I galletti del bottajo – Audiolibro – Legge Gaetano Marino

I galletti del bottajo audiolibro
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Da QuartaRadio.it

Prima pubblicazione: Cenerentola, giornale per fanciulli diretto da Luigi Capuana, 23 settembre 1894.

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             Struggevasi la moglie del bottajo Màrchica dal desiderio di desinare una volta sola almeno, nelle feste, in compagnia del marito, il quale ogni anno, il primo dì e a Carnevale, a Pasqua, a Natale, era solito di raccogliere intorno alla sua tavola parenti e amici con vivo rincrescimento della moglie, anzi a suo marcio dispetto.

             Aveva la buona donna quest’anno, per Natale, allevati due bei galletti; e mo­strandoli al marito, la vigilia, disse:

             – Guarda che bei galletti! Se mi dai parola, che dimani non inviterai nessuno a desinar con noi, io stirerò loro il collo, e vedrai come son brava in arte magirica! Avrai un manicaretto da re.

             Il bottajo promise; e la moglie tutta contenta.

             Venne la dimane, e il bottajo, vestito da festa, salutò la moglie prima d’an­dare a messa.

             – No, marito mio; abbi pazienza; tu oggi non uscirai di casa. Son sicura, che se affacci il naso alla porta, mi tiri in casa qualcuno. Di messa, te ne basta una, quella di questa notte.

             – Ma io ti prometto…

             – Non sento promesse! Qua, a me, il berretto; oggi starà sotto chiave.

             Il bottajo sospirò, e diede alla moglie il berretto. Seduto nella cucinetta, e rimirando la moglie più vispa del solito, accesa in volto dal calore del fuoco sotto la pentola, stretta la vitina da una veste nuova^ a fiorami, protetta dal mantile, egli pensava: «Ha ben ragione, la poverina! È così dolce star soli in­sieme, nell’intimità, senza visi estranei a tavola, che ti tengan sospeso, non abbia tu bene soddisfatti i loro gusti… È tanto carina mia moglie! Par ch’io me n’accorga soltanto oggi per la prima volta! E in fin dei conti, che chiede ella? Ha piacere di restar sola meco, di godersi la festa soltanto in mia compagnia… Oh, cara, cara!».

             E internamente si riprometteva di mai più per l’avvenire fare scontenta la moglie con l’invitar nelle feste parenti o amici.

             Ma il diavolo, anche quella volta, volle metterci la coda. La donna, nel com­prar tutto l’occorrente pel manicaretto, la vigilia, s’era dimenticato il prezze­molo: due centesimi di prezzemolo.

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