Videoteca – L’altro figlio – 2017

Settembre 2017- Teatro Barbarigo – Padova
Compagnia “Gli Inesistenti”
con:
Massimiliana Bettiol (Maragrazia), Anisa Santone (Ninfarosa), Salvatore Alongi (Rocco Trupia), Enrico Martino (Il Dottore), Mario Simonato (Jaco Spina), Sandra De Panfilis (Z’a Marassunta), Francesca Licastro (La Marinese), Robertina Bozza (Gnà Tuzza), Martina Gattu (Tinuzza e Gialluzza)

dal canale YouTube – Gli Inesistenti

FONTE Novella «L’altro figlio» (1923)
STESURA ?
PRIMA RAPPRESENTAZIONE 23 novembre 1923 – Roma, Teatro Nazionale, Compagnia Raffaello e Garibalda Niccòli (in vernacolo toscano, riduzione di Ferdinando Paolieri).

Approfondimenti nel sito:
Sezione Teatro – L’altro figlio
Sezione Novelle – L’altro figlio

L’atto unico, tratto dalla novella omonima (1902), fu rappresentato per la prima volta nel novembre del ’23 al Teatro Nazionale di Roma.

Ambientato in Sicilia ai primi del ’900, il dramma, che ha come disperato sottofondo storico l’emigrazione massiccia della povera gente del Sud, è basato sul tema della maternità, così caro a Pirandello. Una semplice popolana di una contrada siciliana, Maragrazia, soffre perché i suoi due figli, partiti per l’America e presumibilmente diventati ricchi, non si curano più di lei.

Maragrazia pateticamente tenta di richiamarli a sé promettendo loro la donazione di uno sconnesso casale. I figli, come è prevedibile, non tornano, mentre Maragrazia non vuole accettare le cure di un altro figlio che, invece, vive nello stesso paese. Non le vuole accettare, certo; quel figlio lei non l’ha desiderato, non l’ha voluto! E nato contro la sua volontà dalle violenze che è stata costretta a subire da parte di un brigante, un residuo di galera. Ora, anche se quel figlio si mostra affettuoso verso di lei, Maragrazia non può accoglierne l’affetto; e il figlio non desiderato, ma incolpevole e disposto a prendersi cura della madre, è violentemente rifiutato, mentre ancora ricercato è l’affetto degli altri due, voluti al momento della nascita, ma ora lontani, chiusi nel loro egoismo. Ma che ci può fare Maragrazia? Niente: «è il sangue che si ribella!».

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