Lumie di Sicilia – 2016

Produzione, Vertigo
Micuzzo, un piccolo proprietario terriero mantiene agli studi di canto la sua amata Teresina. Ormai famosa e ricca e lasciato il paese per la città, mantiene i rapporti epistolari con Micuzzo attraverso le lettere che sua madre scrive al suo posto poiché lei impegnata nell’arte… Micuzzo dopo una malattia grave, riceve un aiuto economico da Teresina, allora lui orgoglioso, parte per restituire i denari avuti. Giunge in casa di Teresina e troverà una realtà che non si aspettava davvero…
Una regia innovativa di Francesca Malara, insegnante assistente di Roberto Alonge (fondatore del DAMS di Torino) Che attraverso uno “sfilettamento” del testo ne coglie gli aspetti più reconditi e profondi.

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Rappresentata al Teatro Vertigo di Livorno nel febbraio 2016 per la regia di Francesca Malara. Riprese video e montaggio multicam di Roberto Mariotti.

Lumie di Sicilia - Video 2016

È stata definita da Pirandello «commedia campestre in tre atti». Deriva dal capitolo IV del romanzo II fu Mattia Pascal (1904) e dalla novella La mosca, che apre l’omonima raccolta di Novelle per un anno. Se ne fa risalire la stesura in dialetto agrigentino all’agosto-settembre 1916. La trascrizione in italiano, a opera dello stesso Pirandello, fu pubblicata da Bemporad, Firenze, nel 1928. L’edizione in dialetto fu rappresentata dalla Compagnia Angelo Musco, al Teatro Argentina di Roma, il 4 novembre 1916. L’edizione in lingua italiana fu rappresentata soltanto l’8 giugno 1942 dalla Compagnia Tofano-Rissone-De Sica, al Teatro Nuovo di Milano.

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