16. Esame

Esame

“Poesie sparse” (1890/1933)


16. Esame

Da Roma letteraria, anno III, n. 19, 1895 con l’indicazione: Labirinto, Lib. I. Tarlo antico.

Concreta, esprimi il tuo desio: che vuoi?
— Nulla! — E la pace tuttavia ti manca…
Perché pace non hai? — L’anima è stanca! —
Stanca di che? di che soffrir tu puoi?

Non della vita: tu non vivi — guardi
la vita, e indaghi: ecco il tuo mal! Bisogna
non indagar; ma oprar, vivere. Sogna
altri rimedî la tua mente? È tardi,

è tardi, e invano! Tu non guarirai.
Ama, lavora, se già cener tutto
il tuo cuore non è. Giú, giú nel flutto…
Perché a guardarlo dalla sponda stai?

Torbido è il flutto, è vero; e molti, oh molti
in esso si dibattono, e già stanno
per finir senz’ajuto; ahi, piú non hanno
lena, li vedi? Oh disperati volti!

Salva, se puoi, qualcuno! Ajuta! ajuta!
Cerchi uno scopo? Or questo sia lo scopo!
Cessa dal vano dimandare: — E dopo? —
Con lor perisci, e sia l’inchiesta muta…


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