Uno, nessuno e centomila – Audiolibro – Legge Veronica Salvi

Uno nessuno e centomila Audiolibro

Dal programma “Ad alta voce”, RAI Radio 3. In sei puntate. 

Legge Veronica Salvi

Uno, nessuno e centomila è l’ultimo romanzo di Pirandello. Oltre che l’ultimo, è estremo nella sua concezione e nella sua struttura, e infatti rende difficile da immaginare un ulteriore cimento su questa strada e, più in generale, mette in crisi la possibilità stessa del romanzo, almeno quello di impostazione tradizionale. Pubblicato a puntate sulla «Fiera letteraria» già nel 1925 e poi in volume da Bemporad nel 1926, secondo la testimonianza del figlio Stefano occupò lo scrittore per ben quindici anni in un difficilissimo travaglio creativo, quando è chiaro che dopo Sei personaggi in cerca d’autore la via teatrale era ormai la più congeniale all’avanguardia pirandelliana.

           Un romanzo, dunque, da morte del romanzo. Con un titolo fortunato e divenuto proverbiale, a indicare un passaggio fondamentale della coscienza novecentesca.

            Non si potrà negare la coerenza dell’evoluzione di Pirandello, dall’esordio dell’Esclusa, in una ricerca incessante e lucidissima sulle forme, e sulla forma della narrazione; quando l’evoluzione, in un circolo virtuoso che da un altro punto di vista è vizioso, diventa inevitabilmente involuzione, ai limiti del silenzio. A un certo punto dell’opera, che stenta a decollare a dispetto del consistente numero di pagine già scritto, il personaggio-protagonista, in realtà l’autore dietro di lui, chiede al lettore disorientato e forse sconcertato:

            «Ma voi, lo so, non vi volete ancora arrendere ed esclamate:

            – E i fatti? Oh, perdio, e non ci sono i dati di fatto?

            – Sì, che ci sono.

            Nascere è un fatto. Nascere in un tempo anziché in un altro, ve l’ho già detto; e da questo o da quel padre, e in questa o quella condizione; nascere maschio o femmina; in Lapponia o nel centro dell’Africa; e bello o brutto; con la gobba o senza gobba: fatti».

            Come dire: quello che accadrà, quel poco e residuale, non è più un fatto ««strano e diverso», alla Mattia Pascal, ma invece è simbolico e indica piuttosto un percorso e un processo. Uno, nessuno e centomila è un manifesto teorico, un esercizio globale sul senso e sul non senso, che tracima sino a togliere il respiro.

»» Indice Audiolibri

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
collabora@pirandelloweb.com

Shakespeare Italia

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Skip to content