1928 – Scamandro – Commedia in cinque episodi

Scamandro – Commedia in cinque episodi

Premessa - Pretesto - Persone
I Episodio - La pioggia
II Episodio - La medaglina
III Episodio - Le Najadi
IV Episodio - Il corteo
V Episodio - Le nozze

STESURA 1898 ?
PRIMA RAPPRESENTAZIONE 19 febbraio 1928 – Firenze, Teatro dell’Accademia dei Fidenti ad opera del “Gruppo Accademico”.

Approfondimenti nel sito:
Sezione Tematiche – Simona Micali – Pirandello e il mito come archetipo

Scamandro


   Premessa

Scamandro è, al pari del Laomache, una delle composizioni giovanili di Pirandello considerate dalla critica letteraria di trascurable importanza.

Questi due poemetti vennero pubblicati entrambi nel 1906 e, il primo di questi, Scamandro, dovrebbe essere stato scritto nel 1898.

Scamandro, un’opera a metà tra l’idillio e la farsa di Plauto, racconta di un ateniese che mascherandosi come il dio del fiume Scamandro seduce una giovane troiana che accingendosi al matrimonio si era recata al fiume per celebrare un rito propiziatorio per i prossimi sponsali.

Tutto alla fine si risolverà per il meglio tra battute ardite e riferimenti salaci.

Sebbene questi temi classici mitologici si riscontrino nelle poesie del giovane Pirandello e siano molto lontani dalla sua produzione letteraria posteriore, tuttavia i due poemetti vennero pubblicati nuovamente negli anni venti, (Laomache nel 1928 e Scamandro nel 1929): segno evidente dell’intenzione di Pirandello che, volendo presentarsi nella nuova veste del “mitopoieta”, l’autore di Lazzaro e de La nuova colonia, vuole avvalorare l’idea di un collegamento con il suo interesse originario per il mito che dalla sua giovinezza letteraria sarebbe giunto sino alla produzione più matura.(cfr. Simona Micali, Miti e riti del moderno. Marinetti, Bontempelli, Pirandello, Le Monnier,)

da Wikipedia

Pubblicato per la prima volta, in due puntate, nella Rivista di Roma il 25 giugno e 10 luglio 1909.

Ristampato in Nuova Antologia, 16 gennaio 1929, con la nota:

« Le “musiche di scena” necessarie alla rappresentazione teatrale di Scamandro sono state composte dal maestro Fernando Liuzzi, nostro collaboratore. Il complesso fònico consta di una piccola orchestra, cori e solisti, e i pezzi, destinati secondo il desiderio del Poeta a trasportare in una atmosfera totalmente lirica diversi momenti dell’azione, si seguono in quest’ordine: Preludio, Coro e danza delle Foglie, commenti orchestrali alla scena tra Scamandro e le Najadi e tra queste ed Eumène; Canti dei Pastori, Corteo nuziale, Epitalamio, Notturno, Danza e Coro finale

Scamandro, come si desume da una notizia riportata nel Marzocco del 23 aprile 1899, risale al 1898, fu rappresentato il 19 febbraio 1928 a Firenze, nel Teatro dell’Accademia dei Fidenti, a cura del “Gruppo Accademico”.

Si riproduce la lezione della Nuova Antologia (identica a quella dell’opuscolo del 1909), con alcuni ritocchi rilevati su una copia dattilografata corretta dall’Autore.


   Pretesto

Le fanciulle trojane, quand’erano fidanzate, andavano a bagnarsi nello Scamandro e gli si offrivano dicendo le seguenti parole: « Ricevi, o Scamandro la mia verginità! »Ora Eschine racconta che un suo amico e compagno di viaggio, ateniese, invaghitosi d’una giovane trojana, per nome Calliroe, nel giorno in cui essa,  fidanzata, doveva bagnarsi nel fiume, andò a nascondersi nelle macchie che erano su la riva, e si circondò la testa di giunchi e di canne. Allorché Calliroe ebbe pronunciato la sua offerta, il giovane rispose: « Ed io l’accetto volentieri! » Entrò nell’acqua, condusse la fanciulla su la sponda opposta, e l’ingannò. Eschine parla di quest’avventura come di una cosa avvenuta quasi sotto i suoi occhi. Dice: « Noi eravamo sopra un’eminenza con lo sposo e i parenti e molti altri, donde vedevamo il luogo in cui si bagnavano le fanciulle, per quanto lo permetteva la convenienza ».

Da notare, per l’intelligenza del testo, che il fiume Scamandro, in cui le tre Dee vennero a bagnarsi prima di comparire al giudizio di Paride, non meritava forse la riputazione che i poeti, Omero segnatamente, gli hanno formata. Belone dice d’aver veduto non un fiume, ma un rigagnoletto, il quale d’estate era secco e nell’inverno dava appena acqua bastante perché un’oca lo potesse passare a nuoto.


   Persone

Scamandro
Tre Najadi
Amadriade
Eumene, giovine ateniese
Ascanio, giovine trojano
Agatone, servo di Eumene
Calliroe, fidanzata di Ascanio
Caletore, suo padre
Proclea, nutrice
Corifeo
Coro nuziale
Due pastori


Premessa - Pretesto - Persone
I Episodio - La pioggia
II Episodio - La medaglina
III Episodio - Le Najadi
IV Episodio - Il corteo
V Episodio - Le nozze

Elenco opere teatrali

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