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Pirandello tra Verità e immaginazione


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Scena ispirata al rapporto tra verità, immaginazione e crisi dell’identità nell’opera di Luigi Pirandello

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Di Biagio Lauritano — Pirandello tra Verità e immaginazione: la ricerca della Verità si intreccia con il desiderio di immortalità e memoria, trovando nell’immaginazione e nelle emozioni il mezzo per resistere all’alienazione e alla frammentarietà del reale.

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Pirandello tra Verità e immaginazione

Per gentile concessione dell’Autore

La ricerca della Verità ha suscitato l’interesse dell’uomo fin dalle epoche più remote, coinvolgendo la parte più nascosta dell’io e stabilendo una corrispondenza profonda tra microcosmo interiore e macrocosmo esteriore. Questo slancio verso la conoscenza, tuttavia, si è spesso sviluppato a scapito della credibilità dell’esistenza terrena, poiché l’agire umano è stato orientato verso la metafisica più che verso la realtà concreta.

La natura umana tende a divinizzare gli eventi per rintracciare in essi una prova del proprio Essere, entrando così in competizione con se stessa nel tentativo di rendersi immortale. La volontà di prevedere il futuro coincide allora con il desiderio di lasciare una traccia duratura nella memoria dei posteri.

In questa prospettiva memoria e immortalità risultano inscindibili: l’immagine che conserviamo del nostro passato non è altro che l’interpretazione delle nostre emozioni, che restano immutate pur nel flusso continuo del divenire. Preservarle significa opporsi a una società alienata, incline a dimenticare rapidamente.

La ricerca della Verità diventa così riflessione sull’uomo e sul mondo, una costruzione mitopoietica attraverso cui la vita viene divinizzata e la metafisica prende il posto della realtà oggettiva. Anche quando Pirandello ironizza sulla condizione umana, l’indagine sull’io conduce sempre alla valorizzazione dell’immaginazione.

Nei romanzi, nelle novelle e nel teatro l’autore coinvolge lettori e spettatori in una catarsi che rafforza il legame tra passato e presente. In Il fu Mattia Pascal la parabola discendente del protagonista non annulla del tutto il residuo immaginifico della memoria, mentre in Uno, nessuno e centomila Vitangelo Moscarda sperimenta la frammentazione dell’identità fino a dissolversi nel flusso dell’esistenza.

In Enrico IV la follia diventa maschera consapevole, mentre in Sei personaggi in cerca d’autore l’abbattimento della quarta parete consente di rielaborare il Fato e di guardare al futuro evitando la perdita dell’identità. In Pirandello le emozioni sostituiscono la metafisica: la speranza di non morire mai si fonda sulla forza dell’immaginazione, capace di opporsi alla frammentarietà del reale.

Biagio Lauritano
Ricevuto via mail il 2 ottobre 2025

Approfondimenti nel sito
La frattura dell’io e la molteplicità dell’identità nell’opera pirandelliana.
Il rapporto fra vita, forma, immaginazione e relativismo nella poetica pirandelliana.
L’immaginazione come strumento di conoscenza e sdoppiamento dell’io.
Raccolta dei saggi e degli approfondimenti critici dell’autore pubblicati su PirandelloWeb.

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