Savio Davide – Il carnevale dei morti

Il carnevale dei morti

Davide Savio indaga l’opera narrativa, drammaturgica e poetica di Luigi Pirandello, in primo luogo le Novelle per un anno (1922-1937), con lo scopo di ricostruire in un quadro organico il rapporto conflittuale tra l’autore e il tema della morte: come recita la Premessa, «la lotta di Pirandello con quest’ultima si traduce, nella pagina o sul palcoscenico, in una lotta del narratore contro personaggi che non accettano la propria morte interiore e ritornano sempre, cavalieri di quel torneo infinito che Pirandello allestisce senza sosta, con metodo e accanimento».

Davide Savio

Il carnevale dei morti

Sconciature e danze macabre nella narrativa di Luigi Pirandello

Interlinea edizioni – 2013 – pp. 200
Collana “Biblioteca letteraria dell’Italia unita”
Prezzo di copertina Euro 20,00

Il carnevale dei morti

da Interlinea Edizioni

Davide Savio indaga l’opera narrativa, drammaturgica e poetica di Luigi Pirandello, in primo luogo le Novelle per un anno (1922-1937), con lo scopo di ricostruire in un quadro organico il rapporto conflittuale tra l’autore e il tema della morte: come recita la Premessa, «la lotta di Pirandello con quest’ultima si traduce, nella pagina o sul palcoscenico, in una lotta del narratore contro personaggi che non accettano la propria morte interiore e ritornano sempre, cavalieri di quel torneo infinito che Pirandello allestisce senza sosta, con metodo e accanimento». Nati come maschere mortuarie, questi attori da danza macabra mettono in scena un “carnevale dei morti” nel quale Pirandello cerca di esorcizzare l’idea della propria scomparsa, erigendo al contempo un monumento alla memoria e alla libertà dello spirito.

L’autore
Davide Savio è nato nel 1985 a Manerbio (BS) e frequenta la Scuola di Dottorato in Studi Umanistici presso l’Università Cattolica di Milano, portando avanti un progetto di ricerca sul Castello dei destini incrociati di Italo Calvino. Collabora con il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, diretto da Giuseppe Langella. Scrive per alcune riviste di settore, come “Testo” e “Oblio”.

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Luigi Pirandello, secondo di sei figli, nasce la sera del 28 giugno 1867 ad Agrigento (l’antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927) da Stefano Pirandello e da Caterina Ricci-Gramitto, sposata nel 1863, in una casa colonica non ancora ben rifinita che si trovava nella tenuta paterna denominata “Caos”, qualche chilometro fuori dalla città, sulla strada che conduce verso Porto Empedocle, in una contrada suggestiva che dall’alto di un costone da un lato guarda verso il mare e dall’altro è delimitata da una ripido e piccolo valloncello che  porta direttamente alla spiaggia.

… Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierì fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l’appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i piú, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xàos.

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