Video – VIRTUALMENTE PIRANDELLO – Questa sera si recita a soggetto

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Un’inedita regia del dramma pirandelliano espressamente elaborata per la piattaforma digitale Zoom. Lo spettacolo ha debuttato in diretta venerdì 12 febbraio 2021, con repliche sabato 13 e domenica 14 febbraio 2021. Le visualizzazioni totali sono state circa 800.
VIRTUALMENTE PIRANDELLO (ovvero il teatro ai tempi del coronavirus)
La piazza virtuale su cui s’affacciano le celle (o finestre) dei partecipanti a una riunione Zoom, è un luogo di incontro sostanzialmente neutrale: la realtà è dietro le spalle di ciascun utente, mentre la piattaforma, benché virtuale, non si connota come un luogo totalmente posticcio, come può essere invece quello di un gioco virtuale dove gli utenti si collegano ad un mondo altro, ma piuttosto come uno spazio simbolico. Questa caratteristica ha stimolato e consentito il progetto Virtualmente Pirandello – che comprende l’adattamento e la regia dei tre drammi della trilogia del teatro nel teatro: Ciascuno a suo modo; Sei personaggi in cerca d’autore; Questa sera si recita a soggetto – giacché, potendo sfruttare la piattaforma sia come finestra sul reale, sia come spazio scenico, si è potuta onorare la tematica dominante della trilogia pirandelliana, ovvero il rapporto tra realtà e finzione. Attraverso l’azione degli attori, infatti, Pirandello evidenzia quanto fittizio sia il reale – componendosi esso dal gioco delle parti al quale ciascun individuo è chiamato dal ruolo sociale che investe – e quanto reale invece sia la finzione, resa evidente (e quindi reale) dai personaggi. In Questa sera si recita a soggetto, gli attori, a motivo della “recita a soggetto” e spinti dall’intensità drammatica della novella che devono rappresentare, vengono progressivamente sedotti dalla sincerità emotiva della finzione drammatica, preferendo infine questa all’inconsistenza del ruolo che ciascuno di essi interpreta nella vita.

video VIRTUALMENTE

Ringraziamo Emanuele Scopigno per la segnalazione nel Gruppo Facebook
e per averci concesso di pubblicare questo contributo nel nostro sito.

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Il video

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La locandina

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       Come i Sei personaggi in cerca d’autore hanno per oggetto i contrasti fra Personaggi ed Attori e Ciascuno a suo modo i rapporti tra Spettatori ed Attori, la terza commedia della Trilogia del teatro nel teatro rappresenta i contrasti fra Attori e Regista, con il coinvolgimento del pubblico.

       La ragione del contendere tra attori e regista è nella maniera in cui deve essere rappresentata la novella di Pirandello Leonora, addio! (fa parte della raccolta Il viaggio di Novelle per un anno) messa in scena come spettacolo a soggetto, e cioè senza copione prestabilito. Il regista Hinkfuss traduce la novella in quadri e scene di smaccato gusto spettacolare, tutto esteriore, che smorza i sentimenti facendo perdere al testo, che ha per tema una passione travolgente come la gelosia, tutto il suo intimo vigore.

Da parte loro gli Attori rifiutano di assoggettarsi a lui che fa di essi personaggi quasi senza anima, in balia del regista e reclamano il primato della spontaneità, della passione e del talento individuale sul freddo giuoco scenico e la necessità di un testo scritto da seguire. Il contrasto si arricchisce di trovate ad effetto e sviluppa una fitta polemica sulla regia del Novecento in cui sono i semi di un profondo rinnovamento. Il dramma può procedere solo quando gli attori possono recitare liberamente, facendosi interpreti appassionati della drammatica trama.

       La gelosia di Nico Verri per la moglie Mommina, di cui non riesce a dimenticare un passato piuttosto scabroso, esplode violenta, nel vano tentativo di cancellare quel passato, chiudendola in casa, impedendole di truccarsi e addirittura di pettinarsi. Nella povera Mommina perseguitata tornano i dolci ricordi della giovinezza, quando una delle sorelle giunge in paese per recitare Il Trovatore. Mommina nell’opera riconosce la favola della sua giovinezza e racconta le due storie alle bambine; mentre sta cantando «Leonora, addio» cade a terra morta. La partecipazione dell’attrice che impersona Mommina è talmente intensa e violenta che ne rimane tramortita, sopraffatta dalla sua interpretazione. Il regista si precipita a dire che l’inatteso colpo di scena dimostra giusta la sua concezione dello spettacolo soltanto spettacolare.

       La pietà di Pirandello che raggiunge uno dei punti più alti si va disperdendo nell’insistente vociare degli attori e del pubblico, anch’esso ammesso alla recita, lungo lo sviluppo della commedia sul palcoscenico, in sala, nel loggione. Ma l’impressione di questa identificazione dell’attrice col personaggio non si cancella e fa da contrappunto alla freddezza del regista, ponendo peraltro in evidenza che non può esistere teatro senza un copione scritto, al quale gli attori devono fare riferimento.

       La novella Leonora, addio!, utilizzata come argomento della recita a soggetto, risale al 1910. La stesura della commedia si fa risalire alla fine del 1928 – inizio 1929. La prima rappresentazione ebbe luogo a Königsberg il 25 gennaio 1930; poi a Torino il 14 aprile dello stesso anno.

 

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