Il tabernacolo – Audiolibro

Il tabernacolo audiolibro 2
Compagnia della città dell’Uva Italia, Il tabernacolo, 2018. Immagine da Siciliareporter

Legge Lorenzo Pieri

Da Spreaker.com


Prima pubblicazione: Il Marzocco, 30 agosto 1903, raccolta Bianche e nere, Renzo Streglio e C. Editori, Torino, 1904

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             Coricatosi accanto alla moglie, che già dormiva, voltata verso il lettuccio, su cui giacevano insieme i due figliuoli, Spatolino disse prima le consuete orazioni, s’intrecciò poi le mani dietro la nuca; strizzò gli occhi, e – senza badare a quello che faceva – si mise a fischiettare, com’era solito ogni qual volta un dubbio o un pensiero lo rodevano dentro.

              – Fififì… fififì… fififì…

             Non era propriamente un fischio, ma uno zufolio sordo, piuttosto; a fior di labbra, sempre con la medesima cadenza. A un certo punto, la moglie si destò:

             –    Ah! ci siamo? Che t’è accaduto?

             –    Niente. Dormi. Buona notte.

             Si tirò giù, voltò le spalle alla moglie e si raggricchiò anche lui da fianco, per dormire. Ma che dormire!

             – Fififì-fififì-fififì

             La moglie allora gli allungò un braccio sulla schiena, a pugno chiuso.

             –    Ohe, la smetti? Bada che mi svegli i piccini!

             –    Hai ragione. Sta’ zitta! M’addormento.

             Si sforzò davvero di scacciare dalla mente quel pensiero tormentoso che diventava così, dentro di lui, come sempre, un grillo canterino. Ma, quando già credeva d’averlo scacciato:

             – Fififì – fififì – fififì-

             Questa volta non aspettò neppure che la moglie gli allungasse un altro pugno più forte del primo; saltò dal letto, esasperato.

             – Che fai? dove vai? – gli domandò quella. E lui:

             –    Mi rivesto, mannaggia! Non posso dormire. Mi metterò a sedere qua davanti la porta, su la strada. Aria! Aria!

             –    Insomma, – riprese la moglie – si può sapere che diavolo t’è accaduto?

             –    Che? Quella canaglia, – proruppe allora Spatolino, sforzandosi di parlar basso, – quel farabutto, quel nemico di Dio…

             –    Chi? chi?

             –    Ciancarella.

             –    Il notajo?

             –    Lui. M’ha fatto dire che mi vuole domani alla villa.

             –    Ebbene?

             –    Ma che può volere da me un uomo come quello, me lo dici? Porco, salvo il santo battesimo! porco, e dico poco! Aria! aria!

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