Tournée – Enrico IV

Produzione MARCHE TEATRO

Adattamento e regia Carlo Cecchi

Enrico IV Carlo Cecchi
La Marchesa Matilde Spina Angelica Ippolito
sua figlia Frida Chiara Mancuso
Il Marchese Carlo Di Nolli Remo Stella
Il Barone Tito Belcredi Roberto Trifirò
Il Dottor Dionisio Genoni Gigio Morra
finti consiglieri segreti Vincenzo Ferrera, Davide Giordano, Edoardo Coen, Dario Caccuri

15/19 gennaio 2019 Genova Teatro Gustavo Modena
26 gennaio 2019 Jesi (AN) Teatro Pergolesi
27 gennaio 2019 Ortona (PE) Teatro Tosti
29 gennaio 2019 Corato (BA) Teatro Comunale
30-31 gennaio 2019 Taranto Teatro Fusco
1/3 febbraio 2019 Barletta Teatro Curci
5-6 febbraio 2019 Cremona Teatro Ponchielli
8/10 febbraio 2019 Pavia Teatro Fraschini
12/24 febbraio 2019 Roma Teatro Argentina
26 febbraio/3 marzo 2019 Napoli Teatro Mercadante
5 marzo 2019 Sassari Teatro Comunale
6/10 marzo 2019 Cagliari Teatro Massimo

Note di regia

«Si recita con Pirandello e anche contro Pirandello. Si prendono alla lettera la famosa formula “teatro nel teatro” e l’altrettanto famosa opposizione “finzione/realtà” e le si spingono oltre l’asfittico dibattito “vita/forma” verso un gioco di specchi in alcuni casi vertiginoso.
Si recita anche contro Pirandello, quando il contenuto e/o la forma della sua “tragedia” regrediscono ai luoghi comuni del teatro naturalistico della fine dell’Ottocento (per esempio: “la commozione cerebrale” come causa della pazzia del protagonista; o l’intero terzo atto che Pirandello precipita in un confuso e melenso melodramma con tanto di “catastrofe” finale).
Questo doppio gioco con l’autore e con la pièce – doppio gioco che prende Pirandello molto sul serio, e lo affronta criticamente –  conduce “la tragedia” a uno spettacolo il cui tema è il teatro, quello di oggi: specchio frantumato che riflette la vita della nostra epoca che è (citando Beaudelaire) “un deserto di noia” con “oasi d’orrore” che crescono e sempre più si moltiplicano nel mondo.
“Enrico IV” fu scritto per Ruggero Ruggeri, “grande attore” dei primi decenni del Novecento di stile liberty e di scuola dannunziana (pare che stesse recitando “Amleto” quando Pirandello pensò di scrivere per lui Enrico IV: un Amleto moderno!!!). Dopo di lui, tutti i “grandi attori” si sono “cimentati” con questo ruolo, fino agli ultimi superstiti. Esso è infatti un lungo, sterminato monologo, dove la funzione degli altri personaggi si riduce spesso a quella di dare la battuta al “grande attore” perché possa continuare il suo estenuante monologo. Ho ridotto drasticamente la parte di Enrico IV, dando in questo modo spessore drammatico agli altri personaggi, così da permettere un gioco di insieme.
La prima scena, quella dei consiglieri, immette immediatamente nel teatro: si tratta infatti di un provino che i tre fanno al nuovo arrivato; si gioca fra Pirandello e l’improvvisazione, entro dei limiti che non la conducano a quel teatro gratuito, arbitrario, delle cosiddette “attualizzazioni”. La scena dei Signori in visita è all’apparenza più “canonica” – ma “il canone” viene continuamente spiazzato da irruzioni metateatrali, che alla fine riducono “il canone” a una lunga citazione.
Il personaggio di Enrico IV riassume nella sua recitazione quella delle scene precedenti: “canone”, “citazioni”, “improvvisazione”, eccetera, esaltandoli e deridendoli nello stesso momento.»

Carlo Cecchi

 


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