Luigi Pirandello

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In evidenza

Marta Abba e il suo nume.

Marta Abba

A distanza di tanti anni, fa ancora discutere gli studiosi, i critici letterari e gli appassionati di cultura, in genere, il sodalizio fra Luigi Pirandello e Marta Abba; legame non soltanto artistico, ma anche umano vista l’intensità dell’amicizia durata dal 1925 fino alla morte del grande scrittore avvenuta, com’è, noto il 10 dicembre del 1936. Ma chi era, è lecito chiedersi, Marta Abba? Nata a Milano il 25 giugno del 1900, quindici anni dopo era già iscritta all’Accademia dei filodrammatici della sua città uscendone passato un triennio .

Dopo varie esperienze in diverse scuole di recitazione,  debuttò, nel 1923, come interprete professionista con la compagnia di Ettore Paladini, direttore del Teatro del Popolo di Milano, mietendo la prima affermazione, l’anno successivo, con l’interpretazione del ‘Gabbiano’ di Anton Cecov; solo nel 1925, conosciuto Pirandello, entrò a far parte, in qualità di prima attrice, della compagnia ‘Teatro d’arte’ – creata dal drammaturgo siciliano – operante, allora, al Teatro Odelcaschi di Roma.

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Europäisches Pirandello Zentrum e.V presenta

Pirandello in un mondo globalizzato.

Nuovi approcci nel contesto dei “cultural turns”

Ciclo di convegni internazionali per il 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello
Philadelphia, Salonicco, Anzio, Zurigo, Lovanio, Roma, Johannesburg, New York, Dublino, Monaco di Baviera / Vienna, Palermo, Agrigento

L’ambizione di questo ciclo di conferenze ed eventi è quella di tirare le somme sullo stato dell’arte della ricerca sull’opera pirandelliana e di ciò che intorno ad essa è avvenuto negli ultimi 50 anni, cercare di fare il punto della situazione al di là dell’anniversario caduto nel 1967, che diede a suo tempo un notevole impulso alla ricerca e non solo. Lo sforzo collettivo dei partecipanti dovrebbe essere quello di porre attenzione particolarmente ad una sensibilità nuova che gli studi culturali hanno contribuito a introdurre nel mondo della letteratura e delle arti. Accettando gli stimoli pervenutici dall’area degli studi culturali proponiamo una mappatura di ciò che l’opera pirandelliana rappresenta oggi, indagando su quegli aspetti che ne valorizzino l’attualità. Attraverso una ricognizione attenta sugli sviluppi critici passati e recenti si dovrebbe giungere a mettere in rilievo sopratutto quegli aspetti dell’opera di Luigi Pirandello, che più degli altri, sono utili mezzi per analizzarne la contemporaneità. A tal proposito si potrebbe partire da un invito a considerare l’opera pirandelliana come spazio di negoziazione culturale, un terzo spazio attraverso cui guardare al mondo contemporaneo e alla cultura occidentale.

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Come leggere Pirandello (anche senza capirlo)

di Luigi Lunari

Come leggere Pirandello. Taccuino di Bonn. manoscritto autografo

…..ecco una riflessione un po’ più inedita sul “come leggere Pirandello“. Riflessione nata da una precisa esperienza pratica, e che si sostanzia in una pratica “istruzione per l’uso”: quella – appunto – di come leggere un qualsiasi testo teatrale del grande autore siciliano ed europeo. Ora, al problema sul come leggere un autore, sono sempre più tentato, con il passare degli anni, o di non rispondere, o di rispondere con insignificanti tautologie quali “da sinistra a destra, dall’alto al basso, dalla prima pagina all’ultima”. Per Pirandello, tuttavia, un problema particolare esiste: e nasce dal fatto che la pagina pirandelliana riproduce con assoluta verosimiglianza il parlare quotidiano, con tutte le sue ripetizioni, i suoi intercalari, le sue sospensioni, le sue riprese, la sua originalissima punteggiatura… Una pagina del tutto diversa dalla “bella pagina” tradizionale, con  tutte le sue componenti ben ordinate e ben legate tra loro, come un tema in classe o il fervorino di un politico.

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Come tu mi vuoi – Dramma in tre atti – 1930

Come tu mi vuoi - Andrea Jonasson - 1987/88 Piccolo teatro di Milano

 È una commedia in tre atti, di cui s’ignora l’epoca della stesura, rappresentata la prima volta a Milano il 18 febbraio 1930.

        Ispirata a una celebre vicenda giudiziaria, quella del famoso caso Canella-Bruneri che ha tenuto gli animi sospesi sulla vera identità della persona alla quale i due nomi erano attribuiti da opposti schieramenti, senza una convincente soluzione, la commedia trasferisce la problematica sull’identità di un personaggio femminile (Pirandello pensava all’interpretazione che ne avrebbe dato Marta Abba, cui la commedia è dedicata) contesa tra l’amante Cari Salter col quale vive a Berlino, e Bruno Pieri che ritrova in essa, Lucia, la sua moglie scomparsa. Nel testo la protagonista è chiamata l’Ignota: ballerina a Berlino nel dopoguerra fa vita notturna frequentando giovani gaudenti e si trova in casa insidiata dal vecchio scrittore Salter e anche dalla figlia di lui, ragazza ambigua e viziata. E una rapida ed efficace immagine della Ber­lino sconfitta che cerca di dimenticare la grande delusione subita.

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Pirandello in uno stabilimento balneare a Viareggio, 1930.

Tutto in edizione integrale, con riassunti, commenti, articoli.

Pirandello Web – Sezioni

L’esclusa 

1901 - L'esclusa            L’esclusa è il primo romanzo di Pirandello. Segna il cambio di strada. Sino ad allora è stato un poeta faticoso, un filologo romanzo laureatosi a Bonn con una tesi sul dialetto di Girgenti, un traduttore dal tedesco, un intellettuale in cerca. Ma insomma, anche per lui, è il romanzo la prova del nove della sua nobiltà. Capuana i libri non solo li scrive, ma anche li fa scrivere agli altri, sospinge il conterraneo; e Pirandello si mette in pista, a caccia del Graal. Lo fa a Monte Cavo, nell’estate del 1893, se vogliamo dare retta a una nota che chiude l’edizione definitiva, quella Bemporad del 1927.
L’argomento è quello, più o meno, della verghiana Cavalleria rusticana. Un dramma di corna. E difatti anche nell’Esclusa c’è il duello, sia pure non direttamente sceneggiato. Solo che qui il livello sociale ed economico è più elevato, i duellanti sono non contadini, ma agiati proprietari e borghesi. Questo fa la differenza. L’altra differenza è che a Catania fanno a coltellate per libidine e adulterio rischioso e consumato, nella Girgenti di Pirandello il movente di tutta la tragedia sono non le corna, ma l’ossessione delle corna.

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Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poiché abbiamo in noi, senza sapere né come né perché né da chi la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.
Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è.
(Dalla lettera autobiografica inviata a Filippo Sùrico direttore del periodico romano Le Lettere e pubblicata sul nel numero del 15 ottobre 1924)


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