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1908 – Arte e scienza


⏱ Tempo di lettura: 6 min

Arte e scienza di Luigi Pirandello con la copertina della prima edizione del 1908 in uno studio che richiama il rapporto tra creazione artistica e ricerca scientifica
Immagine ispirata ad Arte e scienza di Luigi Pirandello, con la copertina della prima edizione del 1908 inserita in un contesto che richiama il dialogo tra riflessione artistica e osservazione scientifica. Ricostruzione evocativa, non fotografia storica. Elaborazione grafica di PirandelloWeb.
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Nel primo Novecento Pirandello non fu soltanto narratore e drammaturgo, ma anche pensatore attento ai rapporti tra arte, conoscenza e scienza. Arte e scienza, pubblicato nel 1908, è uno dei testi teorici più significativi di questa riflessione e mette in discussione ogni tentativo di ridurre la creazione artistica a formule, classificazioni o meccanismi astratti.

▶ Indice Saggi e Discorsi

Struttura dell’opera
▶ 1908 – Arte e scienzaNel primo Novecento Pirandello non fu soltanto narratore e drammaturgo, ma anche pensatore attento ai rapporti tra arte, conoscenza e scienza. Arte e scienza, pubblicato...
▶ Capitolo 1 – Arte e scienzaNel primo capitolo di Arte e scienza, Pirandello affronta il rapporto tra creazione artistica e conoscenza scientifica, criticando tanto gli eccessi del determinismo positivista quanto...
▶ Capitolo 2 – Un critico fantasticoNel secondo capitolo di Arte e scienza, Pirandello prende di mira l’imitazione e le mode letterarie attraverso la metafora degli «occhiali altrui», per poi dedicare...
▶ Capitolo 3 – Illustratori, attori e traduttoriNel terzo capitolo di Arte e scienza, Pirandello analizza illustratori, attori e traduttori come interpreti di un’opera già compiuta. Ogni passaggio da un linguaggio artistico...
▶ Capitolo 4 – Per uno studio sul verso di DanteNel quarto capitolo di Arte e scienza, Pirandello prende il verso di Dante come banco di prova della propria estetica: ritmo, allitterazione e armonia non...
▶ Capitolo 5 – PoscrittaNel quinto capitolo di Arte e scienza, la Poscritta, Pirandello riprende con tono apertamente polemico la discussione con Federico Garlanda sul verso di Dante. Tra...
▶ Capitolo 6 – Soggettivismo e oggettivismo nell’arte narrativaNel sesto capitolo di Arte e scienza, Pirandello affronta il contrasto tra soggettivismo e oggettivismo nell’arte narrativa, respingendo formule, metodi e scuole prestabilite. L’opera autentica...
▶ Capitolo 7 – Per l’ordinanza di un SindacoNel settimo capitolo di Arte e scienza, Pirandello prende spunto dall’ordinanza del sindaco di Roma che impone l’uso della lingua italiana nelle insegne commerciali. Ne...
▶ Capitolo 8 – I sonetti di Cecco AngiolieriNell’ottavo capitolo di Arte e scienza, Pirandello torna sui sonetti di Cecco Angiolieri per confutare l’interpretazione che ne faceva un poeta umorista. Attraverso un’ampia analisi...
▶ Capitolo 9 – APPENDICE (Per la ragione estetica della parola)Nell’appendice conclusiva di Arte e scienza, Pirandello concentra la propria riflessione sulla parola, sulla lingua e sullo stile. Confrontandosi ancora con Benedetto Croce e con...

Arte e scienza: un confine che non si lascia ridurre

Entrare in Arte e scienza significa entrare in uno dei luoghi più polemici e insieme più rivelatori del pensiero pirandelliano. Il problema non riguarda soltanto il rapporto fra due ambiti del sapere: riguarda il modo stesso in cui l’uomo tenta di conoscere, ordinare e spiegare la realtà.

Pubblicato nel 1908, nello stesso anno della prima edizione de L’Umorismo, il volume raccoglie scritti diversi per origine e argomento ma uniti da un nucleo comune: il rifiuto di ogni spiegazione dell’arte che pretenda di ridurre il fenomeno creativo a una legge generale, a una causa unica o a una formula astratta.

Pirandello si confronta con la psicologia, la fisiologia, l’estetica, la critica letteraria e le teorie positivistiche del suo tempo. Non respinge la scienza in quanto tale. Respinge piuttosto la pretesa di applicarne meccanicamente i metodi a un fenomeno, quello artistico, che vive dell’individuale, della varietà e di rapporti interiori continuamente mutevoli.

Arte, scienza e conoscenza

La scienza tende per sua natura a classificare, astrarre e ricondurre fenomeni diversi a principi generali. L’opera d’arte, invece, nasce come realtà individuale e irripetibile. Per comprenderla non basta individuarne le condizioni biologiche, psicologiche o sociali: occorre cogliere il modo particolare in cui quelle condizioni vengono trasformate dall’attività creatrice dell’artista.

È proprio contro gli eccessi della critica antropologica e fisiologica che Pirandello indirizza alcune delle pagine più polemiche del volume. Un’opera non può essere giudicata come il sintomo di una patologia, né la genialità può essere spiegata identificandola con una forma di degenerazione. L’artista non subisce semplicemente la molteplicità delle idee che vivono in lui: è capace di organizzarle in una nuova unità attraverso la creazione.

Questa posizione permette a Pirandello di utilizzare le acquisizioni della psicologia contemporanea senza accettarne una lettura deterministica. Gli studi sulla pluralità della personalità possono aiutare a comprendere la complessità dell’uomo e dell’artista; non possono però trasformarsi in una formula capace di produrre o spiegare interamente l’opera d’arte.

La polemica con Benedetto Croce

Un interlocutore fondamentale è Benedetto Croce. Pirandello contesta la separazione troppo netta fra le diverse attività dello spirito e, in particolare, l’idea di un’arte ridotta a pura intuizione o espressione indipendente dalle altre funzioni della coscienza.

Per Pirandello sentimento, intelletto, volontà, memoria e riflessione non vivono in compartimenti isolati. Nell’esperienza concreta agiscono continuamente gli uni sugli altri. Separarli può essere utile come procedimento astratto, ma diventa pericoloso quando quella separazione viene trasformata nella descrizione della realtà effettiva della creazione artistica.

L’arte nasce infatti dall’intera attività dello spirito. Non è puro sentimento contrapposto al pensiero, né semplice conoscenza intuitiva posta su un gradino diverso dalla conoscenza concettuale. È un processo vivo, nel quale le diverse facoltà collaborano e si trasformano reciprocamente.

L’individuo contro lo schema

Da questa concezione deriva uno dei temi destinati a diventare fondamentali in tutta l’opera pirandelliana: la diffidenza verso ogni schema che pretenda di fissare definitivamente ciò che vive.

Le categorie scientifiche, estetiche e critiche hanno una loro utilità, ma rischiano sempre di sostituire alla realtà un modello della realtà. Lo stesso accade quando la critica giudica un autore soltanto attraverso una scuola, una corrente, una patologia o un sistema filosofico: il singolo viene sacrificato alla categoria che dovrebbe spiegarlo.

Per Pirandello, invece, l’opera nasce proprio là dove l’individualità non può essere sostituita da una formula. Il vero dell’arte non coincide necessariamente con il vero ordinario o scientificamente verificabile: la fantasia possiede una propria coerenza e può sacrificare la logica comune quando lo richiede una superiore necessità artistica.

Un laboratorio della poetica pirandelliana

Le nove sezioni del volume ampliano progressivamente questa riflessione. Accanto al saggio iniziale compaiono interventi sulla critica, sull’imitazione, sul rapporto tra opera e interprete, sul verso di Dante, sulla narrativa, sulla lingua e sulla tradizione letteraria italiana.

Un critico fantastico affronta il problema dell’imitazione e della mancanza di uno sguardo personale; Illustratori, attori e traduttori indaga il rapporto delicato fra l’opera originaria e chi è chiamato a interpretarla o trasformarla; gli scritti successivi estendono il discorso alla poesia, alla narrativa e alle ragioni estetiche della parola. La raccolta non è quindi un trattato unitario nel senso tradizionale, ma un laboratorio nel quale Pirandello mette alla prova la propria idea dell’arte da prospettive differenti.

Molti temi che diventeranno familiari nel Pirandello narratore e drammaturgo sono già riconoscibili: la molteplicità dell’io, l’opposizione tra vita e forma, la relatività dei punti di vista, l’insufficienza delle classificazioni e il carattere inevitabilmente individuale di ogni esperienza.

Letto accanto a L’Umorismo, Arte e scienza permette così di osservare la formazione di una poetica che non separa astrattamente sentimento e riflessione, immaginazione e intelletto, ma cerca di comprendere l’opera d’arte come organismo vivo e irripetibile.

Sinossi critica

Arte e scienza, composto tra il 1906 e il 1908, rappresenta uno dei nuclei teorici fondamentali della riflessione estetica di Luigi Pirandello e anticipa temi che continueranno a svilupparsi nelle opere successive.

Un punto importante riguarda l’instabilità della personalità individuale. Pirandello si confronta con gli studi dello psicologo francese Alfred Binet e, in particolare, con le ricerche sulle alterazioni della personalità, dalle quali emerge l’idea di un io non rigidamente unitario ma composto da stati di coscienza molteplici e modificabili.

Queste acquisizioni diventano per Pirandello uno stimolo per interrogarsi sul fenomeno della creazione artistica e contribuiscono allo sviluppo di temi quali la molteplicità dell’identità, lo sdoppiamento e la dissociazione dell’individuo.

Il saggio segna inoltre la distanza di Pirandello dall’estetica di Benedetto Croce. Lo scrittore contesta la separazione rigida delle attività dello spirito e insiste invece sul loro legame continuo e reciproco, rivendicando la complessità del processo artistico.

Sinossi a cura di Daniela Di Lisio – da Liber Liber

Apparato editoriale

Prima edizione: W. Modes Libraio–Editore, Roma, 1908.

Approfondimenti nel sito
Un approfondimento sul rapporto fra creazione artistica, conoscenza scientifica e critica del meccanicismo nel pensiero estetico di Pirandello.
Il grande saggio teorico pubblicato anch’esso nel 1908, fondamentale per comprendere la riflessione pirandelliana su arte, coscienza e rappresentazione.

▶ Indice Saggi e Discorsi

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