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Il pilastro della saggistica universitaria: un'opera monumentale, scorrevole e ricca di contesto storico.
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Stellina ha lasciato la casa di don Diego e la separazione diventa ormai concreta. Don Diego reagisce quasi con sollievo, mentre Marcantonio Ravì vive la fuga della figlia come una rovina personale e familiare.
▶ I romanzi di Luigi Pirandello
Riassunto
Tre giorni dopo, don Diego si presenta da Marcantonio e gli annuncia che Stellina è fuggita e che la pratica per lo scioglimento del matrimonio è già avviata.
Don Diego non appare sconvolto: pur di essere lasciato in pace, è disposto ad accettare la separazione e perfino a collaborare.
Marcantonio reagisce invece con disperazione e rabbia, interpretando la scelta della figlia come un disonore per tutta la famiglia e accusando Ciro Coppa di averla spinta alla ribellione.
Decide infine di andare personalmente da Ciro, convinto di poter ancora riportare Stellina a casa e salvare il proprio progetto.
Analisi
Il capitolo sancisce il fallimento concreto del piano costruito da Marcantonio fin dall’inizio del romanzo.
Don Diego sorprende per il suo atteggiamento pragmatico: non difende il matrimonio a ogni costo e considera la libertà da Stellina quasi una liberazione anche per sé.
Marcantonio, al contrario, continua a leggere tutto attraverso l’onore, il ruolo paterno e la reputazione sociale, incapace di riconoscere l’autonomia della figlia.
La sua furia mostra quanto ormai la difesa del progetto coincida con la difesa della propria immagine.
Il “turno” programmato da Ravì si è quindi spezzato: Stellina non aspetta più che gli eventi decidano per lei, ma interviene direttamente sulla propria vita.
Leggi e ascolta – Voce di Giuseppe Tizza
▶ Audiolettura completa de Il turno
Tre giorni dopo, don Diego Alcozèr si presentò in casa del Ravì, esclamando con le braccia per aria:
– Scappata! scappata!
– Chi? mia figlia? Vostra moglie?
– Quondam, quondam… eh eh! – corresse don Diego, accompagnando il sorrisetto con un cenno di protesta della mano. – Quondam, se permetti… Scappata. Contentone!
Marcantonio Ravì si lasciò cadere su la seggiola, come fulminato.
– Scappata… con chi?
– Se lo sa lei, – rispose allegramente don Diego, scrollando le spalle. – O sola o in compagnia, è tutt’uno. Ho qui la… come si chiama? la… la cosa del Tribunale…
– Siamo già a questo? – esclamò il Ravì, rimettendosi in piedi. – Il Coppa, è lui… quell’assassino! M’ha rovinato la figlia… E voi, vecchio imbecille, ve la siete lasciata scappare?
– Caro mio, le avrei aperto io stesso la porta, purché mi lasciasse in pace!
– Rosa, Rosa! – chiamò don Marcantonio.
La si-donna Rosa si mostrò all’uscio, placida, al solito.
– Che c’è?
– C’è che… guarda… qui, tuo genero…
– Ex, ex…
– Scappata, Rosa! scappata!
– Stellina?
– Copriti la faccia, vecchia mia! Dovevamo aspettare che i nostri capelli diventassero bianchi, perché nostra figlia venisse a imbrattarceli di fango!
– Non capisco nulla… – disse, imbalordita, la si-donna Rosa.
– Glielo spiego io, – interloquì allora don Diego – Stamattina… Oh, ma piano, Marcanto’!
– Oh Dio, oh Dio! – strillò la si-donna Rosa accorrendo a trattenere il marito che, pestando i piedi e piangendo come un ragazzo, si dava manacciate furiose in testa.
– Lasciatemi! Lasciatemi! Il disonore è troppo! Questa è la ricompensa! Ah figlia ingrata! In Tribunale… in Tribunale…
– Càlmati, Marcantonio, càlmati! Non è poi il finimondo – lo esortò don Diego. – Scioglimento di matrimonio… Lei con una mano, io con cento. Son disposto a tutto…
– Anche voi? – urlò don Marcantonio, afferrando per le braccia don Diego e scotendolo violentemente. – Avreste il coraggio anche voi di trascinarmi in Tribunale? Voi!
– Scusa, ma… – balbettò don Diego, quasi nascondendo la testa tra le spalle, tremando di paura sotto gli occhi inferociti del Ravì. – Scusa… se lei lo vuole…
– Che vuole? – ruggì don Marcantonio, senza lasciarlo. – Non può voler nulla, lei! Ditemi dov’è andata! subito!
– Non lo so….
– Volete allora che vada a scannare il Coppa?
– Scanna chi ti pare, ma lasciami! Io non c’entro… Oh quest’è bella! Te la pigli con me?
– Con tutti, me la piglio! Aspettate, don Diego… Così non può finire… Vediamo con le buone… uno scioglimento alla buona… senza trascinar nel fango, per carità, il mio nome onorato…
– Scioglimento alla buona? – disse timido, esitante, don Diego. – Ma io… tu lo sai… come potrei restar solo, io?
– Vorreste riammogliarvi? – tuonò don Marcantonio, riafferrandolo. – Rispondete!
– Non lo so… – balbettò ancora don Diego, messo alle strette. – Ma… se tua figlia…
– Ve la riconduco io subito a casa! Aspettate. Vo a trovar quell’assassino!
– Marcantonio, per carità! – supplicò la moglie.
– Zitta tu! – le gridò il Ravì. – Vado armato del mio diritto di galantuomo e di padre: difendo l’onore e la figlia!
– Marcantonio! Marcantonio! – strillò, grattandosi la fronte, la si-donna Rosa, dall’alto della scala.
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