Il professor Terremoto – Audiolibro

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Il professor Terremoto
La Domenica del Corriere, 24 gennaio 1909

Legge Lorenzo Pieri

Da Spreaker.com

Prima pubblicazione: Corriere della Sera, 10 aprile 1910, poi in La trappola, Treves 1915.

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             Quanti, di qui a molti anni, avranno la ventura di rivedere risorte Reggio e Messina dal terribile disastro del 28 dicembre 1908, non potranno mai figurarsi l’impressione che si aveva, allorché, passando in treno, pochi mesi dopo la catastrofe, cominciava a scoprirsi, tra il verde lussureggiante dei boschi d’aranci e di limoni e il dolce azzurro del mare, la vista atroce dei primi borghi in rovina, gli squarci e lo sconquasso delle case.

             Io vi passai pochi mesi dopo, e da’ miei compagni di viaggio udii i lamenti su l’opera lenta dello sgombero delle macerie, e tanti racconti di orribili casi e di salvataggi quasi prodigiosi e di mirabili eroismi.

             C’era, in quello scompartimento di prima classe, un signore barbuto, il quale in particolar modo al racconto degli atti eroici mostrava di prestare ascolto. Se non che, di tratto in tratto, nei punti più salienti del racconto, scattava, scrollando tutta la magra persona irrequieta, in un’esclamazione, che a molti dava ai nervi, perché non pareva encomio degno all’eroismo narrato.

             Se l’eroe.era un uomo, egli esclamava, con quello scatto strano:

             –    Disgraziato ! Se donna:

             –    Disgraziata!

             – Ma scusi, perché? – non poté più fare a meno di domandare a un certo punto un giovinotto, che gonfiava in silenzio da un pezzo.

             Allora quel signore, come se anche lui da un pezzo attendesse quella domanda, protese impetuosamente la faccia verde di bile e sghignò:

             – Ah, perché? Perché lo so io, caro signore! Lei s’indigna, è vero? s’indigna perché, se fosse stato presente al disastro, e una trave, un mobile, un muro non la avessero schiacciata come un topo; anche lei, è vero? vuole dir questo? anche lei sarebbe stato un eroe, avrebbe salvato… che dico? una donzella, eh? cinque fantolini, tre vegliardi, eh? parlo bene? stile eroico! dica la verità… Ma, caro signore, caro signore, e si figura che lei, dopo i suoi eroismi sublimi e gloriosi, sarebbe così lindo e pinto com’è adesso? No, sa! no, sa! non stia a crederlo, caro signore! Lei sarebbe come me, tale e quale. Mi vede? Come le sembro io? Viaggio in prima classe, perché a Roma mi hanno regalato il biglietto, non creda… Sono un povero disgraziato, sa? e lei sarebbe come me! Non mi faccia ridere… Un disgraziato! un disgraziato!

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