37. Sogno eroico

Sogno eroico

“Poesie sparse” (1890/1933)


37. Sogno eroico

Da La Riviera Ligure, aprile 1909, n. 28.

Sopra una rozza gravida, deforme
lungo magro spelato il capitano

movea, seguito da accorrenti torme
d’eroi pensosi, per un verde piano.

Chi sul lanuto dosso saltellava
d’una pecora zoppa; chi su i fianchi

d’una vecchia asinella ancora brava;
gli eroi piú bassi e della corsa stanchi

venian dietro su cani che per via
avean raccolti, alla ventura spersi.

Su un orso quindi il rapsodo venia
con sotto il braccio un rotolo di versi.

A ora a ora il calvo capitano
volgea la testa all’infinita schiera,

e dagli occhi severi al piú lontano
saettava l’audacia sua guerriera.

Al fiero sguardo rispondeano tosto,
con belati e guaiti e ragli e gridi

bestie ed eroi, ciascuno al proprio posto,
pronti alla pugna ed al comando fidi.

Or a uno stormo di fanciulle erranti
pel verde piano s’abbattean gli eroi.

N’avean sorrisi, applausi festanti,
pioggia fitta di fior su i petti; poi

una fra loro, la piú bella, al duce
chiedea: – “Per chi si muove oggi a cimento?

Fa caldo: stian con noi!” – La guardò truce
l’eroe, serio ruggí: – Trieste e Trento! –


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