Pensaci, Giacomino! – Audiolibro

Pensaci, Giacomino audiolibro
Leo Gullotta, Pensaci, Giacomino!, 2019. Fotogramma RAI.

Legge Valter Zanardi

Da Youtube

Prima pubblicazione: Corriere della Sera, 23 febbraio 1910.

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             Da tre giorni il professore Agostino Toti non ha in casa quella pace, quel riso, a cui crede ormai di aver diritto.

             Ha circa settant’anni, e dir che sia un bel vecchio, non si potrebbe neanche dire: piccoletto, con la testa grossa, calva, senza collo, il torso sproporzionato su due gambettine da uccello… Sì, sì: il professor Toti lo sa bene, e non si fa la minima illusione, perciò, che Maddalena, la bella mogliettina, che non ha ancora ventisei anni, lo possa amare per se stesso.

             È vero che egli se l’è presa povera e l’ha inalzata: figliuola del bidello del liceo, è diventata moglie d’un professore ordinario di scienze naturali, tra pochi mesi con diritto al massimo della pensione; non solo, ma ricco anche da due anni per una fortuna impensata, per una vera manna dal cielo: una eredità di quasi duecentomila lire, da parte d’un fratello spatriato da tanto tempo in Rumenia e morto celibe colà.

             Non per tutto questo però il professor Toti crede d’aver diritto alla pace e al riso. Egli è filosofo: sa che tutto questo non può bastare a una moglie giovine e bella.

             Se l’eredità fosse venuta prima del matrimonio, egli magari avrebbe potuto pretendere da Maddalenina un po’ di pazienza, che aspettasse cioè la morte di lui non lontana per rifarsi del sacrifizio d’aver sposato un vecchio. Ma son venute troppo tardi, ahimè! quelle duecentomila lire, due anni dopo il matrimonio, quando già… quando già il professor Toti filosoficamente aveva riconosciuto, che non poteva bastare a compensare il sacrifizio della moglie la sola pensioncina ch’egli le avrebbe un giorno lasciata.

             Avendo già concesso tutto prima, il professor Toti crede d’aver più che mai ragione di pretendere la pace e il riso ora, con l’aggiunta di quell’eredità vistosa. Tanto più, poi, in quanto egli – uomo saggio veramente e dabbene – non si è contentato di beneficar la moglie, ma ha voluto anche beneficare… sì, lui, il suo buon Giacomino, già tra i più valenti alunni suoi al liceo, giovane timido, onesto, garbatissimo, biondo, bello e ricciuto come un angelo.

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