Effetti di un sogno interrotto – Audiolibro – Legge Gaetano Marino

Effetti di un sogno interrotto audiolibro
Immagine dal Web

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Da QuartaRadio.it

Prima pubblicazione: Corriere della Sera, 9 dicembre 1936.

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             Abito una vecchia casa che pare la bottega d’un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere.

             La perpetua penombra che la opprime ha il rigido delle chiese e vi stagna il tanfo di vecchio e d’appassito dei decrepiti mobili d’ogni foggia che’ la ingombrano e delle tante stoffe che la parano, preziose sbrindellate e scolorite, stese e appese da per tutto, in forma di coperte, di tende e cortinaggi, lo aggiungo di mio a quel tanfo, quanto più posso, la peste delle mie pipe intartarite, fumando tutto il giorno. Soltanto quando rivengo da fuori, mi rendo conto che a casa mia non si respira. Ma per uno che viva come vivo io… Basta; lasciamo andare.

             La camera da letto ha una specie d’alcova su un ripiano a due scalini; il soffitto in capo; l’architrave sorretto da due tozze colonne in mezzo. Cortinaggi anche qui, per nascondere il letto, scorrevoli su bacchette d’ottone, dietro le colonne. L’altra metà della camera serve da studio. Sotto le colonne è un divanaccio, per dir la verità molto comodo, con tanti cuscini rammucchiati, e, davanti, una tavola massiccia che fa da scrivania; a sinistra, un grande camino che non accendo mai; nella parete di contro, tra due finestrette, un antico scaffale con cadaveri di libri rilegati in cartapecora ingiallita. Sulla mensola di marmo annerito del camino è appeso un quadro secentesco, mezzo affumicato, che rappresenta la Maddalena in penitenza,non so se copia o originale ma, anche se copia, non priva d’un certo pregio. La figura, grande al vero, è sdrajata bocconi in una grotta; un braccio appoggiato sul gomito sorregge la testa; gli occhi abbassati sono intenti a leggere un libro al lume d’una lucerna posata a terra accanto a un teschio. Certo, il volto, il magnifico volume dei fulvi capelli sciolti, una spalla e il seno scoperti, al caldo lume di quella lucerna, sono bellissimi.

             La casa è mia e non è mia. Appartiene con tutto l’arredo a un mio amico che tre anni fa, partendo per l’America, me la lasciò in garanzia d’un grosso debito che ha con me. Quest’amico, s’intende, non s’è fatto più vivo, né, per quante domande e ricerche io abbia fatte, son riuscito ad averne notizie. Certo però non posso ancora disporre, per riavere il mio, né della casa né di quanto vi sta dentro.

             Ora, un antiquario di mia conoscenza fa all’amore con quella Maddalena in penitenza e l’altro giorno mi condusse in casa un signore forestiere per fargliela vedere.

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