La mano del malato povero – Audiolibro – Legge Valter Zanardi

La mano del malato povero audiolibro

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Legge Valter Zanardi

Prima pubblicazione: E domani, lunedì, Treves, Milano 1917; composta probabilmente nel 1915.

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            Una volta sola? Ci sarò stato almeno tre volte! Tre? Cinque… non so. Perché vi fa tanta impressione l’ospedale?

             Non ho casa. Non ho nessuno.

             E poi, scusate, spendere denaro, ad averne, per un piacere (lasciamo che io non lo farei mai, perché i piaceri miei non li compro a denari) ma via, potrei ammetterlo. Non ammetto dopo il malanno, dopo le sofferenze d’una malattia, per giunta pagar le medicine, il medico. Del resto, non ne ho mai avuti per prendermi i così detti piaceri della vita, come li intendono gli altri: dunque, diritto d’aver gratis la cura dei malanni che mi dà.

             Parecchi, credo; anzi, senza dubbio. Sono la tessera d’entrata: senza, non m’avrebbero ricevuto. E devo anche averli buoni, a quanto sembra: intendo, non passeggeri: qua, non so, al cuore; al fegato, ai reni, non so. Dicono che ho guasto tutto l’organismo. Sarà vero; ma non me n’importa, perché dopo tutto, se mai – dico, se questo fosse vero – non sarebbe un gran guajo. Il vero guajo è un altro.

             –   Quale?

             Eh, voi, cari amici, volete saper troppo! Al contrario di me che non voglio saper mai nulla. Se debbo dirvelo io, qual è il vero guajo, è segno che voi non l’avvertite. E allora perché dovrei dirvelo io?

             Ai medici che m’hanno avuto in cura io non ho mai chiesto di che male fosse afflitto il mio corpo. So che questo povero asino che mi porta l’ho fatto trottar troppo, e per certe vie che non sarebbe mai venuto in mente a nessuno d’infilare.

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