La distruzione dell’uomo – Audiolibro

La distruzione dell'uomo
James Timothy Gleeson (1915 – 2008), We inhabit the corrosive littoral of habit, 1940. Immagine dal Web.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino.

Da QuartaRadio.it

Prima pubblicazione: Novella, Natale 1921.

******

             Vorrei sapere soltanto se il signor giudice istruttore ritiene in buona fede d’aver trovato una sola ragione che valga a spiegare in qualche modo questo ch’egli chiama assassinio premeditato (e sarebbe, se mai, doppio assassinio, perché la vittima stava per compire felicemente l’ultimo mese di gravidanza).

             Si sa che Nicola Petix s’è barricato in un silenzio impenetrabile, prima davanti al commissario di polizia, appena arrestato, poi davanti a lui, voglio dire al signor giudice istruttore che inutilmente tante volte e in tutte le maniere s’è provato a interrogarlo, e infine anche davanti al giovane avvocato che gli hanno imposto d’ufficio, visto che fino all’ultimo non ha voluto incaricarne uno di sua fiducia per la difesa.

             Di questo silenzio così ostinato si dovrebbe pur dare, mi sembra, una qualche interpretazione.

             Dicono che in carcere Petix dimostra la smemorata indifferenza d’un gatto che, dopo aver fatto strazio d’un topo o d’un pulcino, si raccolga beato dentro un raggio di sole.

             Ma è chiaro che questa voce, la quale vorrebbe dare a intendere che Petix consumò il delitto con l’incoscienza d’una bestia, non è stata accolta dal giudice istruttore, se egli ha creduto di dovere ammettere e sostenere la premeditazione nell’assassinio. Le bestie non premeditano. Se s’appostano, il loro agguato è parte istintiva e naturale della loro naturalissima caccia, che non le fa né ladre né assassine. La volpe è ladra per il padrone della gallina: ma per sé la volpe non è ladra: ha fame; e quand’ha fame, acchiappa la gallina e se la mangia. E dopo che se l’è mangiata, addio, non ci pensa più.

             Ora Petix non è una bestia. E bisogna vedere, prima di tutto, se questa indifferenza è vera. Perché, se vera, anche di questa indifferenza si dovrebbe tener conto, come di quel silenzio ostinato, di cui – a mio modo di vedere – sarebbe la conseguenza più naturale; corroborati come sono l’una e l’altro dall’esplicito rifiuto d’un difensore.

             Ma non voglio anticipar giudizi, né mettere avanti per ora la mia opinione.

             Seguito a discutere col signor giudice istruttore.

Leggi «La distruzione dell’uomo»

»» Indice Audiolibri

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
collabora@pirandelloweb.com

Shakespeare Italia

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Skip to content