⏱ Tempo di lettura: 8 min
Ricevi i nuovi articoli del sito. Nessuna chat di gruppo, nessuna pubblicità.
👉 Segui il canale
Questa pagina raccoglie in ordine cronologico le opere teatrali di Luigi Pirandello disponibili su PirandelloWeb in versione integrale, dalle prime prove del 1910 fino ai miti dell’ultima stagione. Per ogni opera trovi una breve presentazione e il collegamento diretto al testo.

1910 – La morsa – Epilogo in un atto

1910 – Lumíe di Sicilia – Commedia in un atto

1913 – Il dovere del medico – Dramma in un atto

1915 – Cecè – Commedia in un atto

1915 – La ragione degli altri – Commedia in tre atti

1916 – Liolà – Commedia campestre in tre atti

1916 – Pensaci, Giacomino! – Commedia in tre atti

1917 – Così è (se vi pare) – Parabola in tre atti

1917 – Il piacere dell’onestà – Commedia in tre atti

1917 – La giara – Commedia in un atto

1917 – Il berretto a sonagli – Commedia in due atti

1918 – Ma non è una cosa seria – Commedia in tre atti

1918 – Il giuoco delle parti – Commedia in tre atti

1919 – L’uomo, la bestia e la virtù – Apologo in tre atti

1919 – L’innesto – Commedia in tre atti

1919 – La patente – Commedia in un atto

1920 – Come prima, meglio di prima – Commedia in tre atti

1920 – La signora Morli, una e due – Commedia in tre atti

1920 – Tutto per bene – Commedia in tre atti

1921 – Sei personaggi in cerca d’autore – Commedia da fare

1922 – All’uscita – Mistero profano in un atto

1922 – Enrico IV – Tragedia in tre atti

1922 – L’imbecille – Commedia in un atto

1922 – Vestire gli ignudi – Commedia in tre atti

1923 – L’altro figlio – Commedia in un atto

1923 – L’uomo dal fiore in bocca – Dialogo in un atto

1923 – La vita che ti diedi – Tragedia in tre atti

1924 – Ciascuno a suo modo – Commedia in due o tre atti con intermezzi corali

1925 – Sagra del Signore della Nave – Commedia in un atto

1927 – Bellavita – Commedia in un atto

1927 – Diana e la Tuda – Tragedia in tre atti

1927 – L’amica delle mogli – Commedia in tre atti

1928 – La nuova colonia – Mito con Prologo e tre atti

1929 – Lazzaro – Mito in tre atti

1929 – O di uno o di nessuno – Commedia in tre atti

1930 – Come tu mi vuoi – Dramma in tre atti

1930 – Questa sera si recita a soggetto – Commedia in tre atti ed un Intermezzo

1931 – Sogno (ma forse no) – Commedia in un atto

1932 – Trovarsi – Commedia in tre atti
1933 – Quando si è qualcuno – Rappresentazione in tre atti

1934 – La favola del figlio cambiato – Favola in tre atti in cinque quadri

1935 – Non si sa come – Dramma in tre atti

1937 – I giganti della montagna – Mito incompiuto in tre atti
Pirandellu ’n Sicilianu
Accanto alle opere in lingua italiana, Pirandello scrisse e rielaborò diversi testi per il teatro siciliano, soprattutto negli anni della collaborazione con le compagnie dialettali. Il dialetto non rappresenta un semplice rivestimento linguistico: modifica ritmo, sonorità e immediatezza della battuta e restituisce con particolare forza i rapporti sociali e la mentalità dei personaggi.
Il teatro di Pirandello attraverso le opere
Seguire le opere teatrali di Luigi Pirandello in ordine cronologico significa osservare direttamente la trasformazione di uno dei percorsi più importanti del teatro moderno. Le singole commedie e i drammi non costituiscono episodi isolati: temi, personaggi e situazioni ritornano, cambiano forma e acquistano progressivamente un significato più ampio.
Nelle prime opere sono ancora molto visibili i rapporti con la narrativa e con la commedia borghese. Il matrimonio, l’adulterio, l’onore, la famiglia e la reputazione offrono situazioni immediatamente riconoscibili. Pirandello, però, non si limita a riprodurre questi schemi: li sottopone a una continua deformazione, mostrando quanto spesso la rispettabilità sociale dipenda da convenzioni e compromessi.
Già in testi come La morsa, Lumíe di Sicilia e La ragione degli altri affiorano conflitti destinati a diventare centrali: la distanza tra ciò che una persona sente di essere e l’immagine che gli altri possiedono di lei, la difficoltà di distinguere nettamente colpa e innocenza, verità e apparenza, libertà individuale e obbligo sociale.
La Sicilia e la nascita della scena pirandelliana
Tra il 1916 e il 1919 la produzione teatrale si intensifica e il rapporto con il mondo siciliano diventa particolarmente fecondo. Liolà, Pensaci, Giacomino!, Il berretto a sonagli, La giara e La patente mostrano una straordinaria varietà di toni, dalla vitalità quasi festosa di Liolà alla soffocante logica dell’onore che domina il Berretto a sonagli.
La Sicilia non è però un semplice colore regionale. Il paese, la famiglia, la proprietà, l’eredità e il giudizio collettivo diventano strumenti attraverso i quali Pirandello osserva il rapporto tra individuo e società. Le regole della comunità fissano ciascuno in un ruolo e ciò che appare inizialmente come una vicenda locale può così assumere un valore universale.
Dalla novella al palcoscenico
Una parte considerevole del teatro pirandelliano nasce da novelle precedenti. Lumíe di Sicilia, Pensaci, Giacomino!, La giara, La patente, L’altro figlio, L’uomo dal fiore in bocca e numerose altre opere mostrano quanto intenso sia il passaggio dalla narrativa alla scena.
Non si tratta però di una semplice trascrizione. Nel testo teatrale vengono eliminati o trasformati gli interventi del narratore, il conflitto deve emergere direttamente dal dialogo e i personaggi acquistano una presenza fisica. Una situazione raccontata diventa qualcosa che accade davanti allo spettatore.
È proprio questa trasformazione a rendere particolarmente interessante il confronto fra novella e teatro. Pirandello ritorna su storie già elaborate perché la scena permette di esplorarne nuovi aspetti: una figura secondaria può diventare centrale, il ritmo può modificarsi, una spiegazione narrativa può trasformarsi in scontro fra punti di vista incompatibili.
I drammi dell’identità e della parte
A partire da Così è (se vi pare), Il piacere dell’onestà e Il giuoco delle parti, il teatro pirandelliano porta sempre più apertamente in primo piano il problema dell’identità.
I personaggi non riescono a coincidere con una definizione stabile di sé. La società li riconosce attraverso ruoli precisi – marito, moglie, amante, persona rispettabile, folle – ma la vita interiore continua a sfuggire a queste classificazioni.
La parte può allora diventare protezione, condanna oppure strumento di ribellione. Baldovino, Leone Gala, Ciampa e molti altri personaggi comprendono in maniera più o meno lucida il sistema delle convenzioni nel quale sono inseriti, ma conoscere il gioco non significa necessariamente riuscire a sottrarvisi.
Con Enrico IV il rapporto fra persona e ruolo raggiunge un punto estremo. La maschera storica, inizialmente imposta dalle circostanze, diventa una forma di esistenza dalla quale non è più possibile uscire senza affrontare una realtà ormai irrimediabilmente cambiata.
La rivoluzione del teatro nel teatro
Nel 1921 Sei personaggi in cerca d’autore apre una fase decisiva non soltanto per Pirandello, ma per la storia della scena del Novecento. Il teatro smette di nascondere i propri meccanismi e trasforma la rappresentazione stessa in argomento drammatico.
Una compagnia sta provando quando sei personaggi irrompono sul palcoscenico chiedendo che venga data forma al loro dramma. Attori, Capocomico e personaggi discutono sul modo in cui la vicenda dovrebbe essere rappresentata e ciò che normalmente resta dietro lo spettacolo diventa parte dello spettacolo.
Con Ciascuno a suo modo il confine fra scena e pubblico diventa ancora più instabile; con Questa sera si recita a soggetto il conflitto coinvolge direttamente il potere del regista, la libertà dell’attore e il rapporto con il testo.
Pirandello non abbandona i problemi dell’identità e della verità: li trasferisce dentro il teatro stesso. Se una persona non coincide con l’immagine che gli altri possiedono di lei, anche un personaggio non coincide necessariamente con l’attore che lo rappresenta e un testo non coincide completamente con la sua messinscena.
Dalla commedia ai miti
Negli ultimi anni la drammaturgia pirandelliana amplia ulteriormente il proprio orizzonte. La nuova colonia, Lazzaro e I giganti della montagna vengono definiti “miti” e si allontanano dalla dimensione prevalentemente quotidiana e borghese delle opere precedenti.
Il conflitto tra individuo e società assume un valore più ampio: riguarda la possibilità di fondare una comunità nuova, il rapporto fra fede e vita, il destino dell’arte e della poesia in un mondo dominato da forze incapaci di comprenderle.
Ne I giganti della montagna, rimasti incompiuti, molti fili dell’intero percorso tornano a intrecciarsi. Il teatro viene interrogato ancora una volta sul proprio significato, ma ormai la domanda riguarda direttamente la sopravvivenza dell’arte nel mondo contemporaneo.
Un percorso di oltre venticinque anni
Dalle prime rappresentazioni del 1910 ai Giganti della montagna pubblicati postumi, la cronologia mostra quindi molto più di una semplice successione di titoli.
Permette di seguire il passaggio dal teatro ancora legato alle strutture della commedia tradizionale alla crisi della verità e dell’identità; dalla concretezza della scena siciliana alla riflessione sul personaggio; dal dramma borghese al metateatro; dalla vita quotidiana alla dimensione simbolica dei miti.
Ogni opera può essere letta autonomamente, ma osservate nell’insieme le commedie e i drammi di Pirandello formano una ricerca continua sulla possibilità di dare forma alla vita. È questo percorso che l’elenco cronologico consente di ripercorrere direttamente attraverso i testi integrali disponibili su PirandelloWeb.
▶ Il Teatro di Luigi Pirandello
Commenta gli articoli, confrontati con altri lettori e scopri curiosità, approfondimenti e discussioni dedicate a Luigi Pirandello e alla sua opera.
Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a
[email protected]