Luigi Pirandello Intimo. Lettere e inediti

Con questo libro si allarga l’orizzonte pirandelliano con inediti: lettere, disegni, foto. L’opera del massimo drammaturgo italiano moderno resterà sempre da spiegare e scoprire, ogni volta che si legge una sua pagina o si assiste ad uno spettacolo. Questo libro può essere una delle chiavi per entrare nel tunnel Pirandello che nel mondo appassiona pubblico, lettori, studiosi.

Pirandello Intimo

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Pirandello Intimo

Lettere e inediti

a cura di Renata Antonetti Marsili

Gangemi editore – 1998 – pp.240
Prezzo di copertina. Euro 14,46

Pirandello Intimo

Con questo libro si allarga l’orizzonte pirandelliano con inediti: lettere, disegni, foto. L’opera del massimo drammaturgo italiano moderno resterà sempre da spiegare e scoprire, ogni volta che si legge una sua pagina o si assiste ad uno spettacolo. Questo libro può essere una delle chiavi per entrare nel tunnel Pirandello che nel mondo appassiona pubblico, lettori, studiosi.

Contenuto: Mia buona Lina, il mio male è una tristezza profonda che ora scende all’ironia del riso, ora sale in un’empito penoso a un desiderio amaro di lagrime. E vorrei piangere, piangere a lungo, o a lungo ridere per disfogare questa mia grande malinconia ma né l’una cosa, n’è l’altra mi è data, e il pianto sempre mi fa nodo alla gola, e il riso mi muore in una smorfia fredda sulle labbra. Questo è il vero mio male ed è cagionato da un ‘anelanza’, che ha tutte le sofferenze d’una passione, d’esser migliore”.

Da una lettera inedita del Febbraio 1889 di Luigi Pirandello alla sorella

Luigi Pirandello, secondo di sei figli, nasce la sera del 28 giugno 1867 ad Agrigento (l’antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927) da Stefano Pirandello e da Caterina Ricci-Gramitto, sposata nel 1863, in una casa colonica non ancora ben rifinita che si trovava nella tenuta paterna denominata “Caos”, qualche chilometro fuori dalla città, sulla strada che conduce verso Porto Empedocle, in una contrada suggestiva che dall’alto di un costone da un lato guarda verso il mare e dall’altro è delimitata da una ripido e piccolo valloncello che  porta direttamente alla spiaggia.

… Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierì fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l’appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i piú, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xàos.

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