Pirandello e il cinema

Pirandello e il cinema

da Centro Sperimentale di Cinematografia

Pirandello e il cinema
Marlene Dietrich, Maria Paudler, Luigi Pirandello, Liane Haid, Max Hansen, Anita Davis, Anni Ahlers e Theodore Däubler. 1929.

«Il rapporto tra Pirandello e il cinema fu complesso, ambiguo, conflittuale, a volte di totale rifiuto, altre volte di grande curiosità. E fu certamente la curiosità per questa nuova modalità di narrazione per immagini, che si era già strutturata come industria cinematografica, che lo spinse a scrivere il romanzo Si gira, pubblicato una prima volta nel 1916 e poi ripubblicato nel 1925 con il titolo Quaderni di Serafino Gubbio operatore. In questo romanzo il suo giudizio sul cinematografo è spietato sia quando teme che il pubblico abbandoni i teatri per correre a vedere su uno schermo “larve evanescenti” prodotte in maniera meccanica e fredda, sia quando descrive il mondo della produzione cinematografica popolato di personaggi volgari impegnati a confezionare prodotti commerciali per soddisfare il palato delle masse e gli interessi degli uomini d’affari. Nello stesso tempo la struttura stessa del racconto letterario e l’ipotesi, da Pirandello stesso formulata, di trarne un film prefigurano un’idea di linguaggio cinematografico di grande modernità: il film nel film.
Momento cruciale per la storia del cinema, nei primi decenni del suo sviluppo, fu l’avvento del sonoro. Anche in questo caso ad un iniziale rifiuto seguì una svolta significativa. In una lettera a Marta Abba del 27 maggio 1930, Pirandello scrisse: “L’avvenire dell’arte drammatica e anche degli scrittori di teatro è adesso là. Bisogna orientarsi verso una nuova espressione d’arte: il film parlato. Ero contrario, mi sono ricreduto”. In ogni caso, nessun altro autore del Novecento ha così profondamente recepito e interpretato nella propria drammaturgia le trasformazioni che il cinematografo, nel suo inarrestabile sviluppo, stava determinando nella sensibilità del pubblico e nella percezione della realtà. Direttamente o indirettamente, Pirandello è stato e continua ad essere un punto di riferimento fondamentale nella storia del cinema.
Numerosi gli autori cinematografici che hanno tratto film dalle opere di Pirandello. Tra questi, in Italia, di particolare rilievo Marco Bellocchio conEnrico IV (1984), L’uomo dal fiore in bocca (1993) e La balia (1999), i fratelli Paolo e Vittorio Taviani con Kaos (1984) e Tu ridi (1998), Mario Monicelli con Le due vite di Mattia Pascal (1985). All’estero, da ricordare Marcel l’Herbier, che nel 1924 realizza, in Francia, Il fu Mattia Pascal; George Fitzmaurice che, negli Stati Uniti, realizza nel 1932 As you Desire me con Greta Garbo, tratto dal dramma Come tu mi vuoi; William Dieterle che nel 1945 realizza, negli Stati Uniti, This Love of Ours, tratto da Come prima meglio di prima.

Numerosissimi gli autori cinematografici che, indirettamente, coscientemente o inconsciamente, sono stati influenzati dal pensiero e dalle opere di Luigi Pirandello: Luis Bunuel, ad Akira Kurosawa, a François Truffaut, a Woody Allen, a Ingmar Bergman, a Michelangelo Antonioni.


Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a