Providenti Elio – Colloqui con Pirandello

Providenti Elio – Colloqui con Pirandello

Biblioteca Pirandelliana

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Colloqui con PirandelloElio Providenti

Colloqui con Pirandello

Edizioni Polistampa – 2005 – pp. 216
Prezzo di copertina. Euro 18,00

In un elegante formato tipografico dall’inusuale, ariosa impaginazione che rende la lettura oltremodo accattivante, questo nuovo lavoro pirandelliano di Elio Providenti ha il pregio della novità letteraria sostenuta dal rigore scientifico. Non è propriamente una biografia critica né un’autobiografia che s’immagini raccontata dal celebre personaggio. Questi Colloqui non avvengono neppure tra interlocutori alla pari, ma semmai nella stanza immaginaria d’un confessionale sui generis, in cui si materializza quello Spirito magno che vuol così evocare la verità del suo passato, e contestare le tante false interpretazioni corse su di lui.

Nel lontano 1990 Providenti pubblicava Archeologie pirandelliane in cui rintracciava e analizzava per la prima volta le diverse stesure riguardanti i frammenti rimasti del Belfagor, il poemetto ispirato al Machiavelli che non venne mai pubblicato, anzi distrutto dallo stesso Pirandello. In quel poemetto era l’arcidiavolo Belfagor a presentarsi a Pirandello con una lettera di Nicolaus, segretario fiorentino. Prendendo lo spunto da questo particolare e parafrasandone i versi, Providenti dà inizio a questi Colloqui: “Su le vecchia sedia a dondolo/mi spingevo innanzi e indietro/quando udii con molta grazia/dar tre colpi a l’uscio a vetro./L’uscio s’apre ed entra d’impeto/un signore…proprio quello!/Faccio un salto a balzo in piedi/ Chi ho dinanzi? – Pirandello”. Non piú personaggi che si presentano a Pirandello a pregarlo di render pubbliche le loro piú o meno tragiche vicende, o personaggi vivi che vogliono comunicare con quelli defunti per dar loro notizie del mondo. Qui è Pirandello che d’impeto si presenta al sorpreso studioso per disfogarsi, svelenirsi, a sfatare i pregiudizi, le inesattezze, gli equivoci dei critici attorno alla sua persona, al suo mondo, alla sua opera.

Col timore che pure lui possa essere annoverato fra cotanti senni, Providenti si fa prestamente remissivo amanuense, sollecito “a trascrivere quanto piú possibile fedelmente” ciò che lo Spirito gli va esternando. Providenti ne scava cosí a poco a poco l’intimo, ne esplora gli alterni sentimenti per catturarne l’anima, cercando di costruire un ritratto completo e veritiero, almeno il piú attendibile possibile. Tutto ciò su dati esclusivamente “storici”. Base primaria di verifica sono i tre volumi del grande epistolario familiare che Providenti ha evidentemente sulle dita per averli egli stesso curati con meticolosità certosina, il tutto sullo sfondo del complesso mondo letterario e politico del tempo. Non mancano illuminanti frammenti di storia italiana. Una eccezionale ragnatela di dati e di rapporti, costruita con pazienza e rara abilità.

Antonio Alessio – Quaderni d’italianistica (a. XXVII, n. 2, 2006, p. 171-73)


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