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Pirandello e l’umorismo – (Con audio lettura)


⏱ Tempo di lettura: 3 min

Pirandello e l’umorismo, una brevissima riflessione

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Di Biagio Lauritano — Una riflessione sintetica sul saggio pirandelliano che definisce l’umorismo come sentimento del contrario. Tra tradizione letteraria e modernità, l’umorismo diventa chiave di lettura dell’uomo e della realtà. Pirandello ne fa uno strumento critico capace di superare la semplice comicità, trasformando il riso in consapevolezza e introspezione.

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Pirandello e l’umorismo

Una brevissima riflessione sul saggio di Luigi Pirandello

Per gentile concessione dell’Autore

Leggi e ascolta – Voce di Alessandro Diotaiuti

Nel suo saggio sull’umorismo Pirandello distingue l’avvertimento del contrario che provoca riso di fronte ad una situazione comico-paradossale dal sentimento del contrario che induce alla riflessione metacognitiva nella stessa situazione. Una concezione nuova quindi del sentire che chiama in causa il nostro istinto connesso all’agire comune nella società. Ma quest’atteggiamento umorista riflette in pieno un background culturale vecchio di parecchi secoli di storia della letteratura.

Dico semplicemente che, nel caso di Pirandello, realtà e finzione si incontrano confondendosi l’una con l’altra, ma mi chiedo: per esempio, nel caso di S. Francesco d’Assisi succede la stessa cosa? Dipende dai punti di vista da cui si riflette sul significato della vita di S. Francesco. Il Cantico delle creature è realtà o finzione? Ovvero si può ammettere una lettura in chiave umoristica dell’opera? Ebbene sì. In tal caso viene chiamata in causa la capacità introspettiva del lettore di connettere il significato dell’opera francescana con il proprio personale credo.

Allo stesso modo nella Divina Commedia non si può dare solo una lettura fenomenico-determinista dell’aldilà, ma bisogna soffermarsi sulle situazioni e sui personaggi che Dante incontra. Anche in questo caso una sottesa vena umoristica rende il lettore partecipe dei suoi sentimenti. Quindi l’umorismo non ha solo una veste soggettiva come ai tempi di Pirandello, ma anche oggettiva, poiché permette all’uomo di attribuire un significato positivo alla propria vita.

Nel Decamerone di Boccaccio l’umorismo acquista ancora una volta una connotazione oggettiva poiché i personaggi agiscono facendo affidamento sulla propria capacità di liberarsi dalla tirannia delle forme. E potrei continuare ancora per molto… in conclusione affermo che umorismo è libertà.

Biagio Lauritano
Ricevuto via mail il 5 marzo 2022

Approfondimenti nel sito
Il testo integrale del saggio fondamentale nel quale Luigi Pirandello definisce la propria concezione dell’umorismo e del sentimento del contrario.
Raccolta degli articoli, delle analisi e dei contributi critici firmati da Biagio Lauritano.

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