17. Approdo

Approdo

“Poesie sparse” (1890/1933)


17. Approdo

Da Noi e il mondo, 1° gennaio 1914. Già pubblicato nella Critica diretta da Gino Monaldi, il 29 ottobre 1895.

E al fine, eccomi in porto. Ancor mi resta
negli occhi uno stupor truce, una truce
visione, il terror de la tempesta;
ma svaniran ne la tranquilla luce.
È certo, intanto, che son salvo, in porto.
Logorato, ma salvo. Arida sponda
e inamabile è questa; è vero: morto
però a lei mi potea trascinar l’onda.

Tutto il tesor che meco avea l’ha il mare.
E pur travolta giacque la persona
piú cara a me, né la potei salvare:
ombra mi seguirà che non perdona.

Ma vinsi la tempesta e in porto or sono;
so la fortuna del viaggio fosco.
signor di me, non fo di me piú dono,
e la mia fredda volontà conosco.


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