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Ascolta l’audiolettura integrale de Il turno di Luigi Pirandello, suddivisa nei 30 capitoli del romanzo. Voce di Giuseppe Tizza. Le registrazioni sono state inviate direttamente dall’autore della lettura a PirandelloWeb e fanno parte della collaborazione che nel tempo ha contribuito ad arricchire l’archivio delle nostre audioletture.
Una lettura completa del secondo romanzo di Pirandello, tra matrimonio, convenienza, attesa e imprevedibilità della vita.
Il turno
Legge Giuseppe Tizza
Audio inviati direttamente a PirandelloWeb da Giuseppe Tizza.
Introduzione all’ascolto de Il turno
L’audiolettura integrale de Il turno permette di seguire capitolo dopo capitolo uno dei romanzi più rapidi e ironici della prima stagione narrativa di Luigi Pirandello. La voce restituisce con particolare efficacia il ritmo serrato dei dialoghi, le discussioni familiari, le esplosioni di gelosia e i continui rovesciamenti che scandiscono la vicenda.
Pubblicato nel 1902, Il turno è il secondo romanzo di Pirandello dopo L’esclusa. Rispetto al tono prevalentemente drammatico dell’opera precedente, qui domina una comicità più scoperta, ma dietro il grottesco rimane una visione tutt’altro che rassicurante dei rapporti umani.
Un matrimonio progettato a tavolino
La vicenda prende avvio dal progetto di Marcantonio Ravì, padre di Stellina. Poiché non dispone della dote necessaria per assicurare alla figlia un matrimonio economicamente vantaggioso, immagina una soluzione tanto semplice nella sua testa quanto assurda nella realtà.
Stellina dovrebbe sposare il ricchissimo e anziano don Diego Alcozèr, attendere che il tempo faccia il proprio corso e ritrovarsi quindi libera, benestante e finalmente in grado di scegliere la propria vita.
Da questo ragionamento nasce il meccanismo del romanzo: l’idea che la felicità possa essere programmata attraverso una successione ordinata di eventi.
Il significato del “turno”
Il titolo contiene già l’ironia centrale dell’opera. Ogni personaggio sembra attendere che arrivi il proprio momento, come se la vita distribuisse ordinatamente occasioni, matrimoni e fortune.
Marcantonio Ravì calcola. Pepè Alletto aspetta. Don Diego difende il proprio diritto a restare dentro la vita. Ciro Coppa pretende di controllare ciò che lo circonda. Ognuno costruisce uno schema e immagina che gli eventi lo rispettino.
La realtà, naturalmente, procede in altro modo.
Marcantonio Ravì e la logica dell’assurdo
Uno dei personaggi più efficaci all’ascolto è Marcantonio Ravì. Il suo continuo bisogno di spiegare, dimostrare e convincere gli altri dà al romanzo una forte componente dialogica.
Ravì non considera assurdo il proprio progetto. Al contrario, lo ritiene perfettamente ragionevole. Ed è proprio questa sicurezza a produrre l’effetto comico.
Pirandello mostra così un paradosso destinato a tornare molte volte nella sua opera: il ragionamento può diventare una forma di follia quando pretende di racchiudere la vita dentro una costruzione perfetta.
Stellina e la felicità decisa dagli altri
Stellina è il centro dei progetti elaborati dagli uomini che la circondano. Il padre pensa al suo futuro, i possibili mariti rivendicano diritti e aspettative, la società osserva e giudica.
La giovane, però, non coincide con il ruolo che le viene assegnato. Reagisce, protesta, si ribella e cerca di difendere uno spazio di scelta personale.
Il romanzo mette così in discussione una forma di potere particolarmente insidiosa: quella esercitata in nome del bene di qualcun altro.
Pepè Alletto e l’attesa
Pepè Alletto rappresenta in modo quasi letterale il tema del turno. È giovane, appartiene a una famiglia rispettabile e potrebbe sembrare il candidato naturale per Stellina, ma non dispone dei mezzi economici necessari.
La sua vita dipende quindi dall’attesa, dalle decisioni altrui e da eventi che non può governare.
Attraverso di lui, Pirandello mostra quanto sia fragile la convinzione che prima o poi tutto debba necessariamente sistemarsi.
Don Diego Alcozèr: oltre la caricatura
Don Diego potrebbe sembrare soltanto il vecchio ricco destinato a diventare bersaglio della satira. In realtà Pirandello gli attribuisce una lucidità che lo rende più complesso.
Sa di essere anziano, conosce il ridicolo che può accompagnare le sue scelte e comprende perfettamente l’interesse economico che lo circonda. Eppure vuole ancora partecipare alla vita, desiderare, scegliere.
Dietro la comicità emerge così una figura segnata dalla paura della solitudine e dal rifiuto di essere considerata già fuori dal gioco.
Ciro Coppa e l’illusione del controllo
Ciro Coppa rappresenta un’altra forma di sicurezza. Meno incline ai calcoli di Marcantonio, confida soprattutto nell’autorità, nel carattere e nella capacità di imporre la propria volontà.
Ma anche questa forza mostra rapidamente le proprie crepe. La gelosia e il bisogno di controllare gli altri rivelano quanto fragile sia la sicurezza di chi pretende di dominare ogni situazione.
Il romanzo mette così uno accanto all’altro diversi tentativi di governare l’esistenza: il denaro, il calcolo, l’autorità, l’attesa. Nessuno di essi riesce davvero a prevalere sul movimento imprevedibile della vita.
La Girgenti del romanzo
La Girgenti de Il turno è una società nella quale la vita privata diventa immediatamente materia pubblica. Matrimonio, patrimonio, reputazione e convenienza vengono osservati e commentati da un’intera comunità.
Il giudizio collettivo non resta sullo sfondo. Entra nelle decisioni dei personaggi, alimenta le loro paure e amplifica il carattere grottesco delle situazioni.
La comunità ride dei protagonisti, ma partecipa allo stesso sistema di valori che li rende prigionieri.
Dal comico all’umoristico
L’audiolettura rende particolarmente evidente la componente comica del romanzo. Le discussioni, le reazioni sproporzionate e le convinzioni ostinate dei personaggi hanno spesso un ritmo quasi teatrale.
Ma dietro la comicità emerge progressivamente qualcosa di più amaro. Il vecchio marito teme la solitudine; il giovane aspetta un’occasione che non dipende da lui; la ragazza viene trasformata in oggetto di progetti altrui; il padre crede di sapere quale sia la felicità della figlia.
È il passaggio dal semplice riso alla comprensione delle ragioni profonde del personaggio: uno dei nuclei che diventeranno centrali nella poetica dell’umorismo pirandelliano.
Perché ascoltare Il turno
Il turno si presta particolarmente bene all’ascolto per la brevità dei capitoli e per la struttura costruita su dialoghi, confronti e scene rapidamente concatenate.
La lettura ad alta voce fa emergere il ritmo quasi teatrale della narrazione e rende immediatamente riconoscibili le diverse personalità: l’ostinazione di Marcantonio, l’impazienza di Stellina, l’attesa di Pepè, la sicurezza di don Diego e l’irruenza di Ciro.
Seguire il romanzo in audio permette inoltre di cogliere meglio la continua oscillazione fra comicità e inquietudine. Ciò che inizialmente sembra soltanto una situazione farsesca rivela progressivamente un tema molto più profondo: l’impossibilità di organizzare la vita secondo un progetto prestabilito.
Ascoltare Il turno significa quindi entrare in uno dei primi laboratori narrativi di Pirandello, dove sono già presenti il contrasto fra vita e forma, l’instabilità delle certezze e la distanza fra ciò che gli uomini progettano e ciò che realmente accade.
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