Raffaelli Sergio – Il cinema nella lingua di Pirandello

Pirandellos story

Questo libro, sviluppando una ricerca interdisciplinare che si muove fra letteratura, cinema e linguistica, valorizza un sorprendente patrimonio d’informazioni, che giovano principalmente agli studi pirandelliani, ma che permettono di migliorare anche la conoscenza storica del cinema e della lingua italiana d’inizio Novecento.

Sergio Raffaelli
Il cinema nella lingua di Pirandello

Bulzoni Editore – Collana Cinema/Studio/3 – 1993 – pp. 144
Prezzo di copertina Euro 13,00

Il cinema nella lingua di Pirandello

Quarta di copertina

Perché non studiare il rapporto fra Pirandello e il cinema attraverso la lingua? Il lessico e persino l’onomastica del muto e del primo sonoro, che lo scrittore ha impiegato nel romanzo cinematografico Si gira… e in altri testi epistolari e giornalistici, sono una miniera di notizie, finora inesplorata. Questo libro, sviluppando una ricerca interdisciplinare che si muove fra letteratura, cinema e linguistica, valorizza un sorprendente patrimonio d’informazioni, che giovano principalmente agli studi pirandelliani, ma che permettono di migliorare anche la conoscenza storica del cinema e della lingua italiana d’inizio Novecento. Di notevole interesse letterario è poi la scoperta di antecedenti narrativi (Gualtiero Fabbri e Jarro) al Si gira…; ma essi, nel raffronto, non fanno che confermare l’eminente e isolata superiorità di Pirandello.

Sergio Raffaelli (1934-2010) è stato storico della lingua italiana e del cinema. Trentino di nascita, si è formato negli anni cinquanta presso l’Università di Padova (laurea in Storia della lingua italiana con Gianfranco Folena) e negli anni sessanta presso il Centro San Fedele dello Spettacolo di Milano (allestimento di un imponente fondo di documentazione cinematografica). Ha svolto per quasi un cinquantennio attività professionale prima come ricercatore e critico cinematografico (fra l’altro è stato principale autore, con Aldo Bernardini, dell’enciclopedia Schedario cinematografico, 1961-1968), poi come docente di Storia della lingua italiana (Università della Calabria, di Siena-Arezzo, di Roma Tor Vergata, 1973-2006). Nella propria attività scientifica ha privilegiato la ricerca in campi ancora sconosciuti o trascurati sia del cinema sia della lingua, compiendo sistematiche esplorazioni in archivi, emeroteche, biblioteche. Nel corso di decenni ha raccolto, inventariato e valorizzato una cospicua documentazione personale, che gli ha permesso di aprire e sviluppare campi e metodi nuovi della storiografia linguistica e cinematografica. Nel campo linguistico ha arricchito in particolare il panorama della politica culturale del fascismo, documentando fra l’altro la repressione delle parole straniere, dei dialetti, del pronome reverenziale “lei” e il controllo del lessico (specialmente ad opera della Reale Accademia d’Italia) e dell’onomastica. Nel campo cinematografico è stato pioniere dell’esplorazione scientifica del cinema muto (fra l’altro riportando alla luce il testo inaugurale della narrativa mondiale ispirata dal cinema, Al Cinematografo di Gualtiero Fabbri, 1907) ed è stato scopritore degli atti della censura dai primordi alla caduta del fascismo. Inoltre ha condotto sistematiche indagini in prospettiva storica sui rapporti fra lingua italiana e cinema, curando soprattutto di descrivere e valutare le peculiarità italiane della componente verbale scritta e parlata dei film e di preparare l’allestimento di un vocabolario storico dei termini cinematografici.

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