Ciàula scopre la luna – Audiolibro – Legge Vinicio Marchini

Ciàula scopre la luna audiolibro
Dino Vaccaro, Carnàla, Olio e zolfo, Tela, 2015

Dal programma “Ad alta voce”, RAI Radio 3

Legge Vinicio Marchini

Prima pubblicazione: Corriere della Sera, 29 dicembre 1912

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             I picconieri, quella sera, volevano smettere di lavorare senz’aver finito d’estrarre le tante casse di zolfo che bisognavano il giorno appresso a caricar la calcara. Cacciagallina, il soprastante, s’affierò contr’essi, con la rivoltella in pugno, davanti alla buca della Cace, per impedire che ne uscissero.

             –    Corpo di… sangue di… indietro tutti, giù tutti di nuovo alle cave, a buttar sangue fino all’alba, o faccio fuoco!

             –    Bum! – fece uno dal fondo della buca. – Bum! – echeggiarono parecchi altri; e con risa e bestemmie e urli di scherno fecero impeto, e chi dando una gomitata, chi una spallata, passarono tutti, meno uno. Chi? Zi’ Scarda, si sa, quel povero cieco d’un occhio, sul quale Cacciagallina poteva far bene il gradasso. Gesù, che spavento! Gli si scagliò addosso, che neanche un leone; lo agguantò per il petto e, quasi avesse in pugno anche gli altri, gli urlò in faccia, scrollandolo furiosamente:

             – Indietro tutti, vi dico, canaglia! Giù tutti alle cave, o faccio un macello! Zi’ Scarda si lasciò scrollare pacificamente. Doveva pur prendersi uno sfogo,

             quel povero galantuomo, ed era naturale se lo prendesse su lui che, vecchio com’era, poteva offrirglielo senza ribellarsi. Del resto, aveva anche lui, a sua volta, sotto di sé qualcuno più debole, sul quale rifarsi più tardi: Ciàula, il suo caruso.

             Quegli altri… eccoli là, s’allontanavano giù per la stradetta che conduceva a Comitini; ridevano e gridavano:

             –   Ecco, sì! tieniti forte codesto, Cacciagallì! Te lo riempirà lui il calcherone

             –   Gioventù! – sospirò con uno squallido sorriso d’indulgenza zi’ Scarda a Cacciagallina.

             E, ancora agguantato per il petto, piegò la testa da un lato, stiracchiò verso il lato opposto il labbro inferiore, e rimase così per un pezzo, come in attesa.

             Era una smorfia a Cacciagallina? o si burlava della gioventù di quei compagni là?

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