Intorno Pirandello


Intorno Pirandello

Giuseppe Bonghi
Biografia di Luigi Pirandello
Luigi Pirandello, secondo di sei figli, nasce la sera del 28 giugno 1867 ad Agrigento (l’antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927) da Stefano Pirandello e da Caterina Ricci-Gramitto, sposata nel 1863, in una casa colonica non ancora ben rifinita che si trovava nella tenuta paterna denominata “Caos”…..


Pasquale Guaragnella
La storia di Pirandello, poeta saggista e narratore
Si ripropone la storia di Pirandello poeta, saggista e narratore, a partire dal periodo della formazione culturale e degli esordi letterari fino ai mesi che precedono la morte, quando lo scrittore siciliano appare ancora fortemente impegnato nella scrittura delle sue ultime, intensissime, novelle.


Giuseppe Bonghi
Introduzione generale alla poetica di Luigi Pirandello
Al centro, sia della concezione realistico-verista che di quella del Decadentismo, e quindi dell’umorismo pirandelliano, troviamo il fatto, ciò che è accaduto secondo la volontà o indipendentemente dalla volontà dei protagonisti. All’interno del verismo il fatto viene rappresentato come l’accadimento in atto, anello di una catena interminabile di cause-effetti, nella quale ogni fatto è conseguenza di quello precedente e causa di quello seguente…..


Giovanni Fighera
Pirandello. Un genio del novecento
Grande drammaturgo, romanziere, novelliere, l’agrigentino Luigi Pirandello (1867-1936) è uno dei più grandi geni del Novecento, letterato e, al contempo, filosofo. In lui sembrano incarnarsi le parole di Leopardi nello Zibaldone: «Il vero poeta è anche filosofo e il vero filosofo è anche poeta». Non sarà, forse, un caso allora se l’esordio di Pirandello è poetico, anche se poi l’autore trascurerà quella strada per dedicarsi alla prosa e al teatro, in cui emerge la sua più grande vena creativa.


Caterina Villani
Università degli studi di Salerno
Tesi di Laurea
Pirandello: lingua e grammatica nella scuola primaria
In formato PDF


Angela Floriana Di Natale – Università degli studi di Catania
Tesi di Laurea – La visibilità sul web di Luigi Pirandello
In formato PDF
La tesi, fornitaci dalla relatrice stessa, comprende l’intervista da noi rilasciata, inerente la storia di PirandelloWeb.

 


da Internet Culturale
Luigi Pirandello e le biblioteche
«Mio padre ci racconta d’esser rimasto fra il tavolo e due scaffali di libri che alternativamente gli venivano addosso con tutto il peso dei volumi. Dava una spinta a questo e dietro front per tenere su l’altro di turno per cinque minuti buoni. Una ginnastica da camera da cui non c’era verso di esimersi». (Fausto Pirandello)



Luisella Battaglia

Pirandello e la bioetica
… Pirandello ci invita ad un’etica di prima persona, considerata cioè dal punto di vista del soggetto che è autore e attore della sua vita, anziché dal punto di vista esterno proprio di un osservatore imparziale che è proprio dell’etica della terza persona.

 


Alessandra Agosti
Luigi Pirandello tra l’arte e la vita
Affrontare Luigi Pirandello e la sua “umana avventura” di uomo e di scrittore-drammaturgo significa addentrarsi in una giungla intricata di convinzioni e contraddizioni, principi teorici e loro sovvertimenti, slanci d’amore e sprezzanti egoismi, grandi vette letterarie e umane tristezze.

 


Giovanni Cavicchioli
Pirandello e la fede: Intervista a Luigi Pirandello, «Termini», 1936.
In una grande intervista del 1936, Pirandello dà conto della propria visione del mondo, giudicando il proprio teatro ed esplicitando la propria fede cristiana. Sipario sul senso religioso. Lo vado a trovare all’albergo. Mattiniero, già vestito, pronto per andare alla prova: mi ha dato un appuntamento che scombussola un po’ le abitudini: sveglia, caffè anticipato, piani serali come per una partenza di buon mattino: «si gira»


Carla De Fusco
La fortuna di Pirandello nella civiltà araba
Dagli anni ’30 agli anni ’50 in Turchia, che vanta un’ampia conoscenza della letteratura europea, sono già edite molte opere di Pirandello: L’imbecille nel ’31, La balia nel ’39, Il turno nel ’45, Sei personaggi nel ’49, Novelle scelte nel ’51. Le opere pirandelliane arrivano ad Istanbul dai canali di traduzione russi, ma soprattutto dai paesi danubiani: Repubblica slovacca, Repubblica ceca, Romania, Ungheria, dove grande spazio ha avuto negli anni ’20 l’opera pirandelliana, mediata a sua volta dalle edizioni in lingua tedesca.


Erminio G. Neglia
Fortuna di Pirandello in Spagna
Come in altri paesi, il teatro di Pirandello non tardò ad imporsi anche in Spagna. Vi entrò trionfalmente attraverso la Catalogna con la messinscena (in catalano) de Il berretto a sonagli, il 27 novembre 1923, al teatro Romea di Barcellona (De Filippo). Il nome di Pirandello divenne subito sinonimo di modernità e avanguardia in tempi in cui il teatro spagnolo restava su basi tradizionalmente realiste. L’opera drammatica del Siciliano aveva quello che distingue i grandi innovatori: l’alone di una personalità inconfondibile.


Stefano Gulizia
Quando Pirandello disse: “Ich bin ein Berliner”
Durante il fascismo e in un periodo di creatività febbrile (aveva completato il manoscritto finale di Uno, nessuno, e centomila, scritto Come tu mi vuoi, e ideato la vasta struttura della sua opera mitologica, I giganti della montagna), Luigi Pirandello ebbe l’occasione di incontrare Sergei Eisenstein durante la prima visita del regista russo a Berlino per la prima del suo film Il vecchio e il nuovo. Era l’agosto del 1929.


Donatella Orecchia
Silvio d’Amico e Luigi Pirandello: frammenti di un incontro (1918-1936)
Luigi Pirandello nasce a Girgenti nel 1867; Silvio d’Amico a Roma nel 1887. Della stessa generazione di Benedetto Croce, di Gabriele D’Annunzio, di Svevo e De Roberto; un po’ più vecchio di Martoglio e di Butti, coetaneo di Irma Grammatica e con qualche anno in più rispetto a Ruggero Ruggeri e Angelo Musco, Pirandello appartiene a quella generazione che, nata negli anni sessanta dell’Ottocento, non aveva conosciuto le battaglie, le conquiste e le speranze risorgimentali: “erano nati che già l’Italia era fatta, ed erano ragazzi quando le prime ventate scapigliate e poi di Positivismo e Realismo erano arrivate da noi […].


Mario Minarda
Pirandello operatore multiculturale
Deve essere rimasta impressa nella storia della critica letteraria italiana e internazionale la metafora del «grosso artigiano» attraverso la quale Giovanni Macchia descriveva il modus operandi di uno scrittore come Luigi Pirandello. In quell’immagine viene riflessa la base polimorfica rubricata dai sapienti filtri retorici disseminati nelle sue pagine: citazionismi, riscritture accorgimenti linguistici, numerosi sostrati e reminescenze letterarie (dal mondo classico di Aristofane ed Euripide fino a Cervantes, solo per citare alcuni) che aggiungono sempre più interessanti canali interpretativi, come quello offerto dagli studi culturali e di genere.


Franca Angelini
Parricidi: Debenedetti legge Pirandello
Strani i giochi di prospettive e di trompe-l’oeil che la storia della letteratura provoca nella memoria: Debenedetti, nostro contemporaneo a pieno titolo, è un quasi-contemporaneo di Pirandello, che pensiamo invece come un classico del primo Novecento.


Gigi Livio
“Fiamma del diavolo che non consuma”. Marta Abba attrice “frigida”
…l’arte di Marta Abba, nonostante abbia scelto per incarnarsi una creatura dorata e armoniosa e vivida, soffre di un male diabolico, che a guarirlo non so che ci vorrebbe. Salvo alcuni casi felici, le serate trionfali, in cui l’oro fulvo dei suoi capelli e la ricchezza costretta di tutta la persona divampano nel parossismo oppure si placano e si stemperano in una specie diestasi, la sua recitazione ha le qualità del vetro: trasparenze gelide.


Michael Rossner
Nietzsche e Pirandello: Paralleli e differenze
Se si cercano dei punti comuni, si potrebbe cominciare da fattori esterni: ambedue dovevano guadagnarsi il pane come professori d’università (di filologia): ambedue si autodefiniscono come nature ibride tra filosofia e letteratura. Ma questi paralleli sono soltanto superficiali: le rispettive forme d’espressione della comune inquietudine intellettuale sono profondamente differenti.


Luigi Lunari
Come leggere Pirandello (anche senza capirlo)
Riflessioni sull’opera del drammaturgo ma da un’angolatura inusuale, giusto per non ripetersi…
Saltando dunque tutto quello che si può leggere nei libri (ma ancora una volta avvertendo che la letteratura critica su Pirandello è molto più criptica, oscura e complicata che non le opere di Pirandello stesso) ecco una riflessione un po’ più inedita sul “come leggere Pirandello“.


Antonio Alessio
Pirandello pittore e critico d’arte
(con una lettera inedita di Pirandello al figlio Fausto)
Per chi ha familiarità con l’opera drammaturgica del Pirandello potrà non poco sorprendere il soggetto dei suoi quadri. Nulla di torturato, di drammatico, di grottesco, di espressionistico. I temi e le formule a cui la fama di Pirandello è comunemente (e sbrigativamente) limitata non sono minimamente riscontrabili nelle opere pittoriche. Tranne qualche rara eccezione, come in un piccolo autoritratto giovanile diabolico o nel ritratto alla moglie già alle prese col suo male, nulla nei quadri che possa indicare anche lontanamente il futuro drammaturgo

 

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