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Di Immacolata Esposito — Questa tesi esplora il rapporto tra Luigi Pirandello e il cinema, indagando le riflessioni dello scrittore sul nuovo linguaggio cinematografico e sulle trasformazioni della narrazione nel primo Novecento. Attraverso un’analisi articolata in più capitoli, lo studio ricostruisce il pensiero pirandelliano sul mezzo filmico, evidenziando il dialogo tra teatro, letteratura e immagine in movimento.
Pirandello e il cinema
Tesi completa
Pubblicata con autorizzazione dell’autrice
Nel panorama della cultura del primo Novecento, il rapporto tra Luigi Pirandello e il cinema si presenta come un terreno ricco di suggestioni e anticipazioni. Quando il nuovo mezzo cominciava a diffondersi come forma d’arte e di intrattenimento popolare, Pirandello ne intuì immediatamente la portata rivoluzionaria, cogliendo nel linguaggio filmico non solo una novità tecnica, ma un segnale profondo dei mutamenti della sensibilità moderna.
La tesi di Immacolata Esposito si muove proprio lungo questa linea, ricostruendo il dialogo tra lo scrittore siciliano e la nascente arte cinematografica. L’attenzione non è rivolta soltanto agli aspetti storici, ma soprattutto alle implicazioni estetiche e filosofiche di questo incontro. Pirandello osserva il cinema con lo sguardo dello scrittore che ha già messo in crisi le forme tradizionali della narrazione, e per questo ne coglie immediatamente il potenziale destabilizzante.
Nel confronto tra teatro e cinema emerge uno dei nuclei più fertili della riflessione pirandelliana. Se il palcoscenico rappresenta il luogo della presenza viva, dell’incontro diretto tra attore e spettatore, il cinema introduce una distanza nuova, mediata dall’obiettivo e dalla riproduzione dell’immagine. Questa trasformazione non riguarda soltanto le tecniche espressive, ma tocca il cuore stesso della rappresentazione, mettendo in discussione il confine tra realtà e finzione.
Attraverso un percorso critico articolato, la tesi mette in luce come il cinema si inserisca coerentemente nella poetica pirandelliana, dominata dal tema dell’identità instabile e dalla crisi della forma. L’immagine filmica, moltiplicabile e manipolabile, diventa emblema di un mondo in cui l’io non è più unitario, ma frammentato in molteplici prospettive. In questo senso, il cinema non appare come un elemento estraneo alla riflessione di Pirandello, bensì come una naturale estensione delle sue intuizioni più radicali.
Il valore dello studio sta anche nella capacità di restituire l’attualità di questo confronto. Rileggere oggi Pirandello alla luce del cinema significa interrogarsi sulle origini della nostra modernità visiva, su quel passaggio cruciale in cui la parola scritta ha iniziato a dialogare con l’immagine in movimento. Ne emerge il ritratto di uno scrittore profondamente moderno, capace di percepire in anticipo le trasformazioni dei linguaggi e delle forme della rappresentazione che avrebbero segnato tutto il secolo successivo.
Nota editoriale — La tesi è pubblicata in forma seriale per facilitarne la lettura online e valorizzarne i contenuti accademici.
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