Sogno di Natale – Audiolibro – Legge Valter Zanardi

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Legge Valter Zanardi

Prima pubblicazione: La Riviera ligure, n. 42, ottobre 1902,
poi in Bianche e nere, Renzo Streglio e C. Editori, Torino, 1904.

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             Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che pro­vavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si do­vesse in quel punto svolgere in essi.

             Era festa dovunque; in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; in­nanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi tratte­nevo un poco in ognuna, poi auguravo: – Buon Natale – e sparivo…

             Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli an­dava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio in­tenso, in preda a una tristezza infinita.

             Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’imagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

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