21. Esame

Esame

“Poesie sparse” (1890/1933)

21. Esame

Da Roma letteraria, anno IV, n. 16, 25 agosto 1896 con l’indicazione: Labirinto, Libro I. Tarlo antico.

Forse perché lo guardo da una faccia
che piange; n’ha poi tante, e non è brutto
né bello, per se stesso: è il mondo, e tutto
dipende da qual parte ognun si faccia

a contemplarlo. È ver che a me giammai
non rise; ma vi son pur tanti, ai quali
ride spesso e nasconde i propri mali.
Io con l’occhio malevolo il guardai

sempre, da che son nato. Or ne la vista
delle cose vorrei dimenticare
me stesso, il pensier mio; vorrei lavare
d’ogni memoria in lei l’anima trista.

Del proprio sogno uscir non è concesso.
Chi l’ombre al sogno appresta? Ognuno sotto
un vario inganno aggirasi: io vi lotto
contro i fantasmi miei, contro me stesso.


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