Tematiche – Stile


 

 

Leonardo Sciascia
Pirandello e il Pirandellismo
con lettere inedite di Pirandello a Tilgher
Per circa un quarto di secolo, Pirandello sfuggì dunque alla comprensione della critica. Nel dopoguerra, ecco la scoperta: frenetica entusiastica appassionata. Senza il teatro, forse il nostro scrittore non avrebbe registrato punte così alte e così agitate di successo: ma forse oggi saremmo in grado di scoprirlo veramente, di serenamente rivalutarlo.


Simona Micali
Pirandello e il mito come archetipo
1. Il fu Mattia Pascal: l’eroe e l’eclisse del sacro nella modernità;
2. Portare a termine il mito;
3. Il Pirandello «Vate» degli anni Venti;
4. La mitopoiesi secondo Piradello;
5. Su un’intervista poco conosciuta e sul rapporto Pirandello-Nietzsche.


Arcangelo Leone de Castris
La rivoluzione di Pirandello, da “Storia di Pirandello” – 1975
La «fortuna» di Pirandello, quale che sia l’angolazione critica dalla quale ci si disponga ad analizzarla, rivela oggettivamente un suo connotato fondamentale e costante, rintracciabile sin dal momento della polemica crociana come ancora evidente oggi, nelle terroristiche reazioni antipirandelliane dei più conservatori e anacronistici (anche se talora mascherati da progressisti) tra i letterati italiani.


 

Ulrich Schulz-Buschhaus
«L’umorismo» – l’anti-retorica e l’anti-sintesi di un secondo realismo
Invece di irrazionalismo o anti-razionalismo preferirei dunque parlare, nel caso pirandelliano, di un razionalismo eterodosso, cioè di un razionalismo dialettico fino all’eresia. Quel particolare razionalismo si manifesta più che altrove nel famoso saggio o, più precisamente, trattato sull’Umorismo. Come si sa, questo trattato presenta – per così dire – diverse facce a seconda degli scopi che si propone.


Assunta De Crescenzo
«Come nembi sopra una rovina»: Pirandello e la coscienza critica della modernità.
La percezione di un disagio, che è prima di tutto culturale e diviene poi anche esistenziale, la consapevolezza di una condizione di precarietà, di smarrimento, di perdita degli equilibri raggiunti e consolidati, pervadono numerosi scritti di Luigi Pirandello, e in particolare uno dei primi tra quelli saggistici, Arte e coscienza d’oggi, emblematico per acutezza d’analisi e forza icastica delle immagini. «Lo spirito moderno», vi si legge, «è profondamente malato, e invoca Dio come un moribondo pentito.


Enrico Cerasi
“Se non c’è l’autore”: Pirandello e il sacro
Nella sua opera maggiore: Il sacro. L’irrazionale nell’idea del divino e il suo rapporto col razionale, edita per la prima volta nel 1917, Rudolf Otto prende seriamente le distanze dalla religione nei limiti della sola ragione kantiana e poi liberale, riscoprendo i caratteri originari dell’esperienza generalmente umana del sacro periodo della formazione culturale e degli esordi letterari fino ai mesi che precedono la morte, quando lo scrittore siciliano appare ancora fortemente impegnato nella scrittura delle sue ultime, intensissime, novelle.


Dora Marchese
Paesaggi della modernità. Spazio urbano e spazio esistenziale nella novellistica pirandelliana
Elemento costante e rilevante della narrazione, i paesaggi pirandelliani, rompendo con i modelli tradizionali, non hanno funzione decorativa, né sono semplice cornice; scaturiscono perlopiù dall’osservazione diretta dei luoghi in cui lo scrittore visse ed operò, luoghi permeati della sua personale visione poetica e filosofica.


Paolo Spinicci
La teoria dell’umorismo in Luigi Pirandello
Al nome di Pirandello si lega innanzitutto un’ampia produzione letteraria che abbraccia opere di teatro, racconti e romanzi, e che fa del suo autore una delle figure più significative del panorama della letteratura europea del Novecento.
Tuttavia, accanto al Pirandello letterato, vi è anche un Pirandello saggista che approfondisce con gli strumenti della critica e della riflessione filosofica alcuni temi della sua opera letteraria.


Arcangelo Leone de Castris
Dalla narrativa al teatro: la nascita del personaggio
da “Storia di Pirandello” – 1975
Dimensione scenica e tendenza dialogica nelle novelle. – Il mito del personaggio senza autore.
La narrativa come antefatto e preistoria del personaggio. – Conferme antintellettualistiche nei saggi sul teatro. – La poetica di Si gira: compassione e oggettività drammatica.


 Angelo Petrella
Pirandello e la logica della tradizione
…Pirandello compirà grandi sforzi per liberarsi dalle prescrizioni veriste, superandole dal suo interno.
In tutta la sua prima produzione romanzesca si avverte infatti un’insofferenza sempre crescente nei confronti del determinismo.


Giovanni Fighera
Pirandello contro il pirandellismo
…Pirandello compirà grandi sforzi per liberarsi dalle prescrizioni veriste, superandole dal suo interno.
In tutta la sua prima produzione romanzesca si avverte infatti un’insofferenza sempre crescente nei confronti del determinismo.


Alfonso Malinconico
Pirandello e il diritto
….In Pirandello però il diritto si dispiega con una diversa e più marcata utilità funzionale, come motore che avvia e condiziona tutta l’ideazione, dallo schema generale al particolare degli intrecci e dei personaggi, con i risvolti di invenzione, di finzione, di simulazione, di inverosimiglianza, di eticità e, del suo contrario, di dialettica; come ammasso incandescente, cioè, che dall’interno incrementa il valore di quello che ormai nessuno ci impedisce di chiamare specifico poetico valorizzando la materia, che è forma, nei vari aspetti di sostanza umana, fantastica, ironica e soprattutto di cultura, nelle più diverse gamme …..


Ilaria Paluzzi
Personaggi minori nell’opera di Luigi Pirandello: Quei perfetti sconosciuti.
Nella novella Il dovere del medico Pirandello annota la capacità dell’avvocato Camillo Cimetta di «abbattere i confini formalistici del tristo ambiente giudiziario» perché vi spiri un’aura di vita. Quell’ambiente nel quale i suoi colleghi si presentano «armati di cavilli, abbottati di procedura»…..


Raffaella Di Maria
La caccia di Domiziano: Pirandello tra antico e moderno
La poligrafica opera pirandelliana si presenta inizialmente alla letteratura attraverso la poesia che, seppur considerata da quasi tutta la critica semplice esercizio di stile di un giovane scrittore, può essere considerata, almeno a livello tematico, uno spartito da cui ‘prende vita’ tutta la produzione successiva e ben più nota del grande autore agrigentino.


Michelangelo Fino
Fughe parallele: Pirandello legge Rosso di San Secondo
La critica ha ampiamente riconosciuto il forte legame che, in ambito teatrale, unisce Pirandello e Rosso di San Secondo, autore, quest’ultimo, notoriamente apprezzato dallo scrittore agrigentino. Probabilmente parlare di debito pirandelliano nei confronti di alcune pièces del Rosso sarebbe inopportuno, ma è indubbio che opere come Marionette, che passione! abbiano inciso non poco sulla grande stagione teatrale di Pirandello


Luigi Sedita
Pirandello e l’antinomia del nome
Non sappiamo se Pirandello si servisse di guide telefoniche italiane,nel primo Novecento forse inesistenti, ma certamente annotava i nomi di persone incontrate nei viaggi. Lo testimonia il cosiddetto Taccuino di Coazze, in cui, durante una vacanza in Valsusa nel 1901, aveva appuntato sei nomi piemontesi e nel 1903 durante un soggiorno a Montepulciano, impegnato in una commissione d’esame, aveva preso nota di altri cinque nomi locali.

 

Se vuoi contribuire, invia il tuo materiale, specificando se e come vuoi essere citato a