Da Girgenti a Roma – (Con audio lettura di Consuelo Lopez)

Da Album Pirandello.

I Pirandello vivevano a Girgenti. Vivevano agiatamente. A Luigi venne impartita in casa l’istruzione elementare . Poi frequentò, per decisione del padre, l’Istituto Tecnico di Girgenti e, quando la famiglia si trasferì a Porto Empedocle, vi continuò gli studi al Reale Liceo Ginnasio.

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Agrigento fine Otteocento

Da “Album Pirandello”

Da Girgenti a Roma

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Voce di Consuelo Lopez

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        Sempre secondo il Picone, nel 1874 comincia «il brigantaggio nelle nostre campagne». Stefano Pirandello percorreva quelle campagne per sorvegliare il rendimento delle zolfare di cui continuava a occuparsi e spesso portava su di sé la paga per i minatori. In famiglia si raccontava che una volta i briganti, affrontandolo in aperta campagna, gli chiesero la borsa con i denari. Al diniego di consegnarla, un brigante aveva sparato. Stefano, con grande coraggio e presenza di spirito, aveva cominciato a saltare di qua e di là: «Diavolo sugnu! diavolo sugnu!». I briganti erano fuggiti spaventati non sapendosi spiegare come mai non fosse morto. Stefano aveva tutto il corpo coperto di pallini: lo sbaglio nelle munizioni adoperate dal brigante che gli aveva sparato, gli aveva salvato la vita. L’episodio dimostra la forza fisica di Stefano, forza fisica che destava il timore di Luigi, bambino fragile e sensibile, dai grandi occhi sgomenti. Era naturale che il piccolo Luigi si sentisse più attratto dalla madre che aveva avuto un’infanzia straordinaria e che certamente sapeva parlare ben altrimenti al suo cuore e alla sua fantasia.

        I Pirandello vivevano a Girgenti. Vivevano agiatamente. A Luigi venne impartita in casa l’istruzione elementare (il lettore veda la descrizione dell’aio Pinzone nella novella La scelta). Poi frequentò, per decisione del padre, l’Istituto Tecnico di Girgenti e, quando la famiglia si trasferì a Porto Empedocle, vi continuò gli studi al Reale Liceo Ginnasio. Luigi nel Frammento d’autobiografia dà una versione più significativa a questo cambiamento d’indirizzo negli studi: dice che fu lui a decidere di voler lasciare, in un primo tempo addirittura di nascosto dal padre, «tutti quei numeri, tutte quelle regole, tutto quel rigido ordine matematico».

        Nel 1880 la famiglia Pirandello, per superare delle difficoltà economiche, si stabilì per qualche anno a Palermo dove Luigi frequentò il Ginnasio Liceo Vittorio Emanuele II. Fu importante Palermo per il giovane Luigi. Lo fu soprattutto quando la famiglia ritornò, alla fine del 1885, a Porto Empedocle.

        Luigi rimase a Palermo per finire il liceo e per incominciare l’università. Divideva l’ alloggio con il coetaneo Carmelo Paraci in via Capo Maestro d’Acqua (le famiglie Pirandello e Paraci erano amiche). Luigi studiava, ma frequentava anche i teatri. Il teatro lo aveva tentato ancora quasi bambino, a Girgenti. A Palermo scrive i primi drammi che coraggiosamente porta ai capocomici di passaggio. Sono i numerosi rifiuti a fargli bruciare, in un momento di sconforto, tutti i manoscritti? «Ho bruciato tutte le mie carte», scrive alla sorella Lina con la quale si sente in particolare sintonia: Lina è musicista e pittrice.

        Ma la crisi fu presto superata: dieci giorni dopo comunica ai suoi di aver scritto «una Comedia volgare, in sette scene: se tra cinque o sei giorni, mi piacerà ancora, la darò alla Duse per la rappresentazione».

        La Duse, che era appunto in quei giorni a Palermo, a recitarvi i suoi Dumas e Sardou.

        E nell’autunno del 1887 Luigi confida alla madre il suo amore per l’Arte: «Io ho sciaguratamente, come un buon poeta del decimoquarto secolo, un’amante ideale, l’Arte! E l’amo come fosse persona viva, spasimo per lei, la chiamo, la supplico, la sento quando Ella dopo avermi umiliato mi concede le sue grazie».

        E ormai prossima la sua partenza per Roma dove continuerà l’università. Sul finire di quell’anno si fidanza con la cugina Rosalia, detta Lina, figlia dello zio Andrea, fratello del padre, più vecchia di lui di qualche anno. Luigi ha appena diciannove anni e il suo è un fidanzamento che avviene contro la volontà dei parenti.

        Roma dunque. E se Palermo è stata importante, Roma lo sarà di più.

Da “Album Pirandello”

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Saggio biografico e commento alle immagini di Maria Luisa Aguirre D’Amico. Ricerca iconografica di Maria Luisa Aguirre D’Amico, Eileen Romano e Virginia Semproni. Introduzione di Vincenzo Consolo.

Maria Luisa Aguirre D’amico, nipote di Pirandello, ha steso il saggio biografico-critico che accompagna le immagini fotografiche, in gran parte inedite. La vita del drammaturgo è raccontata come in un romanzo gremito di notizie di prima mano.

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