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Europäisches Pirandello Zentrum e.V presenta

Pirandello in un mondo globalizzato.

Nuovi approcci nel contesto dei “cultural turns”

Ciclo di convegni internazionali per il 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello
Philadelphia, Salonicco, Anzio, Zurigo, Lovanio, Roma, Johannesburg, New York, Dublino, Monaco di Baviera / Vienna, Palermo, Agrigento

L’ambizione di questo ciclo di conferenze ed eventi è quella di tirare le somme sullo stato dell’arte della ricerca sull’opera pirandelliana e di ciò che intorno ad essa è avvenuto negli ultimi 50 anni, cercare di fare il punto della situazione al di là dell’anniversario caduto nel 1967, che diede a suo tempo un notevole impulso alla ricerca e non solo. Lo sforzo collettivo dei partecipanti dovrebbe essere quello di porre attenzione particolarmente ad una sensibilità nuova che gli studi culturali hanno contribuito a introdurre nel mondo della letteratura e delle arti. Accettando gli stimoli pervenutici dall’area degli studi culturali proponiamo una mappatura di ciò che l’opera pirandelliana rappresenta oggi, indagando su quegli aspetti che ne valorizzino l’attualità. Attraverso una ricognizione attenta sugli sviluppi critici passati e recenti si dovrebbe giungere a mettere in rilievo sopratutto quegli aspetti dell’opera di Luigi Pirandello, che più degli altri, sono utili mezzi per analizzarne la contemporaneità. A tal proposito si potrebbe partire da un invito a considerare l’opera pirandelliana come spazio di negoziazione culturale, un terzo spazio attraverso cui guardare al mondo contemporaneo e alla cultura occidentale.

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Come leggere Pirandello (anche senza capirlo)

di Luigi Lunari

Come leggere Pirandello. Taccuino di Bonn. manoscritto autografo

…..ecco una riflessione un po’ più inedita sul “come leggere Pirandello“. Riflessione nata da una precisa esperienza pratica, e che si sostanzia in una pratica “istruzione per l’uso”: quella – appunto – di come leggere un qualsiasi testo teatrale del grande autore siciliano ed europeo. Ora, al problema sul come leggere un autore, sono sempre più tentato, con il passare degli anni, o di non rispondere, o di rispondere con insignificanti tautologie quali “da sinistra a destra, dall’alto al basso, dalla prima pagina all’ultima”. Per Pirandello, tuttavia, un problema particolare esiste: e nasce dal fatto che la pagina pirandelliana riproduce con assoluta verosimiglianza il parlare quotidiano, con tutte le sue ripetizioni, i suoi intercalari, le sue sospensioni, le sue riprese, la sua originalissima punteggiatura… Una pagina del tutto diversa dalla “bella pagina” tradizionale, con  tutte le sue componenti ben ordinate e ben legate tra loro, come un tema in classe o il fervorino di un politico.

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Come tu mi vuoi – Dramma in tre atti – 1930

Come tu mi vuoi - Andrea Jonasson - 1987/88 Piccolo teatro di Milano

 È una commedia in tre atti, di cui s’ignora l’epoca della stesura, rappresentata la prima volta a Milano il 18 febbraio 1930.

        Ispirata a una celebre vicenda giudiziaria, quella del famoso caso Canella-Bruneri che ha tenuto gli animi sospesi sulla vera identità della persona alla quale i due nomi erano attribuiti da opposti schieramenti, senza una convincente soluzione, la commedia trasferisce la problematica sull’identità di un personaggio femminile (Pirandello pensava all’interpretazione che ne avrebbe dato Marta Abba, cui la commedia è dedicata) contesa tra l’amante Cari Salter col quale vive a Berlino, e Bruno Pieri che ritrova in essa, Lucia, la sua moglie scomparsa. Nel testo la protagonista è chiamata l’Ignota: ballerina a Berlino nel dopoguerra fa vita notturna frequentando giovani gaudenti e si trova in casa insidiata dal vecchio scrittore Salter e anche dalla figlia di lui, ragazza ambigua e viziata. E una rapida ed efficace immagine della Ber­lino sconfitta che cerca di dimenticare la grande delusione subita.

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Il giuoco delle parti – Commedia in tre atti – 1918

Il giuoco delle parti - 1976 - Romolo Valli, Anita Bartolucci, Gabriele Tozzi

        Commedia in tre atti tratta dalla novella Quando si è capito il giuoco del 1913. La stesura risale al luglio-settembre 1918. Fu messa in scena per la prima volta da Ruggero Ruggeri e Vera Vergani al Teatro Quirino di Roma, il 16 dicembre 1918. Fu pubblicata su la Nuova Antologia nel 1919 e nello stesso anno dai Fratelli Treves a Milano.
Il protagonista è Leone Gala, che dall’alto della sua superiorità intellettuale, alimentata da un costante abito filosofico, osserva con insistita ironia i comportamenti della moglie, Silia (capricciosa e tormentata, che ha in odio il raziocinante eloquio del marito) e l’acquiescenza dell’amante di lei Guido Venanzi, personaggio piuttosto insignificante, dominato dagli altri due. Il classico triangolo amoroso è tutto percorso dalla problematica pirandelliana che interiorizza i personaggi e li rende spettatori consapevoli del giuoco della vita, capovolge le situazioni e inverte le parti, distende sulla sofferenza un velo d’umorismo che invece di nasconderla la esaspera e la mette in evidenza.
L’arte dell’autore di creare una situazione di singolari equilibri (Leone marito ufficiale che visita solo mezz’ora al giorno la moglie e se ne sente filosoficamente distaccato, che le permette di avere un amante sfidando le convenzioni borghesi) per poi demolirla facendone cadere le macerie su tutti i personaggi; il «verbalismo filosofico» di cui Gramsci accusava Pirandello in questa commedia (Avanti!, 6 febbraio 1919) appaiono come vani, tragici tentativi di porre argini e contrasto dei sentimenti che in fine straripano e inchiodano ciascun personaggio alla propria infelicità.

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L’innesto – Commedia in tre atti – 1919

Compagnia Teatrale "Volti dal Kaos" - 2014

        È una commedia in tre atti. Se ne fa risalire la stesura al settembre-ottobre 1917. Fu rappresentata per la prima volta da Virgilio Talli al teatro Manzoni di Milano il 29 gennaio del 1919, protagonista Maria Melato; nel 1922 fu pubblicata dai Fratelli Treves. Deriva dalle novelle Scialle nero, dell’omonima raccolta, e L’altro figlio della raccolta In silenzio.

        Tutta la problematica della commedia, che si svolge a Roma e a Monteporzio, si concentra intorno alla violenza subita da Laura, a opera di un bruto, con un’approfondita analisi dei sentimenti e delle reazioni che il fatto orribile ha suscitato nell’animo della donna e di suo marito Giorgio.

        Silvio D’Amico ne L’idea Nazionale, Roma 23 maggio 1919, ci conforta su questo giudizio: «In realtà (Pirandello) questa volta ci ha dato un vero dramma; dove, pur rimanendo nella sua acre casistica prediletta, ogni com­piacenza di deformazioni grottescamente spasmodiche è stata abbandonata, il dolore è dolore e vien presentato come tale, superato e vinto soltanto da un atto d’amore…».

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Premio Nobel a Luigi Pirandello – 10 dicembre 1934

Premio Nobel a Luigi Pirandello il 10 dicembre 1934 - Festeggiamenti

           Il 9 novembre 1934 Luigi Pirandello ricevette a Roma il telegramma con cui Per Hallström, segretario permanente dell’Accademia di Svezia, gli comunicava l’avvenuta assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.
La sua casa di via Antonio Bosio, una traversa della Nomentana, fu invasa quello stesso giorno, racconta Gaspare Giudice nella sua bella biografia, da giornalisti e fotografi, e lo scrittore dovette adattarsi a mettersi in posa curvo sulla macchina da scrivere dove batté su un foglio una sola ripetuta esclamazione: «pagliacciate! pagliacciate!…» (Giudice 1963, p. 531).
Era un modo tipicamente pirandelliano di irridere a se stesso e al rituale delle interviste, a cui peraltro spesso consentiva o doveva consentire, come è ovvio Quando si è qualcuno.

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Pirandello in uno stabilimento balneare a Viareggio, 1930.

Tutto in edizione integrale, con riassunti, commenti, articoli.

Pirandello Web – Sezioni

L’esclusa 

1901 - L'esclusa            L’esclusa è il primo romanzo di Pirandello. Segna il cambio di strada. Sino ad allora è stato un poeta faticoso, un filologo romanzo laureatosi a Bonn con una tesi sul dialetto di Girgenti, un traduttore dal tedesco, un intellettuale in cerca. Ma insomma, anche per lui, è il romanzo la prova del nove della sua nobiltà. Capuana i libri non solo li scrive, ma anche li fa scrivere agli altri, sospinge il conterraneo; e Pirandello si mette in pista, a caccia del Graal. Lo fa a Monte Cavo, nell’estate del 1893, se vogliamo dare retta a una nota che chiude l’edizione definitiva, quella Bemporad del 1927.
L’argomento è quello, più o meno, della verghiana Cavalleria rusticana. Un dramma di corna. E difatti anche nell’Esclusa c’è il duello, sia pure non direttamente sceneggiato. Solo che qui il livello sociale ed economico è più elevato, i duellanti sono non contadini, ma agiati proprietari e borghesi. Questo fa la differenza. L’altra differenza è che a Catania fanno a coltellate per libidine e adulterio rischioso e consumato, nella Girgenti di Pirandello il movente di tutta la tragedia sono non le corna, ma l’ossessione delle corna.

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Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poiché abbiamo in noi, senza sapere né come né perché né da chi la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.
Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è.
(Dalla lettera autobiografica inviata a Filippo Sùrico direttore del periodico romano Le Lettere e pubblicata sul nel numero del 15 ottobre 1924)


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