1924 – Ciascuno a suo modo – Commedia in due o tre atti con intermezzi corali

Ciascuno a suo modo – Commedia in due o tre atti con intermezzi corali

PremessaPremessa
dell'autore
Personaggi, Atto Primo,
Primo Intermezzo
Atto Secondo,
Secondo Intermezzo

En Español – Cada cual a su manera

FONTE Da un episodio del romanzo Si gira…
STESURA aprile – maggio? 1923
PRIMA RAPPRESENTAZIONE 22 maggio 1924 – Milano, Teatro dei Filodrammatici, Compagnia Niccodemi (interpreti Vera Vergani e Luigi Cimara.

Link esterni
Opere letterarie del 900 Italiano – Ciascuno a suo modo – Analisi e trama
Wikipedia – Ciascuno a suo modo


.    Premessa

Ciascuno a suo modo, 1924 - Sergio Tofano, Diego CinciCome i Sei personaggi in cerca d’autore rappresentano il conflitto tra Personaggi, Attori e Capocomico, così questa seconda commedia della Trilogia del teatro nel teatro rappresenta il conflitto tra gli Spettatori e l’Autore e gli Attori. Fu tratta da un episodio del romanzo Si gira. Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1915); se ne fa risalire la stesura al 1923; fu rappresentata nel 1924. Il titolo suggerisce l’idea della relatività della conoscenza, tema già trattato con maggiore misura ed efficacia nella commedia Così è (se vi pare).

I protagonisti di Ciascuno a suo modo sostengono punti di vista che successivamente ritrattano, con tale simultaneità che gli avversari, convinti d’essere approdati nel terreno del proprio interlocutore, si trovano ancora in contrapposizione e invece di riconciliarsi si sentono sempre più offesi. È questa la meccanica, invero un po’ artificiosa, della trama, l’argomento della contesa è il comportamento dell’attrice Delia Morello amante del barone Rocca, che viene accusata per l’improvviso suicidio del pittore Giorgio Salvi. Doro Palegari la difende appassionatamente da tutte le accuse, fino al punto che tutti lo credono innamorato di lei. Invece a furia di riflettere si convince di aver sbagliato e cambia opinione. La stessa cosa capita a colui che lo avversava vivacemente; quando si confessano i due scoprono che entrambi hanno receduto dalla prima opinione; se ne irritano, si offendono per tanta volubilità e si sfidano a duello. Quando Delia Morello viene a ringraziare il Palegari, questi si riconvince che nel difenderla aveva avuto ragione. Ma la stessa attrice gli insinua il dubbio che forse non è così. Il Palegari resta interdetto, incapace di una posizione certa nei confronti della verità che gli è apparsa così mutevole e labile.

La commedia inizia all’ingresso del teatro, dove si distribuisce un giornaletto nel quale è spiegato come la vicenda della commedia sia ispirata al suicidio dello scultore La Vela che ha sorpreso la sua fidanzata Amalia Moreno insieme con il barone Nuti nel suo studio. Ma mentre nell’episodio del romanzo Si gira, al quale si ispira la commedia, il barone alla fine uccide l’attrice, nella commedia i due si rivelano d’essersi mentiti per volontà di punirsi e si abbracciano e si allontanano sotto gli occhi stupefatti dei duellanti. Per dimostrare la tesi della vita reale che copia il teatro, Pirandello ha previsto che i veri protagonisti di questa storia siano presenti in un palco; il barone e la Moreno si riconoscono nella vicenda, ne sono sconvolti, si ribellano ma alla fine si abbracciano, suggestionati da quanto è avvenuto sulla scena. E evidente che il tema s’allarga al rapporto tra realtà e finzione, tra realtà e apparenza. La commedia si interrompe per il generale tumulto che suscita tra gli spettatori il comportamento dei due reali protagonisti della vicenda. La mancanza di una conclusione ti lascia sospeso tra le varie problematiche emerse come indagine sullo spettacolo, l’insistito gioco psicologico sulla conoscenza, la prospettiva dei tre piani della realtà, alla vana ricerca della coerenza unitaria di tante originali trovate..

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