vetta,

da un secolo coi venti ampii conversi

e, nell’altera libertà, vedetta

e prima meta a gli stanchi, ai dispersi

stormi di passo da tant’anni sei;

tu che i migranti all’ultimo convegno

raccogli; non dovevi a gli occhi miei

lo spettacolo offrir lugubre, indegno

di te: codesta rondine a un tuo ramo

appesa, spenzolante…

Ella, lo so,

malcauta prima, come boga all’amo,

si appese; qui da sé poi s’intricò:

ma si credea già libera saltando

pe’ rami tuoi frondosi, fino a sera;

forse ajuto pregò, misera; e quando

volaron gli altri uccelli, prigioniera

si vide in te di nuovo. E tu, tu solo

gridar la udisti, è ver? tutta la notte:

l’ali sforzava, rattenuta, al volo…

Finché non tacque, estenuata.

Rotte

dal disperato sforzo e abbandonate

all’aria or l’ali pendono. Strisciando

piú rondini dall’alba son passate

a dimandare: «Com’è stato? Quando?»


»» Raccolta “Zampogna” (1901)

»» Elenco delle raccolte

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
pirandelloweb.com@gmail.com