«Nell’albergo è morto un tale», analisi della novella di Luigi Pirandello (Con audio lettura)

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Di Panayiotis Vyras

In questo racconto la narrazione segue la fabula, come successione cronologica degli eventi. In effetti la trama del testo narrativo (e la disposizione di quanto succede) scelta dall’autore proseguono di pari passo. Per cui l’intreccio, come ordine delle varie vicende della storia, non presenta sorprese.

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Nell albergo è morto un tale. Analisi
Vincent van Gogh, Un paio di scarpe, 1886

«Nell’albergo è morto un tale»,
analisi della novella

da Academia.edu

Leggi e ascolta. Voce di Giuseppe Tizza. 

Riassunto 

Una vecchia signora arriva in un albergo per passare qualche giorno prima di partire per l’America con i suoi figli. Occupano l’ultima camera disponibile. Una famiglia che ha viaggiato in treno con loro deve cercare alloggio altrove dato che nell’albergo non ci sono ormai altri posti liberi. Un signor Funardi Rosario, giunto appena dall’America, occupa la stanza accanto.

Quando i figli escono la signora rimane sola e sempre preoccupata, con un unico pensiero in mente. La tormenta l’idea di dover viaggiare in nave per la prima volta e chiede a chi incontra in albergo se in mare si soffre o non si soffre. Il signore della camera accanto pare sia la persona più idonea per rispondere a questa domanda.

La signora aspetta che l’uomo esca, ma lui non appare mai. Un paio di scarpe rimane lasciato sull’uscio della stanza, segno che il signore resta sempre dentro.

Dopo pranzo si viene a sapere che l’uomo non si è sicuramente svegliato. Si capisce che deve essere, forse, morto. Viene la polizia ma non si riesce ad avere delle informazioni sulla sua persona. Soltanto il nome e mestiere: Funardi Rosario, intraprenditore, venuto dall’America.

Gli ospiti non si preoccupano tanto, ma la vecchia signora piange per l’uomo che è morto e che non le potrà mai dire se in mare si soffre o non si soffre.

In segno di lutto il portone dell’albergo viene chiuso per quel giorno. A qualcuno che chiede il motivo per la chiusura si risponde seccamente che, niente: Nell’albergo è morto un tale.

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Personaggi 

Come specificato dal titolo, un uomo muore solo, in una stanza d’albergo. Lo si vede una volta all’inizio della storia e poi scompare. La sua morte si insospettisce da un paio di scarpe che lui lascia davanti alla porta della camera e che non ritirerà mai più.

Nella novella tutto sembra ruotare intorno a questo paio di scarpe, dato che non si sa nulla del loro padrone, e nemmeno della sua storia.

Come vero protagonista, dunque, sembrerebbe la vecchia signora. Sempre ansiosa e preoccupata per il viaggio che deve fare.

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Tempo 

Il ritmo della narrazione non presenta degli sbalzi. Ci sono scene dialogate la cui durata coincide con quel che il narratore racconta. Ma per la maggior parte la storia sembra fermarsi proprio sulle scarpe del protagonista piuttosto che sul suo personaggio.

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Contesto (microstorie e macrostoria) 

Le microstorie dei due protagonisti parlano dell’emigrazione durante i primi decenni del novecento in Italia. In un ignoto albergo di un’imprecisata città di mare della Sicilia arrivano un “intraprenditore” giunto dall’America e una vecchia signora che vi si deve recare.

La macrostoria parla della solitudine nella vita, il silenzio che l’accompagna e la sofferenza che viene con la crisi dell’isolamento. Pirandello crea un’indagine sulla natura umana quando essa viene confrontata dal senso di alienazione. Il fatto che un ‘tale’ nel titolo muore solo, in un qualche albergo, costituisce un simbolo dell’isolamento che, secondo l’autore, si presenta come rischio per tutti. Il rischio è di diventare assenti, non solo per gli altri o per le cose ma anche per sé stessi.

Appena dopo l’unificazione, fra 1900 e 1914, più di 9 milioni di italiani emigrarono per la maggior parte in America. Dopo il 1901 ogni anno espatriavano circa mezzo milione di persone, principalmente dal sud.

L’uomo che muore nell’albergo è appena tornato dall’America. L’ansia della vecchia signora è di dover lasciare la sua patria per andare in America. Questo viene menzionato ripetutamente, nella narrazione, e sottolinea la difficoltà che ebbero gli italiani di quel periodo per aver dovuto emigrare, lasciando il loro paese e cercando una vita nuova altrove.

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Fabula e intreccio 

In questo racconto la narrazione segue la fabula, come successione cronologica degli eventi. In effetti la trama del testo narrativo (e la disposizione di quanto succede) scelta dall’autore proseguono di pari passo. Per cui l’intreccio, come ordine delle varie vicende della storia, non presenta sorprese. Tutti gli elementi, all’interno del testo, sono disposti in ordine cronologico, senza capovolgimenti. Perfino la morte del protagonista (un tale) viene annunciata in anticipo, nel titolo.

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Finale 

La sorte del signor Funardi pare del tutto scontata perché inserita nel titolo della novella. Tutto l’interesse, nel testo, è rivolto al contesto in cui ruota la vicenda del protagonista e della coprotagonista. Gli altri personaggi, coi loro interessi, non partecipano che per poco nella trama. Ad eccezione delle “due povere scarpacce” del signore morto che occupano un punto centrale nella narrazione.

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Conclusione 

La morte di un uomo, in una anonima stanza d’albergo, si legge come metafora della vita moderna in cui tutti si trovano molto soli. Pirandello descrive in maniera efficace l’infelicità come perenne condizione umana. Per lui il dramma pare intrinseco nella personalità di ognuno. Egli percepisce un conflitto esistenziale e immanente tra la vita che muta continuamente e la forma che cerca di afferrarne il movimento.

Pirandello usa metafore per esplorare l’idea dello sradicamento e collega questa crisi d’identità con l’emigrazione. Ci suggerisce che le conseguenze di emigrare sono per lo spirito umano assai dannose in quanto creano molta solitudine nell’uomo. Quest’idea viene espressa in maniera convincente con la seguente descrizione che l’autore ci dà dei clienti: “Non sono assenti soltanto dal loro paese, dalla loro casa; sono anche assenti da sé”. In effetti Pirandello identifica tre livelli di alienazione, ognuno dei quali è più nocivo del precedente. Per prima cosa si diventa estranei dalla propria patria, il paese nativo. Poi si diventa assenti dalla propria famiglia, la casa. Alla fine, si perde il senso di sé, la propria identità.

Panayiotis Vyras
National Kapodistrian University of Athens
Department Member
Luglio 2021

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