L’amica delle mogli – Audiolibro – Legge Gaetano Marino

L amica delle mogli audiolibro
Romolo Valli (Francesco Venzi) Rossella Falk (Marta), L’amica delle mogli, 1969

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino.

Da QuartaRadio.it

Prima pubblicazione: Amori senza amore, Roma, stabilimento Bontempelli editore, 1894.

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 I. Pareva ad alcuni amici, e tra questi a Paolo Baldìa, che la signorina Pia Tolosani fosse un po’ affetta di quella vaga malinconia che suol derivare dalla troppa lettura, quando si sia preso l’abito d’adattar le pagine spesso bianche della propria vita sulla falsariga di quelle stampate in qualche romanzo; ma ciò senza molto scapito della propria spontaneità, stimava Giorgio Dàula, altro amico. Del resto, quella malinconia era compatibilissima, e poteva anche pa­rere più che sincera in una signorina previdente, già sui ventisei anni, la quale sappia di non aver dote, e veda i propri genitori ormai avanzati in età. Così fi­nalmente la scusava Filippo Venzi, avvocato.

             Nessuno dei giovanotti che frequentavano il salotto dei Tolosani s’era mai spinto a fare un po’ di corte alla Pia, ritenuto dalla confidente amicizia del padre e dalla bontà taciturna della madre, o dal soverchio rispetto ch’ella im­poneva, chiusa nel compito che pareva si fosse prefisso, di tagliar corto in lei a qualunque atto o frase, che avesse lontanamente aria di civetteria. Eppure questo ritegno s’adornava della più leggiadra disinvoltura, della più squisita cortesia sposata a una cert’aria di confidenza benevola, che toglieva subito d’impaccio ogni nuovo venuto; eppure vedevan tutti in lei la mogliettina sag­gia e intelligente, ed ella stessa pareva mettesse soltanto tutto il suo studio, anzi tutta se stessa, nel dimostrare che la sarebbe stata veramente, ove qual­cuno alla fine si fosse deciso, però senza pretender da lei alcuna spinta, non uno sguardo, non un sorriso, non una parola in anticipazione.

             Ammiravan tutti la lindura di quella casa curata in ogni minuzia dalle mani candide di lei; notavan tutti la semplicità e il buon gusto che vi regnavano; ma nessuno sapeva decidersi, quasi sentendo che lì dentro si stava già abbastanza bene così, ammirando e conversando amichevolmente, senz’altro desiderare.

             Pia Tolosani, per altro, non mostrava preferenze per nessuno. «Ella forse sposerebbe me, come chiunque altro dei frequentatori», pensava ognuno. E bastava anzi, che qualcuno tentasse di farsi un po’ avanti nelle sue grazie, per­ché ella se ne allontanasse con misurata freddezza, come se non avesse voluto dar campo alla più innocua diceria.

             Era così sfuggito al sospirato giogo di lei Filippo Venzi, adesso ammogliato, e prima del Venzi altri due aspiranti in segreto. Era poi venuta la volta di Paolo Baldìa.

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